Gioco
PISTOIA
"L'estate di Simone" Sul palcosale la crisi vista dai disoccupati
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Un momento dello spettacolo del gruppo di cassintegrati Radicifil e di altre aziende pistoiesiDal problema della cassa integrazione e della crisi economica, a quello dell'occupazione femminile in provincia: per la terza volta in quattro mesi è tornato in scena "L'estate di Simone", spettacolo teatrale scritto e diretto da Marta Quilici e Lorenzo Gori e interpretato dagli operai della Radicifil di Pistoia.
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PISTOIA. Dal problema della cassa integrazione e della crisi economica, a quello dell'occupazione femminile in provincia: per la terza volta in quattro mesi è tornato in scena "L'estate di Simone", spettacolo teatrale scritto e diretto da Marta Quilici e Lorenzo Gori e interpretato dagli operai della Radicifil di Pistoia. Dopo il successo del 26 giugno al teatro Bolognini di Pistoia e del 19 luglio al Parco di Villa La Magia, domenica è stato il teatro della Casa del Popolo di Bottegone ad accogliere gli attori-operai nel contesto della festa per l'Unità dei Comunisti e della Sinistra Alternativa.
Ma questa volta, accanto ad Alfredo Bani filatore, Marco Begliuomini elettricista, Leonardo Mati informatico, Simone Zini cernitore, dipendenti Radicifil in cassa integrazione a zero ore dallo scorso primo maggio, a salire sul palco sono state anche alcune dipendenti di Recoplast, Kappa2, Ser.In e Answers, aziende pistoiesi a maggioranza femminile anch'esse vittime della crisi. Lo spettacolo, così, nato all'interno di una realtà ben precisa ha voluto rafforzare il suo intento iniziale: quello di mostrare problemi e dinamiche che si ripresentano ogni volta che una fabbrica annuncia la chiusura.
Sul palco erano rappresentate in tutto 437 persone che in questi pochi mesi, a Pistoia, hanno perso il lavoro. Con la partecipazione delle dipendenti dell'Answers, inoltre, la messa in scena ha voluto sottolineare l'importanza, anche in un momento di crisi occupazionale come questo, della lotta per i diritti sul lavoro. Insomma "L'estate di Simone", invita a riflettere su una situazione economica e finanziaria nazionale e globale i cui risvolti sono tuttora presenti nella vita quotidiana di chiunque. Il lavoro, la crisi, le lotte sindacali e anche i problemi locali del lavoro in nero e le angosce personali per la perdita dell'occupazione. Punto di forza dello spettacolo, il fatto che a rappresentare il problema della cassa integrazione siano gli stessi operai che la vivono in prima persona. Elaborati nello studio della Cucca e Racha, gli effetti sonori hanno la firma di Marco Fioretti.
Ma questa volta, accanto ad Alfredo Bani filatore, Marco Begliuomini elettricista, Leonardo Mati informatico, Simone Zini cernitore, dipendenti Radicifil in cassa integrazione a zero ore dallo scorso primo maggio, a salire sul palco sono state anche alcune dipendenti di Recoplast, Kappa2, Ser.In e Answers, aziende pistoiesi a maggioranza femminile anch'esse vittime della crisi. Lo spettacolo, così, nato all'interno di una realtà ben precisa ha voluto rafforzare il suo intento iniziale: quello di mostrare problemi e dinamiche che si ripresentano ogni volta che una fabbrica annuncia la chiusura.
Sul palco erano rappresentate in tutto 437 persone che in questi pochi mesi, a Pistoia, hanno perso il lavoro. Con la partecipazione delle dipendenti dell'Answers, inoltre, la messa in scena ha voluto sottolineare l'importanza, anche in un momento di crisi occupazionale come questo, della lotta per i diritti sul lavoro. Insomma "L'estate di Simone", invita a riflettere su una situazione economica e finanziaria nazionale e globale i cui risvolti sono tuttora presenti nella vita quotidiana di chiunque. Il lavoro, la crisi, le lotte sindacali e anche i problemi locali del lavoro in nero e le angosce personali per la perdita dell'occupazione. Punto di forza dello spettacolo, il fatto che a rappresentare il problema della cassa integrazione siano gli stessi operai che la vivono in prima persona. Elaborati nello studio della Cucca e Racha, gli effetti sonori hanno la firma di Marco Fioretti.
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