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Pistoia

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Imprenditoria poco vivace

Imprenditoria poco vivace

Svetta per la finanza "privata" - calcolata sulla base di dati come il rapporto fra impieghi e depositi bancari, il numero di residenti serviti da uno sportello bancario o la percentuale di finanziamenti agevolati - ma è davvero scarsa sulla "finanza pubblica"

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PISTOIA. Svetta per la finanza "privata" - calcolata sulla base di dati come il rapporto fra impieghi e depositi bancari, il numero di residenti serviti da uno sportello bancario o la percentuale di finanziamenti agevolati - ma è davvero scarsa sulla "finanza pubblica", che sta a indicare la spesa dei Comuni capoluogo per attività produttive, il grado di autonomia locale e la spesa delle Province per viabilità e gestione del territorio.

Quella di Pistoia è una provincia che a livello di libertà economica sta nel mezzo, raggiungendo il 50º posto fra le 103 province italiane e soltanto l'ottavo tra le dieci presenti in Toscana. Chi vince è Siena, prima nella classifica regionale e nazionale.

Ma cosa significa "libertà economica"? Per analizzare le performance economiche di un territorio si fa spesso ricorso al Pil, la ricchezza prodotta. Però, per meglio interpretare la realtà produttiva, si fa ricorso ad un ventaglio più ampio di indicatori: sviluppo culturale, sociale, strutturale e così via. Se il sistema finanziario è efficiente, se il mercato del lavoro mostra elementi di dinamicità, se il contesto sociale è favorevole, allora un territorio può dirsi economicamente più libero di un altro. Questa è l'analisi condotta dal centro studi Sintesi di Mestre, con una metodologia che rispecchia quella della fondazione statunitense Heritage Foundation, che ogni anno dal 1995 elabora l'indice di libertà economica su 170 Paesi di tutto il mondo.

Alberto Cestari e Valeria Benvenuti di Sintesi hanno scelto 37 variabili, raggruppate in 6 fattori chiave (economia, lavoro, contesto sociale, finanza, fisco e finanza locale). Ogni provincia ha ricevuto un punteggio per ciascuna voce: da 0 a 20 sono quelle considerate non libere; tra 21 e 40 molto frenate; tra 41 e 60 frenate; tra 61 e 80 prevalentemente libere; tra 81 e 100 libere. Tra le "prevalentemente libere" c'è anche Pistoia e il suo territorio, che raggiungono una votazione globale pari a 72,2.

A livello generale, lo studio vede svettare Siena, ultima Napoli a zero punti e tanto Sud. In alto un tocco di Toscana, poi il trionfo dell'Emilia Romagna e del Nord-Est. E un tratto comune: sono tutte realtà di centri piccoli, chiusi spesso da mura medioevali, orgogliosi della loro tradizione territoriale e culturale. Milano è al 71° posto della classifica, Roma al 78°, Torino al 69°. I ricercatori di Sintesi fanno notare: «La crisi attuale colpisce maggiormente dove la libertà economica sembra più evidente. Ora si tratta di capire se il modello vincente degli anni passati potrà essere riproposto per la ripresa».

Per quanto riguarda le singole graduatorie settoriali Pistoia si posiziona in modo sempre diverso. Partiamo dal fattore "economia", che comprende, tra gli altri, il tasso di variazione delle imprese attive, quello di inflazione, l'imprenditorialità femminile e giovanile (under 30). Pistoia, in tale contesto, si piazza a livello italiano al 71º posto e va decisamente male in ambito toscano (10º) per vivacità imprenditoriale. La provincia è nella media nazionale (51º posto) nel settore del "lavoro" (saldo tra entrate ed uscite di dipendenti, disoccupazione femminile,), ma in coda per quanto riguarda le province toscane (7º posto). Non va meglio sul "contesto sociale": 6º posto in Toscana e addirittura 66º in Italia. Come a dire che a livello di scolarizzazione, tasso migratorio, quantità di truffe denunciate e infrastrutture sociali, non è che Pistoia e la sua provincia siano particolarmente ben messe. Le classifiche sembrano quindi tratteggiare una realtà socialmente mediocre, anche se sul campo della finanza e del fisco Pistoia si riscatta notevolmente.

I pistoiesi, secondo lo studio di Sintesi, spiccano infatti per la voce "finanza", dove conquistano il 3º posto in Toscana e il 9º in Italia. Buona, soprattutto a livello di classifica regionale, anche la voce "fisco", ovvero l'incidenza media dei contribuenti sulla popolazione e pressione tributaria (dei Comuni capoluogo), per cui la provincia di Pistoia svetta al 2º posto in Toscana e al 41º in Italia.

Tutt'altro che positiva invece la sesta voce, quella della "finanza pubblica": 72º posto generale e 9º regionale. Rientrano in questo campo la spesa per attività produttive dei Comuni, il grado di autonomia locale, la spesa per gestione del territorio e viabilità delle Province.

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