Il dolore
Dossier Legambiente
Ambiente, città bocciata
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Personale di Publiambiente alle prese con sacchetti della spazzaturaRispetto al 2007 la città ha perso quindici posizioni piazzandosi al 69º posto su 103 capoluoghi Il dettaglio delle voci
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PISTOIA. L'immagine di Pistoia città amica dell'ambiente, con la sua industria del verde e i treni di AnsaldoBreda, non convince Legambiente. Ieri l'associazione leader dell'arcipelago verde ha diffuso le classifiche del rapporto Ecosistema urbano 2008 e Pistoia non ottiene un risultato molto lusinghiero.
La città si piazza al 69º posto assoluto su 103 capoluoghi di provincia, perdendo 15 posti rispetto al rapporto dello scorso anno. Lo studio mette a fuoco gli indicatori di qualità ambientali, sia sul fronte della lotta all'inquinamento che dello sviluppo sostenibile. Siamo penultimi in Toscana (fa peggio soltanto Lucca) e - come punteggio - ben sotto la media nazionale. Insomma, una bocciatura bella e buona. Anche se, non lo si ripeterà mai a sufficenza, è poco prudente ricavare valutazioni assolute da ricerche come quella di Legambiente. La tendenza, però, appare fin troppo chiara per non suscitare qualche riflessione.
Ma da cosa dipende il piazzamento assai poco lusinghiero di Pistoia nella classifica di Legambiente?
Ad un primo colpo d'occhio, risulta evidente che la "colpa" di Pistoia è di non eccellere in nessun indicatore (la posizione migliore è un sesto posto assoluto nella parsimonia sull'uso domestico dell'acqua) ma di far registrare una prestazione tutto sommato mediocre nella maggior parte degli indicatori.
Aria e acqua. Pistoia si piazza maluccio (57ª su 103) nell'inquinamento da polveri sottili; meglio va con l'indicatore dell'inquinamento da biossido di azoto (23º posto), mentre sull'inquinamento da ozono la città è penalizzata dal fatt che le centraline Arpat in servizio non misurano questo specifico inquinante. Per l'acqua, come detto, bene il consumo, tra i più bassi d'Italia: 132,7 litri per abitante al giorno. Ma è ancora alta (30%) la percentuale di acqua che va persa nelle falle dell'acquedotto e soprattutto è ancora troppo bassa (80%) la capacità di depurazione (le prime 14 città sono al 100%).
Trasporti. La performance di Pistoia risulta appesantita dal gran numero di auto circolanti (63 ogni 100 abitanti), anche se si tratta di mezzi poco inquinanti (9º posto assoluto per percentuale di veicoli Euro 3 e Euro 4). Benino (26º posto) l'uso dei mezzi pubblici, ma l'offerta (40º posto) è migliorabile.
Il verde. Il verde pro capite nell'area urbana è di 7,99 metri quadri ad abitante, solo il 56º posto in Italia. E questo nonostante che l'estensione di aree a verde nel territorio comunale collochi la città al 17º posto assoluto. Posizioni intorno al 50º posto sia per l'estensione pro capite delle isole pedonali e della Ztl, mentre per le piste ciclabili siamo al 68º posto.
Energia. È il fronte forse peggiore. Pistoia è la quart'ultima città d'Italia per parsimonia al distributore: solo gli abitanti di Nuoro, Ragusa e Sassari consumano più carburante. E anche il consumo di energia elettrica pro capite ci vede (77º posto) tra gli spreconi. Per di più la città non brilla certo per sfruttamento del fotovoltaico (64º posto) e dei pannelli solari (52º), e neanche per politiche energetiche sostenibili (75º posto).
Rifiuti. Ancora un brutto voto per quanto riguarda la produzione pro capite di rifiuti: 627 chili a testa, cioè il 74º posto assoluto. E meno male che la raccolta differenziata al 33,4% ci piazza al 44º posto.
La città si piazza al 69º posto assoluto su 103 capoluoghi di provincia, perdendo 15 posti rispetto al rapporto dello scorso anno. Lo studio mette a fuoco gli indicatori di qualità ambientali, sia sul fronte della lotta all'inquinamento che dello sviluppo sostenibile. Siamo penultimi in Toscana (fa peggio soltanto Lucca) e - come punteggio - ben sotto la media nazionale. Insomma, una bocciatura bella e buona. Anche se, non lo si ripeterà mai a sufficenza, è poco prudente ricavare valutazioni assolute da ricerche come quella di Legambiente. La tendenza, però, appare fin troppo chiara per non suscitare qualche riflessione.
Ma da cosa dipende il piazzamento assai poco lusinghiero di Pistoia nella classifica di Legambiente?
Ad un primo colpo d'occhio, risulta evidente che la "colpa" di Pistoia è di non eccellere in nessun indicatore (la posizione migliore è un sesto posto assoluto nella parsimonia sull'uso domestico dell'acqua) ma di far registrare una prestazione tutto sommato mediocre nella maggior parte degli indicatori.
Aria e acqua. Pistoia si piazza maluccio (57ª su 103) nell'inquinamento da polveri sottili; meglio va con l'indicatore dell'inquinamento da biossido di azoto (23º posto), mentre sull'inquinamento da ozono la città è penalizzata dal fatt che le centraline Arpat in servizio non misurano questo specifico inquinante. Per l'acqua, come detto, bene il consumo, tra i più bassi d'Italia: 132,7 litri per abitante al giorno. Ma è ancora alta (30%) la percentuale di acqua che va persa nelle falle dell'acquedotto e soprattutto è ancora troppo bassa (80%) la capacità di depurazione (le prime 14 città sono al 100%).
Trasporti. La performance di Pistoia risulta appesantita dal gran numero di auto circolanti (63 ogni 100 abitanti), anche se si tratta di mezzi poco inquinanti (9º posto assoluto per percentuale di veicoli Euro 3 e Euro 4). Benino (26º posto) l'uso dei mezzi pubblici, ma l'offerta (40º posto) è migliorabile.
Il verde. Il verde pro capite nell'area urbana è di 7,99 metri quadri ad abitante, solo il 56º posto in Italia. E questo nonostante che l'estensione di aree a verde nel territorio comunale collochi la città al 17º posto assoluto. Posizioni intorno al 50º posto sia per l'estensione pro capite delle isole pedonali e della Ztl, mentre per le piste ciclabili siamo al 68º posto.
Energia. È il fronte forse peggiore. Pistoia è la quart'ultima città d'Italia per parsimonia al distributore: solo gli abitanti di Nuoro, Ragusa e Sassari consumano più carburante. E anche il consumo di energia elettrica pro capite ci vede (77º posto) tra gli spreconi. Per di più la città non brilla certo per sfruttamento del fotovoltaico (64º posto) e dei pannelli solari (52º), e neanche per politiche energetiche sostenibili (75º posto).
Rifiuti. Ancora un brutto voto per quanto riguarda la produzione pro capite di rifiuti: 627 chili a testa, cioè il 74º posto assoluto. E meno male che la raccolta differenziata al 33,4% ci piazza al 44º posto.
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