Gioco
Crisi, la strigliata di Martini: banche troppo lente nei prestiti
dall'inviato Carlo Bartoli
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Il governatore Claudio Martini a Pistoia dove si è riunita la giunta regionaleIstituti bancari che erogano "con il contagocce" i finanziamenti garantiti dalla Fidi Toscana. Soddisfatte appena un quarto delle domande nonostante le assicurazioni. Il presidente della Regione spinge per un'accelerazione, altrimenti l'economia andrà a picco.Nuovi interventi anticrisi, forti critiche al governo
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PISTOIA. «Non ci siamo proprio, così non va, ci sono dei ritardi incomprensibili».
Il governatore Claudio Martini non usa mezzi termini per prendere di petto le banche toscane, accusate di erogare «con il contagocce» i finanziamenti garantiti dalla Fidi Toscana, la finanziaria partecipata dalla Regione.
«Sono stati approvate 425 domande di altrettante imprese che hanno chiesto finanziamenti per 100 milioni rispetto a un totale di prestiti che hanno ottenuto le nostre garanzie per 389 milioni. In pratica, le banche hanno erogato appena un quarto dei prestiti richiesti per i quali hanno la garanzia dell'80% da parte di Fidi e sui quali non corrono praticamente rischi. Siamo allarmati, perché si rischia di vanificare la manovra che abbiamo varato per attenuare gli effetti della crisi sul nostro sistema produttivo. Le banche erogano in quattro mesi un quarto delle pratiche che noi definiamo in un solo mese».
Per chiedere un cambio di passo agli istituti di credito con cui la Regione ha recentemente firmato un protocollo di impegno, Martini ha in programma un nuovo incontro con le banche, anche perché sul tavolo di Fidi ci sono ancora quasi 1.800 domande di finanziamenti per investimenti o liquidità che a breve potrebbero essere licenziate. Martini chiede «da subito alle banche una forte accelerazione nell'erogazione dei fondi, altrimenti la nostra economia rischia di pagare un prezzo ancora più pesante».
Nuovi interventi anticrisi. La giunta regionale, riunitasi a Pistoia, ha varato un ulteriore pacchetto di misure anticrisi. «Abbiamo dato il via libera - ha aggiunto Martini - al fondo per l'edilizia sociale e per il Piuss che ci permetterà di finanziare 16 progetti di riqualificazione urbana. Inoltre, accanto ai 500 milioni che abbiamo reso disponibili per interventi urgenti e straordinari in modo da affrontare in maniera tempestiva eventuali emergenze produttive, abbiamo deciso di stanziare 80 milioni per un fondo chiuso dedicato ad aumentare l'attrattività». In sostanza, la Regione potrà intervenire nel capitale di società che vogliono aprire delle attività in Toscana.
Il governo assente. La Toscana ha un contenzioso aperto con il governo da cui attende risposte. «Non riusciamo a incontrare il ministro Scajola a cui abbiamo chiesto un intervento sui distretti e in particolare per Prato; ci viene negato un cofinanziamento delle politiche a favore della non autosufficienza; attendiamo risorse sull'ambiente e decisioni conseguenti sulle infrastrutture e in particolare sulla Tirrenica e l'Alta velocità». Martini inoltre, ha ribadito un secco no «all'ipotesi di supplenza a cui vengono chiamate le Regioni: siccome il governo non ha più fondi, neppure per la protezione civile - ha detto - enti locali e associazioni chiedono alle Regioni di sostituirsi al governo. Non accettiamo questo federalismo alla rovescia».
In serata la replica del ministero: «Stiamo seguendo oltre dieci situazioni di crisi che riguardano distretti come il tessile di Prato, la pelletteria, nonché aziende come Delphi, Eaton, Cantieri Apuania».
Il governatore Claudio Martini non usa mezzi termini per prendere di petto le banche toscane, accusate di erogare «con il contagocce» i finanziamenti garantiti dalla Fidi Toscana, la finanziaria partecipata dalla Regione.
«Sono stati approvate 425 domande di altrettante imprese che hanno chiesto finanziamenti per 100 milioni rispetto a un totale di prestiti che hanno ottenuto le nostre garanzie per 389 milioni. In pratica, le banche hanno erogato appena un quarto dei prestiti richiesti per i quali hanno la garanzia dell'80% da parte di Fidi e sui quali non corrono praticamente rischi. Siamo allarmati, perché si rischia di vanificare la manovra che abbiamo varato per attenuare gli effetti della crisi sul nostro sistema produttivo. Le banche erogano in quattro mesi un quarto delle pratiche che noi definiamo in un solo mese».
Per chiedere un cambio di passo agli istituti di credito con cui la Regione ha recentemente firmato un protocollo di impegno, Martini ha in programma un nuovo incontro con le banche, anche perché sul tavolo di Fidi ci sono ancora quasi 1.800 domande di finanziamenti per investimenti o liquidità che a breve potrebbero essere licenziate. Martini chiede «da subito alle banche una forte accelerazione nell'erogazione dei fondi, altrimenti la nostra economia rischia di pagare un prezzo ancora più pesante».
Nuovi interventi anticrisi. La giunta regionale, riunitasi a Pistoia, ha varato un ulteriore pacchetto di misure anticrisi. «Abbiamo dato il via libera - ha aggiunto Martini - al fondo per l'edilizia sociale e per il Piuss che ci permetterà di finanziare 16 progetti di riqualificazione urbana. Inoltre, accanto ai 500 milioni che abbiamo reso disponibili per interventi urgenti e straordinari in modo da affrontare in maniera tempestiva eventuali emergenze produttive, abbiamo deciso di stanziare 80 milioni per un fondo chiuso dedicato ad aumentare l'attrattività». In sostanza, la Regione potrà intervenire nel capitale di società che vogliono aprire delle attività in Toscana.
Il governo assente. La Toscana ha un contenzioso aperto con il governo da cui attende risposte. «Non riusciamo a incontrare il ministro Scajola a cui abbiamo chiesto un intervento sui distretti e in particolare per Prato; ci viene negato un cofinanziamento delle politiche a favore della non autosufficienza; attendiamo risorse sull'ambiente e decisioni conseguenti sulle infrastrutture e in particolare sulla Tirrenica e l'Alta velocità». Martini inoltre, ha ribadito un secco no «all'ipotesi di supplenza a cui vengono chiamate le Regioni: siccome il governo non ha più fondi, neppure per la protezione civile - ha detto - enti locali e associazioni chiedono alle Regioni di sostituirsi al governo. Non accettiamo questo federalismo alla rovescia».
In serata la replica del ministero: «Stiamo seguendo oltre dieci situazioni di crisi che riguardano distretti come il tessile di Prato, la pelletteria, nonché aziende come Delphi, Eaton, Cantieri Apuania».
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