Il Tirreno

Pistoia

Caccia ai  Furbetti

Invalidi, ritirate 44 pensioni

Anna Cecchini
Antonio Piras, presidente dell’Inps provinciale di Pistoia
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Antonio Piras, presidente dell’Inps provinciale di Pistoia

A metà settembre verificate 379 persone: il 41% non verrà più chiamato perché presenta patologie gravissime

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PISTOIA. Quarantaquattro pensioni di invalidità sono state ritirate nel periodo da giugno al 15 di settembre. I pistoiesi finora "pizzicati" ad usufruire in modo non corretto del sussidio per l'invalidità sono l'8,5 % del totale finora passato al setaccio delle sede provinciale dell'Inps.
L'Istituto per la previdenza sociale, sulla base di un percorso definito a livello nazionale per scoprire chi riscuote illegittimamente la pensione di invalidità, lo scorso giugno è stato chiamato a effettuare verifiche a campione sullo stato di salute dei residenti pistoiesi che percepiscono la pensione di invalidità.
Per la provincia di Pistoia la sede romana ha dato una indicazione ben precisa: 1.360 nominativi di persone da convocare in sede e sottoporre a visita medica entro il 31 dicembre di quest'anno per verificare se esistono ancora i presupposti per l'erogazione dell'assegno mensile.
«Dal maggio scorso ad oggi - spiega Antonio Piras, presidente del Comitato provinciale dell'Inps di Pistoia - siamo riusciti a chiamare per queste visite di controllo volute a livello nazionale, 560 persone».
Di queste, 7 non si sono presentate ai controlli e quindi per loro, a meno che non riescano a motivare in modo chiaro l'assenza, è già stata stabilita la revoca integrale della pensione erogata finora.
«Le persone contattate - prosegue Piras - per i controlli sono state, come ho detto, 560; queste devono essere suddivise secondo un calendario per le visite. Quindi a metà settembre erano state effettivamente controllate 379 soggetti. Il 41% di questi non verranno mai più chiamati a visite di controllo, dato che sono affetti da patologie talmente gravi e croniche che non si prospetta alcuna possibilità di revoca della pensione nemmeno in futuro».
A fronte di chi ha davvero bisogno del sussidio dell'Istituto di previdenza sociale, perché affetto da malattie serie, l'Inps ha rilevato la presenza di "furbetti", o comunque di persone che continuavano a percepire la pensione nonostante la loro forma di invalidità fosse guarita o notevolmente ridotta rispetto al momento della richiesta.
«Abbiamo confermato - dice ancora Piras - 324 pensioni di invalidità, ma sul totale delle 379 persone visitate risulta un 8,5% di soggetti a cui è stato deciso, viste le loro mutate condizioni fisiche rispetto al passato, di revocare il sussidio previsto dalla legge».
Nel dettaglio, le revoche stabilite finora dell'Inps di Pistoia - che probabilmente entro il 31 dicembre riuscirà a convocare, ma non a terminare il calendario delle visite delle 1.360 persone indicate dalla sede nazionale - sono state 44.
«Abbiamo registrato - chiarisce il presidente del Comitato provinciale - 30 revoche totali della pensione, a residenti che assolutamente non avevavno più i requisiti per avere l'invalidità, e anche 14 revoche parziali, ossia è stata stabilita la diminuzione della pensione visto che è stata verificato che la percentuale di invalidità era cambiata rispetto al periodo della domanda».
Sulla base di questi dati, ancora parziali rispetto alla totalità di cittadini invalidi che dovranno essere passati al setaccio dell'Inps, risulta che quella di Pistoia è una provincia dove i falsi invalidi sembrerebbero essere una percentuale ridotta rispetto ad altre zone d'Italia. Insomma Pistoia sarebbe una provincia con pochi furbi nel panorama nazionale
«Dobbiamo considerare che al sud - conclude Piras - ci sono aree in cui si arriva anche al 20-25% di falsi invalidi. Noi siamo all'8,5% e inoltre non sono emersi casi di "furberie" eclatanti da parte dei cittadini visitati. Insomma vedo un certo senso di responsabilità da parte dell'Inps e anche dei citatdini pistoiesi».

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