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Pistoia

Morto dopo sedativo in caserma, la Asl: "Cautela"

"Sarebbe utile per tutti una maggiore cautela nelle espressioni di giudizi soprattutto in carenza di informazioni complete". L'equipe del 118 intervenuta ha adottato "schemi di trattamento abituali e collaudati". Lo afferma in una nota l'Asl di Pistoia in merito al caso di Sorin Calin, 24 anni, romeno, deceduto dopo essere stato arrestato a Montecatini

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L'equipe del 118 intervenuta ha adottato «schemi di trattamento abituali e collaudati». Sarà l'autopsia a chiarire le cause del decesso e «a indirizzare verso l'attribuzione di eventuali responsabilità». Sarebbe «utile per tutti una maggiore cautela nelle espressioni di giudizi soprattutto in carenza di informazioni complete». Lo afferma in una nota l'Asl di Pistoia in merito al caso di Sorin Calin, 24 anni, romeno, deceduto dopo essere stato arrestato a Montecatini, e per il quale ha avviato accertamenti interni sull'intervento effettuato dai sanitari del 118.

Secondo quanto ricostruito ieri dai carabinieri, il giovane, fermato e portato in caserma, ha dato in escandescenze. Per questo è stato richiesto l'intervento dei sanitari che gli hanno somministrato un calmante. Quando poi i militari hanno cercato di svegliarlo, il romeno era in stato di incoscienza. E' poi deceduto durante il trasporto in ospedale.  

L'Asl spiega che dai primi accertamenti l'intervento dei sanitari risulta essere stato tempestivo (11 minuti dalla chiamata la prima volta e 5 minuti dalla seconda chiamata). I sanitari sono stati in caserma nella prima fase 43 minuti, facendo una «valutazione clinico strumentale, il trattamento e la sorveglianza del paziente». Il secondo intervento, alle 23,55, 50 minuti dopo la fine del primo, ha visto gli operatori «impegnati in manovre rianimatorie che sono proseguite per oltre un'ora fino all'arrivo al pronto soccorso di Pistoia. L'equipe del 118, composta da un medico e da un infermiere, è di ampia e comprovata esperienza».

«Siamo ormai abituati di fronte ad episodio cui ci sia l'intervento di sanitari o che coinvolgano strutture sanitarie - ha detto il direttore generale della Asl Alessandro Scarafuggi - a sentire attribuire al loro operato o alla responsabilità della sanità quanto si verifica di inatteso o di negativo. Mentre sarebbe utile per tutti una maggiore cautela nelle espressioni di giudizi soprattutto in carenza di informazioni complete».

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