Sicurezza
Rifiuti e bollette
Nel 2010 ecotassa quasi per tutti
Francesco Albonetti
RIFIUTI E BOLLETTE La Regione applicherà tetti più severi sulla Tia ai comuni che differenziano meno la spazzatura
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PISTOIA. Solo gli utenti di un comune in provincia, quello di Massa e Cozzile, possono dirsi tranquilli sul fronte della tariffa dei rifiuti. Gli altri, chi più chi meno, devono ancora lavorare per rientrare in quel 50% di raccolta differenziata sui rifiuti conferiti in discarica che nel 2010 consentirà l'esenzione dall'addizionale del 20%, la cosidetta ecotassa.
In realtà la situazione è un po' più complessa. I comuni della piana che fanno capo al Cis non hanno addizionale perché i rifiuti finiscono nel termovalorizzatore di Montale e non in discarica. In compenso, la Tia è più alta che altrove. Pistoia si trova in una posizione intermedia, in quanto parte del rifiuto finisce nel Dano e l'ecotassa potrebbe essere inferiore o nulla. Alcuni comuni della montagna invece, San Marcello e Cutigliano, gestiscono direttamente il servizio, anche se la legge impone loro di darlo all'esterno, come già avviene per gli altri comuni della montagna che si servono dell'emiliana Cosea.
In tutti i casi, come mostra la tabella qui a fianco, al di là della "penale" regionale che si scaricherà sulla bolletta dei cittadini, le percentuali della raccolta differenziata sono tutt'altro che brillanti. Per fare un paragone a realtà limitrofe, nell'Empolese-Valdelsa Montespertoli è a quota 86,5%. La situazione peggiore è quella della montagna, con Marliana fanalino di coda (7,39% di differenziato) seguita da Abetone (11,9%). Di Abetone colpisce la quantità di rifiuti annui pro-capite, ben 968,08.
«La raccolta differenziata a Pistoia si è assetata sul 37% - dice l'assessore all'ambiente, Mario Tuci - ma con notevoli progressi nella zona dove è entrato a regime il porta a porta, cioè il centro storico. Ed è proprio questa la strada che continueremo a seguire per incrementare la raccolta differenziata. L'estensione del porta a porta in altre zone della città sarà il punto principale del contratto di servizio che andremo a firmare con Publiambiente. Quanto all'ecotassa, i tecnici sono al lavoro per verificare se vi saranno incrementi della Tia nel 2010, in quanto è vero che siamo sotto al 50% di differenziato, ma questa quota è riferita solo ai rifiuti che finiscono in discarica».
Chi invece può contare su un impianto, benché contestato, sono i comuni di Agliana, Quarrata e Montale. «Noi ci impegneremo per incrementare la raccolta differenziata che, attualmente, è su livelli bassini - spiega il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini - però dovremo trovare un meccanismo che consenta di adottare un sistema porta a porta che non vada a gravare sui costi. Altrimenti i cittadini pagheranno più di ora, in quanto attualmente, conferendo i rifiuti nell'inceneritore, non ci sono penali. Un servizio porta a porta comporta per il Cis un aumento del personale incaricato, mentre adesso basta un camion compattatore».
Situazione ancora diversa a San Marcello, dove la raccolta differenziata è ferma al 16,19%. «Negli anni '80 eravamo all'avanguardia - dice il sindaco Carla Strufaldi - ci consideravano un comune riciclone. Adesso siamo rimasti indietro, nonostante siamo stati fra i primi ad adottare una raccolta porta a porta nel centro di S.Marcello. I nostri obiettivi sono quelli di estendere il porta a porta e creare isole ecologiche, anche per togliere i cassonetti dai paesi, un provvedimento importante per un comune che ambisce ad essere anche turistico. Purtroppo ci troviamo di fronte al problema che, per legge, presto dovremo esternalizzare il servizio anche noi. Quindi il Comune non ha la convenienza di investire grosse cifre adesso su questo fronte, quando fra qualche anno il servizio sarà gestito da una società esterna».
In realtà la situazione è un po' più complessa. I comuni della piana che fanno capo al Cis non hanno addizionale perché i rifiuti finiscono nel termovalorizzatore di Montale e non in discarica. In compenso, la Tia è più alta che altrove. Pistoia si trova in una posizione intermedia, in quanto parte del rifiuto finisce nel Dano e l'ecotassa potrebbe essere inferiore o nulla. Alcuni comuni della montagna invece, San Marcello e Cutigliano, gestiscono direttamente il servizio, anche se la legge impone loro di darlo all'esterno, come già avviene per gli altri comuni della montagna che si servono dell'emiliana Cosea.
In tutti i casi, come mostra la tabella qui a fianco, al di là della "penale" regionale che si scaricherà sulla bolletta dei cittadini, le percentuali della raccolta differenziata sono tutt'altro che brillanti. Per fare un paragone a realtà limitrofe, nell'Empolese-Valdelsa Montespertoli è a quota 86,5%. La situazione peggiore è quella della montagna, con Marliana fanalino di coda (7,39% di differenziato) seguita da Abetone (11,9%). Di Abetone colpisce la quantità di rifiuti annui pro-capite, ben 968,08.
«La raccolta differenziata a Pistoia si è assetata sul 37% - dice l'assessore all'ambiente, Mario Tuci - ma con notevoli progressi nella zona dove è entrato a regime il porta a porta, cioè il centro storico. Ed è proprio questa la strada che continueremo a seguire per incrementare la raccolta differenziata. L'estensione del porta a porta in altre zone della città sarà il punto principale del contratto di servizio che andremo a firmare con Publiambiente. Quanto all'ecotassa, i tecnici sono al lavoro per verificare se vi saranno incrementi della Tia nel 2010, in quanto è vero che siamo sotto al 50% di differenziato, ma questa quota è riferita solo ai rifiuti che finiscono in discarica».
Chi invece può contare su un impianto, benché contestato, sono i comuni di Agliana, Quarrata e Montale. «Noi ci impegneremo per incrementare la raccolta differenziata che, attualmente, è su livelli bassini - spiega il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini - però dovremo trovare un meccanismo che consenta di adottare un sistema porta a porta che non vada a gravare sui costi. Altrimenti i cittadini pagheranno più di ora, in quanto attualmente, conferendo i rifiuti nell'inceneritore, non ci sono penali. Un servizio porta a porta comporta per il Cis un aumento del personale incaricato, mentre adesso basta un camion compattatore».
Situazione ancora diversa a San Marcello, dove la raccolta differenziata è ferma al 16,19%. «Negli anni '80 eravamo all'avanguardia - dice il sindaco Carla Strufaldi - ci consideravano un comune riciclone. Adesso siamo rimasti indietro, nonostante siamo stati fra i primi ad adottare una raccolta porta a porta nel centro di S.Marcello. I nostri obiettivi sono quelli di estendere il porta a porta e creare isole ecologiche, anche per togliere i cassonetti dai paesi, un provvedimento importante per un comune che ambisce ad essere anche turistico. Purtroppo ci troviamo di fronte al problema che, per legge, presto dovremo esternalizzare il servizio anche noi. Quindi il Comune non ha la convenienza di investire grosse cifre adesso su questo fronte, quando fra qualche anno il servizio sarà gestito da una società esterna».
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