Il dolore
sono solo il 10,8%
Laureati? Nessuno li vuole
Francesco Albonetti
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Un corso di formazione per aspiranti macellaiIl sistema produttivo attuale richiede addetti sempre più qualificati, a Pistoia come altrove. Ma quando si va nel concreto, si scopre che la domanda di laureati e diplomati da parte delle imprese non è poi così abbondante e che, al contrario, l'offerta è sempre superiore
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PISTOIA. Il sistema produttivo attuale richiede addetti sempre più qualificati, a Pistoia come altrove. Ma quando si va nel concreto, si scopre che la domanda di laureati e diplomati da parte delle imprese non è poi così abbondante e che, al contrario, l'offerta è sempre superiore. Una conferma arriva dall'ultimo rapporto Excelsior di Uniocamere, che analizza le figure degli assunti nel 2009 dividendoli per livello di istruzione. Un anno di crisi profonda, quindi si viaggia su numeri bassi.
C'è da dire che, almeno a livello toscano, Pistoia è fra le province dove la richiesta di laureati e diplomati è superiore alla media. Le assunzioni non stagionali, quindi a tempo indeterminato, in provincia risultano 1.790. Sono invece 870 i collaboratori previsti dalle imprese. Numeri bassi, se si pensa a quelli ben più elevati delle cessazioni, che confermano, fra l'altro, come quasi tutte le assunzioni siano ormai a tempo determinato.
Pochi laureati ma meglio che in Toscana. Il rapporto Excelsior evidenzia che nel 2009 le imprese pistoiesi hanno richiesto il 42,1% fra diplomati e post-diplomati, di cui un 10,8% di laureati. Siamo sopra la media toscana, dove le richieste di diplomati sono state in media il 41,6% e quelle di laureati il 9,5%. Mentre per i diplomati, spicca il 55,2% di Lucca, fra i laureati Pistoia è al terzo posto, seguita da Arezzo (13,6%) e Firenze (13,3%). Non siamo messi malissimo, dunque, ma è evidente che chi ha conseguito il fatidico pezzo di carta non può sperare più di tanto di trovare un posto nel mondo delle imprese. Pistoia è addirittura al secondo posto nella richiesta di qualifica professionale: la vuole per i suoi assunti il 22,6% degli imprenditori, contro una media regionale del 16,9%. Solo Grosseto ci precede. E' evidente che la tipologia prevalente delle imprese pistoiesi ha bisogno soprattutto di personale qualificato professionalmente a certe mansioni, che esce magari da corsi organizzati ad hoc, piuttosto che dalle nostre scuole.
«La scuola non forma per le imprese. Ne è convinto Sergio Giusti, direttore provinciale di Cna, il quale parte dal considerare cambiata, rispetto a qualche anno fa, la domanda di istruzione delle imprese.
«Prima si cercavano soprattutto le figure generiche, le imprese prendevano per esempio lavoratori extracomunitari perché svolgevano mansioni nei confronti delle quali gli italiani sono più riluttanti. Adesso è cambiato: si cercano figure specializzate per determinate mansioni tecniche che richiedono una conoscenza specifica. Il problema è che la scuola forma poco queste figure. Persiste il retaggio culturale che vede preferire un'istruzione generalista, quella che passa dai licei, piuttosto che una tecnica e specifica, che passa dagli istituti tecnici e professionali. Le scuole pistoiesi fanno quello che possono, ma l'offerta è insufficiente alla domanda. Le imprese cercano figure specifiche, basta dare un'occhiata anche alle offerte di lavoro sui giornali, ma che siano anche a buon mercato e i laureati sicuramente costano più di un diplomato o di chi passa attraverso corsi professionali».
