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Esplode l'ira dei multati

Saverio Melegari
La fila di utenti in attesa fuori della sede di Publiambiente in via Ciliegiole
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La fila di utenti in attesa fuori della sede di Publiambiente in via Ciliegiole

Non è certo piacevole alzarsi una mattina e, trovare nella posta una sanzione amministrativa di 155 euro per aver violato il regolamento comunale per l'applicazione della Tia, la tariffa per l'igiene urbana. La cifra può sembrare piccola cosa, ma con gli attuali chiari di luna per tanti non lo è affatto

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PISTOIA. Non è certo piacevole alzarsi una mattina e, trovare nella posta una sanzione amministrativa di 155 euro per aver violato il regolamento comunale per l'applicazione della Tia, la tariffa per l'igiene urbana. La cifra può sembrare piccola cosa, ma con gli attuali chiari di luna per tanti non lo è affatto, per di più se si pensa di aver agito secondo le regole.

Risultato, ieri mattina è esplosa la rabbia di tante persone all'ufficio di Publiambiente di via Ciliegiole. In questi giorni, infatti, nelle case di circa 4.000 pistoiesi è arrivata da pagare la sanzione per la violazione del regolamento sulla Tia che riguarda tutti coloro che hanno cambiato il proprio domicilio oppure eseguito lavori di ampliamento nella propria abitazione senza comunicare al Comune le modifiche.

La lettera invitava a presentarsi allo sportello di Publiambiente di via Ciliegiole per avere chiarimenti. E così ieri tanti pistoiesi, già inveleniti dal presunto "balzello", sono stati costretti ad aspettare il loro turno in condizioni assai disagiate.

«Non si capiscono i motivi per cui ci chiedono questa cifra - contesta Umberto Reali - perché chi si presenta qui sa che ha rispettato le regole e conserva tutta la documentazione necessaria. Ma oramai è stato deciso così e la vediamo dura che ci venga tolta».

Ma i problemi di correttezza sono anche altri, perché - come spiega Paolo Minuti - «non ci sono meccanismi chiari all'interno della stessa Publiambiente: se parli con i dipendenti dicono che va tutto bene e poi ti vedi arrivare la notifica a casa. Vieni qua, stai ore in coda per cosa? Per farsi dare la ragione da parte dei responsabili ma, nonostante questo, dovrò pagare».

«Dalle 8 alle 11 - commenta Gaetana Gualchierotti - sono entrate negli uffici soltanto due o tre persone e, considerando il grande afflusso che c'era fin da prima dell'orario di apertura, era normale che si formasse questa coda così lunga. Non ci sono numeri per sapere l'ordine di entrata e siamo tutti fuori: se c'era una giornata di pioggia invece che questo sole, dove andavamo? La chiusura è per le 12,15: chi non sarà stato ascoltato dovrà tornare domani, con perdita di tempo, di ore di lavoro o di assistenza a persone anziane, come nel mio caso con mia madre. Ho dovuto chiamare, e pagare, una persona per stargli vicino».

«Posso pensare soltanto - confessa Maria Pia Berti - che ci stanno prendendo in giro. Mandano la sanzione a casa, ma io con la nuova residenza ho già pagato la prima bolletta dei rifiuti e tutto è arrivato regolarmente senza errori di indirizzo. Un giorno di attesa non basta, tornerò domani (oggi,ndr) dopo aver perso parecchie ore di lavoro».

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