Il Tirreno

Pistoia

Spese di gestione

Il battistero di San Giovannirischia la chiusuraper mancanza di riscaldamento

Paolo Gestri
Turisti davanti al battistero in attesa di entrare per la visita
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Turisti davanti al battistero in attesa di entrare per la visita

Con il primo gennaio 2010, e forse già dal prossimo uno novembre, il battistero di San Giovanni in corte, una delle perle di piazza del Duomo, potrebbe restare chiuso. Le possibilità di vedere il gotico monumento "off limits" sono notevolissime

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PISTOIA. Con il primo gennaio 2010, e forse già dal prossimo uno novembre, il battistero di San Giovanni in corte, una delle perle di piazza del Duomo, potrebbe restare chiuso. Le possibilità di vedere il gotico monumento "off limits" sono notevolissime. Spese e difficoltà di gestione sarebbero la causa del provevdimento della Curia. L'allarme arriva direttamente dal canonico Romano Lotti, amministratore della Chiesa Cattedrale di Pistoia.
In tal caso, cittadini, turisti e appassionati d'arte, all'interno potrebbero solo dare un'occhiata una volta all'anno: il 24 giugno per la festa di San Giovanni Battista, oltre che in rare occasioni di processioni solenni dal battistero in cattedrale e per eventuali mostre, ma di non facile attuazione in quanto ad esclusivo carattere religioso e solo se degne della solennità del luogo e tutte da concordare con il Capitolo. Il Battistero serrato costituirebbe un grave danno d'immagine per l'intera città, ma non sarebbe neppure un fulmine a ciel sereno. La questione "tuona" da otto mesi.
Con raccomandata del 20 dicembre 2008, il canonico Lotti mandava disdetta al Pistoia BookShop che, per una convenzione del 2005, ne poteva "usare lo spazio protetto al fine di consentire le visite ai turisti". Motivo che "codesta ditta non ha mantenuto l'impegno di apertura tutto l'anno con un preciso orario". Per tutta risposta, 8 gennaio 2009, il Bookshop avvertiva che, "dopo i lavori di restauro all'interno, sono state tolte tutte le protezioni per il personale addetto e non essendo previsto nessun tipo di riscaldamento, il locale non è idoneo come luogo di lavoro. Abbiamo comunque tenuto aperto su richiesta da parte di turisti o visitatori e in caso di gruppi. Siamo disponibili - continua la nota scritta - all'apertura dal 1 marzo al 31 ottobre 2009, oppure è necessario provvedere ad un adeguato sistema di riscaldamento».
Ecco il punto: da novembre a tutto febbraio, sotto l'alta volta, nel battistero fa freddo. «Per ovviare ai rigori invernali - rivela Lotti - i collaboratori di BookShop hanno tenuto accesa una stufa elettrica sotto la scrivania ed a noi sono arrivate bollette della luce salatissime, una di circa 800 euro, mentre non abbiamo mai sottoscritto la copertura delle spese di riscaldamento. Per ora non abbiamo dato seguito alla disdetta, ma essendo passati sei mesi dal suo invio, come da contratto, se non troviamo i soldi, la chiusura sarà inevitabile. Noi pensiamo alle sante messe ma, in questo caso ed in senso generale, non possiamo farci carico delle aperture per i turisti. Riteniamo anche inammissibile la recente proposta di BookShop di far pagare a chi entra 50 centesimi di euro».
Trovare i soldi: eterno problema. «Fino a qualche anno fa - spiega il reverendo amministratore - il Comune ci gratificava con sei milioni di lire, divenuti in seguito circa 3mila euro. Con quella cifra potevamo pagare due volontari a 250 euro al mese ciascuno. Non ci resta che lanciare un Sos: a chi volesse aiutarci, privati, enti o associazioni, assicuriamo un ritorno d'immagine».

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