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Tutti assolti per la tragedia all'ex Noci

Il piazzale dell’ex Noci poco dopo l’incidente mortale sul lavoro
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Il piazzale dell’ex Noci poco dopo l’incidente mortale sul lavoro

Antonio Lamberta di 48 anni, morì schiacciato dal ribaltamento del muletto su cui stava lavorando, nel piazzale della filiale pistoiese della Cambielli spa, in viale Adua. Assolti.

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PISTOIA. Assolti perché il fatto non sussiste. Il 28 luglio 2006 un operaio, Antonio Lamberta di 48 anni, morì schiacciato dal ribaltamento del muletto su cui stava lavorando, nel piazzale della filiale pistoiese della Cambielli spa, in viale Adua. Ieri Franco Cambielli, milanese, 52 anni, presidente della società e Massimilano Volterrani, 24 anni, pistoiese, responsabile della filiale, sono stati assolti dal giudice monocratico Luciano Costantini per le accuse di omicidio colposo e violazione della legge per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il pubblico ministero Luigi Boccia aveva invece chiesto la condanna a un anno e mezzo per Cambielli, che era difeso dall'avvocato milanese Stefano Toniolo, e a un anno e 4 mesi per Volterrani, difeso dall'avvocato Andrea Niccolai.
L'incidente mortale, come detto, avvenne il 28 luglio di tre anni fa. Antonio Lamberta stava scaricando da un camion tre fasci di tubi di rame utilizzando un carrello elevatore. Durante l'operazione il carico urtò contro una delle sponde del cassone ed oscillò violentemente, provocando il rovesciamento del "muletto". Lamberta venne sbalzato via dal posto di guida e morì con la testa schiacciata dalle strutture del muletto stesso.

Ieri mattina il pm Boccia ha riproposto le tesi dell'accusa: i responsabili dell'azienda sono colpevoli di aver trascurato le norme di sicurezza sul lavoro. Inadeguata la preparazione degli addetti al muletto, insufficente l'attenzione emersa in azienda sui temi della sicurezza nel lavoro, di per sé pericolosa la procedura utilizzata da Lamberta per scaricare (con il sollevamento dei fasci di tubi mediante imbracature di stoffa), inadeguato anche il muletto per svolgere certi lavori.

I difensori non hanno contestato che la manovra eseguita dall'operaio non fosse quella corretta, ma hanno attribuito per intero la responsabilità al Lamberta stesso. Che conosceva bene - hanno sottolineato Toniolo e Niccolai - come avrebbe dovuto comportarsi, ma per fretta o negligenza quel tragico pomeriggio decise di comportarsi diversamente. Tra l'altro non si allacciò neppure le cinture di sicurezza, precauzione che probabilmente gli avrebbe per lo meno salvato la vita.

La richiesta degli avvocati è stata quindi di assoluzione o, in subordine, di condanna al minimo della pena convertibile in pena pecuniaria.
La decisione del giudice Costantini si è fatta attendere una mezz'ora circa. Da sottolineare che le parti civili del processo (la moglie separata della vittima, il figlio di 22 anni e la sorella) erano già state risarcite dalla Cambielli per il danno subito e si sono quindi ritirate dal processo.

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