Collaboratori: tanti diplomati. La statistica Uniocamere non cambia molto se ci si sposta dalle assunzioni non stagionali alla richiesta di collaborazioni, sempre relativa alla prima parte del 2009. Si nota come a Pistoia i collboratori richiesti siano stati 870 a fronte delle 10.190 dlela Toscana. Si accentua la percentuale di coloro che li vogliono diplomati, il 62,4% contro una media reginale del 55,7%. Diminuisce, invece, la richiesta di laureati, passando al 27,5% contro il 35,2% della media regionale. Irrisorie le percentuali di chi vuole collaboratori con qualifica professionale (il 3,7%) e senza formazione specifica (il 6,5%).
C'è da dire che, almeno a livello toscano, Pistoia è fra le province dove la richiesta di laureati e diplomati è superiore alla media. Le assunzioni non stagionali, quindi a tempo indeterminato, in provincia risultano 1.790. Sono invece 870 i collaboratori previsti dalle imprese. Numeri bassi, se si pensa a quelli ben più elevati delle cessazioni, che confermano, fra l'altro, come quasi tutte le assunzioni siano ormai a tempo determinato.
Pochi laureati ma meglio che in Toscana. Il rapporto Excelsior evidenzia che nel 2009 le imprese pistoiesi hanno richiesto il 42,1% fra diplomati e post-diplomati, di cui un 10,8% di laureati. Siamo sopra la media toscana, dove le richieste di diplomati sono state in media il 41,6% e quelle di laureati il 9,5%. Mentre per i diplomati, spicca il 55,2% di Lucca, fra i laureati Pistoia è al terzo posto, seguita da Arezzo (13,6%) e Firenze (13,3%). Non siamo messi malissimo, dunque, ma è evidente che chi ha conseguito il fatidico pezzo di carta non può sperare più di tanto di trovare un posto nel mondo delle imprese. Pistoia è addirittura al secondo posto nella richiesta di qualifica professionale: la vuole per i suoi assunti il 22,6% degli imprenditori, contro una media regionale del 16,9%. Solo Grosseto ci precede. E' evidente che la tipologia prevalente delle imprese pistoiesi ha bisogno soprattutto di personale qualificato professionalmente a certe mansioni, che esce magari da corsi organizzati ad hoc, piuttosto che dalle nostre scuole.
«La scuola non forma per le imprese. Ne è convinto Sergio Giusti, direttore provinciale di Cna, il quale parte dal considerare cambiata, rispetto a qualche anno fa, la domanda di istruzione delle imprese.
«Prima si cercavano soprattutto le figure generiche, le imprese prendevano per esempio lavoratori extracomunitari perché svolgevano mansioni nei confronti delle quali gli italiani sono più riluttanti. Adesso è cambiato: si cercano figure specializzate per determinate mansioni tecniche che richiedono una conoscenza specifica. Il problema è che la scuola forma poco queste figure. Persiste il retaggio culturale che vede preferire un'istruzione generalista, quella che passa dai licei, piuttosto che una tecnica e specifica, che passa dagli istituti tecnici e professionali. Le scuole pistoiesi fanno quello che possono, ma l'offerta è insufficiente alla domanda. Le imprese cercano figure specifiche, basta dare un'occhiata anche alle offerte di lavoro sui giornali, ma che siano anche a buon mercato e i laureati sicuramente costano più di un diplomato o di chi passa attraverso corsi professionali».
Collaboratori: tanti diplomati. La statistica Uniocamere non cambia molto se ci si sposta dalle assunzioni non stagionali alla richiesta di collaborazioni, sempre relativa alla prima parte del 2009. Si nota come a Pistoia i collboratori richiesti siano stati 870 a fronte delle 10.190 dlela Toscana. Si accentua la percentuale di coloro che li vogliono diplomati, il 62,4% contro una media reginale del 55,7%. Diminuisce, invece, la richiesta di laureati, passando al 27,5% contro il 35,2% della media regionale. Irrisorie le percentuali di chi vuole collaboratori con qualifica professionale (il 3,7%) e senza formazione specifica (il 6,5%).
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