Sicurezza
L'affluenza
I votanti sono oltre 18mila
Marta Quilici
In provincia hanno votato 18.217 persone, quasi 3.000 in meno rispetto alle primarie del 2007. Il territorio sta con Dario Franceschini, che però ha perso qualche punto percentuale in favore di Ignazio Marino
4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. In provincia hanno votato 18.217 persone, quasi 3.000 in meno rispetto alle primarie del 2007. Il territorio sta con Dario Franceschini, che però ha perso qualche punto percentuale in favore di Ignazio Marino. Poco prima della mezzanotte lo scrutino per la segreteria nazionale si era concluso: il 48% dei votanti ha dato la sua preferenza al segretario nazionale uscente del Pd, mentre Pierluigi Bersani si è attestato sul 41% e Igazio Marino ha superato il 10%. Risultati, questi, in linea con l'espressione del congresso del Pd pistoiese, che aveva dato il 51% a Franceschini. Il 7% dei suoi voti a queste primarie è passato a Ignazio Marino. Su questa linea anche le votazioni per il segretario regionale. Alle 23.45, con il risultato del 50% dei seggi provinciali, Agostino Fragai (mozione Franceschini) ottiene il 47%, Andrea Manciulli (Bersani) arriva al 42% e Simone Siliani (Marino) al 12%.
La giornata. Il popolo democratico alle urne per scegliere il proprio segretario: dopo settimane di campagne elettorali, incontri e assemblee, è arrivata per il Pd la giornata decisiva. A partire dalle 7 di ieri mattina i 23 seggi del comune hanno aperto le urne per le primarie per il segretario regionale e nazionale del partito. Ampia, almeno nella mattinata, l'affluenza ai seggi. Scarsa invece la partecipazione dei giovani e degli stranieri: alle primarie di ieri, infatti, potevano votare sia i minorenni,a partire dai 16 anni, che i cittadini stranieri regolari residenti in Italia. Le primarie erano anche l'occasione per stilare un primo resoconto sul lavoro svolto nei due anni di vita del partito: per capire, cioè, rispetto alle primarie di due anni fa, che cosa è cambiato nell'elettorato di centrosinistra e per valutare il livello di consensi tra le gente. A Pistoia ieri mattina i risultati dell'affluenza ai voti sembravano soddisfacenti. Pochi, però, i giovani e gli stranieri. "Tra i miei coetanei sono pochi quelli che si interessano di politica- spiega Giulia Cotichini-. O meglio: molti ne parlano, ma in modo superficiale, per luoghi comuni. Sono pochi quelli che se ne interessano veramente, si aggiornano e fanno ricerche". Giulia, invece, a votare c'è andata: ha 19 anni e frequenta il Liceo psicopedagogico delle Suore Mantellate. "Ho partecipato a queste primarie perché mi interessa avere un ruolo nella politica e vorrei che ci fosse una buona opposizione, solida e non frammentata. Il paese è nostro e siamo noi a doverne decidere le sorti. Molti miei coetanei, però, sono disinformati e lontani da un impegno politico cosciente e serio". Nel seggio di Pistoia Centro storico, alla fine della mattinata avevano votato oltre 300 persone. Di queste, una decina i minorenni. Nessuno straniero. Stessa situazione a Candeglia dove i giovani elettori sono stati molti, ma nessuno sotto i 18 anni. Qualche minorenne invece si è fatto avanti al seggio di Porta al Borgo. A Vicofaro, invece la maggior parte dei votanti era tra 50 e i 60 anni di età. Anche qui, come a Candeglia, pochissimi gli stranieri. Qualche badante straniera, invece, si è fatta avanti a Bottegone, mentre a Santomato ha votato un'intera famiglia albanese: "noi -spiega Matilde Rukai- non possiamo votare alle elezioni politiche, nonostante viviamo in Italia da tanti anni. Vorremmo, invece, partecipare anche alla vita politica perché ci interessano le sorti di questo paese. Per questo oggi sono qui". Matilde ha 22 anni. Da nove vive in Italia con la sua famiglia. Parla e scrive l'italiano perfettamente: ha studiato scienze sociali all'istituto Einaudi: "ho votato alle primarie perché vorrei che in Italia ci fosse una svolta nel mondo del lavoro e nell'integrazione degli stranieri che attualmente sono penalizzati: io, ad esempio, che sono cresciuta qui, se dopo la scuola non avessi trovato un lavoro, sarei diventata clandestina e sarei dovuta tornare in Albania". Con lei, ieri, c'era anche sua sorella, Ester, di 18 anni: "questa -spiega- è la prima volta che voto: l'integrazione passa anche di qui". Francesca Fusco, invece, ha 29 anni, è italiana, ma non pistoiese. "Sono romana -spiega-, ma abito a Pistoia per lavoro: ho chiesto l'accredito per votare perché vorrei che il centro sinistra prendesse forza per portare avanti, con un'unica linea, una buona opposizione. Ho votato la lista Franceschini-Fragai". "Io sono un socio fondatore del Pd -afferma Nicola Strumenti-. Credo che le primarie siano una prova di democrazia. Vorrei in Italia maggiore equità, giustizia e la centralità del cittadino". "Per un'opposizione più costruttiva -aggiunge Catia Fagioli- e intraprendente, che non sia solo contro".
