Il Tirreno

Pistoia

Colpito da arresto cardiaco

Salvato con il defibrillatore

Tiziana Gori
Ambulanza e automedica al campo sportivo di Casalguidi
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Ambulanza e automedica al campo sportivo di Casalguidi

I compagni e l'allenatore lo hanno visto crollare a terra all'improvviso. Colpito da arresto cardiaco a 32 anni, durante l'allenamento della propria squadra di calcio amatoriale, Massimo Innocenti, è stato salvato grazie al defibrillatore precoce

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CASALGUIDI. I compagni e l'allenatore lo hanno visto crollare a terra all'improvviso. Colpito da arresto cardiaco a 32 anni, durante l'allenamento della propria squadra di calcio amatoriale, Massimo Innocenti, è stato salvato grazie al defibrillatore precoce.
Il giovedì sera l'appuntamento per i calciatori dell'Arci Cantagrillo, squadra che milita nel girone B del campionato di Eccellenza Uisp, è al campo sportivo di via Matteotti, a Casalguidi. Il pubblico sugli spalti - il campo è più in basso rispetto alla sede stradale - è composto da una ventina di amici che osservano appoggiati ad un muretto dal ponte soprastante. La serata è autunnale ma la temperatura è ancora gradevole. L'allenamento inizia poco dopo le nove. Massimo Innocenti, da poche settimane portiere dell'Arci, si muove davanti alla porta. Suda copiosamente. L'allenatore della squadra, Andrea Acerbi, se ne accorge, e gli si avvicina per chiedere se c'è qualcosa che non va. Lui risponde che ha caldo.
Ancora qualche azione di gioco, il pallone che corre da una parte all'altra del campo e poi, dopo pochi minuti, Innocenti si accascia al suolo. I compagni si avvicinano, capiscono che è successo qualcosa di grave. Il portiere ha avuto un arresto cardiaco, è incosciente e non risponde agli amici che lo chiamano.
A salvargli la vita sarà l'uso del defibrillatore precoce. Usato una prima volta da un volontario Dae della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo, e poi dal medico del 118. «Quando siamo intervenuti - racconta una volontaria della Misericordia - Innocenti era in arresto cardiaco. Abbiamo seguito la prassi: prima un massaggio manuale e poi una scarica con il defibrillatore».
Ogni squadra Asa (l'ambulanza d'emergenza) deve avere un volontario abilitato all'uso del Dae. Per un caso fortuito giovedì sera ce n'erano tre. Il lavoro dei volontari è continuato con il medico del 118. Il giovane, pur rimanendo a terra incosciente e con una grave difficoltà respiratoria, ha mostrato subito segni di ripresa. Una volta stabilizzato è stato portato al pronto soccorso e da lì nell'unità operativa di rianimazione, dove ha trascorso la notte. «Le sue condizioni - precisa una nota Asl - sono progressivamente migliorate. Ha avuto un completo recupero dell'attività respiratoria. Lo stato neurologico risulta integro, senza problemi cognitivi o motori. Ieri mattina è stato trasferito in terapia intensiva».
Dal 2003, anno in cui è stato introdotto l'uso del defibrillatore, sono stati oltre 100, in provincia, i pazienti rianimati e salvati da un decesso improvviso.

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