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«Troppi fungaioli rovinano il bosco»

Carlo Bardini
Funghi esposti alla rassegna micologica di Cutigliano
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Funghi esposti alla rassegna micologica di Cutigliano

E' ormai fungomania. Negli ultimi giorni la montagna pistoiese è stata presa d'assalto da centinaia di fiungaioli che non durano certo fatica a trovare i prelibati porcini. La stagione quest'anno non è avara e la gente torna a casa con chili di funghi. Ma molti fungaioli si stanno lamentando per la mancanza di controlli nei boschi.

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SAN MARCELLO. E' ormai fungomania. Negli ultimi giorni la montagna pistoiese è stata presa d'assalto da centinaia di fiungaioli che non durano certo fatica a trovare i prelibati porcini. La stagione quest'anno non è avara e la gente torna a casa con chili di funghi. Ma molti fungaioli si stanno lamentando per la mancanza di controlli nei boschi.
E soprattutto per la mancanza di cultura che serpeggia ancora tra molti raccoglitori. Spesso chi va a funghi non conosce neppure le regole fondamentali per la raccolta. Molti mirano a fare incetta di funghi, prediligendo la quantità e non la qualità del prodotto. Non è infrequente all'interno dei boschi della montagna pistoiese, trovare persone che raccolgono i funghi anche servendosi di attrezzi metallici per spostare foglie e terriccio.
I fungaioli quelli veri, quelli che amano sì tornare a casa con il paniere pieno, ma vogliono anche che la natura sia rispettata, stanno scoppiando dalla rabbia e chiedono maggiori e più severi controlli. «E' una cosa incredibile andare a funghi nelle nostre zone in questi giorni - spiega Sauro Finocchi di Maresca - A parte che vi è una marea di gente ma spesso ci imbattiamo in raccoglitori che non rispettano l'ambiente e raccolgono i funghi anche usando dei piccoli rastrelli. Non possiamo nemmeno dire loro qualcosa, perché ci rispondono in malo modo anche se la legge è dalla nostra parte. Lo svolgere il fungo, come si usa dire - continua Finocchi - deve essere eseguito secondo certe modalità, altrimenti compromettiamo anche l'equilibrio naturale. Ed è per questo che lamentiamo maggiori controlli delle guardie che sono addette al rispetto delle leggi, non solo nei piazzali ma anche mentre avviene la raccolta nel bosco».
E' molto difficile da parte delle guardie poter fare un simile controllo ma sembra che molti utenti, quando sono davanti ad un fungo siano presi dall'euforia di raccoglierlo e basta. «Certo non è un problema che riguarda tutti - spiega Andrea Papini - ma senz'altro avviene che molte persone non rispettano l'ambiente e al momento della raccolta del fungo deturpano l'area in cui trovano il fungo. Si deve sapere, ed è ormai da anni che viene detto, che "razzolare" nel punto in cui è nato il fungo o comunque non raccoglierlo secondo certi criteri crea un danno all'ecosistema. I controlli non dovrebbero essere mirati, anche se giustamente, al solo visionare il tesserino o vedere le misure del fungo raccolto ma anche all'interno dei boschi per vedere come li si raccoglie».
Stesso monito arriva anche da Alessandro Nannetti delle Piastre. «Quando andiamo a funghi - spiega Nannetti - non troviamo mai nei boschi alcun controllo ma solo quando torniamo alle macchine. In questi giorni vi sono centinaia di persone sulla nostra montagna e non tutti hanno ancora capito come si vive la raccolta dei funghi. Inoltre vi è anche l'incultura della sporcizia perché nei boschi viene lasciato di tutto». Problema sollevato soprattutto dalla fungaiola di Cutigliano Mariza Zeloni che spesso ha trovato l'area della Doganaccia e zona limitrofa piena di immondizia.

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