La giornata. Il popolo democratico alle urne per scegliere il proprio segretario: dopo settimane di campagne elettorali, incontri e assemblee, è arrivata per il Pd la giornata decisiva. A partire dalle 7 di ieri mattina i 23 seggi del comune hanno aperto le urne per le primarie per il segretario regionale e nazionale del partito. Ampia, almeno nella mattinata, l'affluenza ai seggi. Scarsa invece la partecipazione dei giovani e degli stranieri: alle primarie di ieri, infatti, potevano votare sia i minorenni,a partire dai 16 anni, che i cittadini stranieri regolari residenti in Italia. Le primarie erano anche l'occasione per stilare un primo resoconto sul lavoro svolto nei due anni di vita del partito: per capire, cioè, rispetto alle primarie di due anni fa, che cosa è cambiato nell'elettorato di centrosinistra e per valutare il livello di consensi tra le gente. A Pistoia ieri mattina i risultati dell'affluenza ai voti sembravano soddisfacenti. Pochi, però, i giovani e gli stranieri. "Tra i miei coetanei sono pochi quelli che si interessano di politica- spiega Giulia Cotichini-. O meglio: molti ne parlano, ma in modo superficiale, per luoghi comuni. Sono pochi quelli che se ne interessano veramente, si aggiornano e fanno ricerche". Giulia, invece, a votare c'è andata: ha 19 anni e frequenta il Liceo psicopedagogico delle Suore Mantellate. "Ho partecipato a queste primarie perché mi interessa avere un ruolo nella politica e vorrei che ci fosse una buona opposizione, solida e non frammentata. Il paese è nostro e siamo noi a doverne decidere le sorti. Molti miei coetanei, però, sono disinformati e lontani da un impegno politico cosciente e serio". Nel seggio di Pistoia Centro storico, alla fine della mattinata avevano votato oltre 300 persone. Di queste, una decina i minorenni. Nessuno straniero. Stessa situazione a Candeglia dove i giovani elettori sono stati molti, ma nessuno sotto i 18 anni. Qualche minorenne invece si è fatto avanti al seggio di Porta al Borgo. A Vicofaro, invece la maggior parte dei votanti era tra 50 e i 60 anni di età. Anche qui, come a Candeglia, pochissimi gli stranieri. Qualche badante straniera, invece, si è fatta avanti a Bottegone, mentre a Santomato ha votato un'intera famiglia albanese: "noi -spiega Matilde Rukai- non possiamo votare alle elezioni politiche, nonostante viviamo in Italia da tanti anni. Vorremmo, invece, partecipare anche alla vita politica perché ci interessano le sorti di questo paese. Per questo oggi sono qui". Matilde ha 22 anni. Da nove vive in Italia con la sua famiglia. Parla e scrive l'italiano perfettamente: ha studiato scienze sociali all'istituto Einaudi: "ho votato alle primarie perché vorrei che in Italia ci fosse una svolta nel mondo del lavoro e nell'integrazione degli stranieri che attualmente sono penalizzati: io, ad esempio, che sono cresciuta qui, se dopo la scuola non avessi trovato un lavoro, sarei diventata clandestina e sarei dovuta tornare in Albania". Con lei, ieri, c'era anche sua sorella, Ester, di 18 anni: "questa -spiega- è la prima volta che voto: l'integrazione passa anche di qui". Francesca Fusco, invece, ha 29 anni, è italiana, ma non pistoiese. "Sono romana -spiega-, ma abito a Pistoia per lavoro: ho chiesto l'accredito per votare perché vorrei che il centro sinistra prendesse forza per portare avanti, con un'unica linea, una buona opposizione. Ho votato la lista Franceschini-Fragai". "Io sono un socio fondatore del Pd -afferma Nicola Strumenti-. Credo che le primarie siano una prova di democrazia. Vorrei in Italia maggiore equità, giustizia e la centralità del cittadino". "Per un'opposizione più costruttiva -aggiunge Catia Fagioli- e intraprendente, che non sia solo contro".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google