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A Pistoia l'edilizia parla albanese

Anna Cecchini

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PISTOIA. Marocchini e tunisini scelgono l'edilizia, come del resto molti di quegli albanesi che non sono impiegati nei vivai. Mentre gli slavi preferiscono il settore dei trasporti e i cinesi quello della maglieria. Sempre di più i cittadini immigrati che si radicano sul territorio.

I nuovi residenti stranieri, nello stabilirsi nell'area pistoiese, entrano nelle maglie del mercato del lavoro e, magari seguendo le orme di connazionali giunti prima di loro, si legano a determinate categorie occupazionali. Non è semplice analizzare come le diverse etnie che popolano il territorio si distribuiscano all'interno delle varie aree produttive, ma, incrociando i dati di associazioni di categoria come Cna e Confartigianato con quelli forniti dalla Caritas diocesana, emerge che molto spesso immigrati di una medesima nazionalità tendono a trovare occupazione in uno stesso ambito lavorativo.

Che i cittadini stranieri siano aumentati nel quinquennio 2004-2008 è un dato di fatto. Lo dimostrano i numeri forniti dalla Provincia di Pistoia, che rivelano come la comunità di immigrati maggiormente rappresentata sia quella dei cittadini provenienti dall'Albania, aumentati di oltre 3.000 unità in soli 5 anni (6.599 erano gli albanesi residenti in provincia nel 2004, saliti a 9.738 nel 2008). Al secondo posto ci sono gli immigrati dalla Romania, che hanno avuto una crescita smisurata, considerando che nel 2004 se ne contavano 1.978 e l'anno scorso 6.122. A seguire, pressoché stabili o comunque soggette a incrementi più lievi, si trovano le comunità marocchina e cinese, e poi ancora quella proveniente dalle Filippine.

Ma che tipo di attività svolgono queste migliaia di immigrati regolari che popolano la provincia di Pistoia? Buona parte del gruppo proveniente dall'Albania è tradizionalmente impegnato nel vivaismo, anche se da alcuni anni sono molti i cittadini di questa etnia che stanno entrando nel settore dell'edilizia. «Ci sono ancora - dice Paola Bellandi, responsabile del centro di accoglienza San Martino di Porres della Caritas - albanesi nelle ditte florovivaistiche, ma non è più un fenomeno forte come quello di quindici anni fa, anche perché alcuni hanno imparato il mestiere e hanno avviato piccole ditte in proprio, come quelle della vasetteria».

Oppure, in numero sempre maggiore, si sono impegnati nel settore delle costruzioni edili. «Basti pensare - spiega Sergio Giusti, direttore di Cna - che, sulla base dell'ultimo rapporto del 2006 sull'apertura di nuove attività aziendali, risulta che 761 sono stati i nuovi imprenditori di origine albanese nelle costruzioni». Stesso indirizzo lavorativo è stato intrapreso da molti immigrati di origine romena. «Che però - spiega Andrea Mazzei, responsabile dell'ufficio categorie di Confartigianato - sono spesso impiegati anche in imprese di trasporti o mettono in proprio piccole ditte di questo tipo». Per quanto riguarda la comunità cinese, in provincia di Pistoia risulta tradizionalmente occupata nel settore della maglieria e dell'abbigliamento, mentre le etnie di origine asiatica, numericamente meno rappresentate sul territorio, solitamente sono impiegate nell'ambito della ristorazione e degli alimentari in genere.

I marocchini, che rappresentano la terza voce tra le etnie presenti a livello provinciale, sempre di più si indirizzano nel settore dell'edilizia e, in numero minore, trovano impiego nelle officine meccaniche. «L'80% dei cittadini provenienti dal Marocco - conclude Mazzei - trova impiego nell'edilizia o in attività produttive correlate».

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