Il Tirreno

Pistoia

l'anniversario della cassa rurale

Festa per i 100 anni della "banchina"

Tiziana Gori
Una foto del primo gruppo di soci della banchina e a lato il presidente della Banca di Pistoia Amadori
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Una foto del primo gruppo di soci della banchina e a lato il presidente della Banca di Pistoia Amadori

L'anniversario della fondazione della "banchina", come gli abitanti di Spazzavento chiamano la Cassa Rurale, diventata dal 1995 un'importante filiale della Banca di Pistoia, ha riunito tutto il paese in una festa che ha avuto il sapore di un ritorno alle radici

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PISTOIA. L'anniversario della fondazione della "banchina", come gli abitanti di Spazzavento chiamano la Cassa Rurale, diventata dal 1995 un'importante filiale della Banca di Pistoia, ha riunito tutto il paese in una festa che ha avuto il sapore di un ritorno alle radici.

Radici di cui essere orgogliosi. Lo ha sottolineato anche il presidente della Banca di Pistoia, Andrea Amadori, durante il suo discorso nella sede ristrutturata - e inaugurata in occasione del centenario - della filiale di via Provinciale Lucchese.

Furono in quattro, nel 1909, a firmare di fronte al notaio l'atto costitutivo che sanciva la fondazione della Cassa Rurale: Francesco Galligani, don Sante Bartolini, Torello Galligani e Faustino Pacini. E ieri sera, quattro loro eredi sono stati premiati simbolicamente per l'importanza che, in breve tempo, la "banchina" assunse per Spazzavento e che ha mantenuto fino ai giorni nostri.

A ricevere dalle mani di Andrea Amadori una pergamena di riconoscimento sono stati: Michele Galligani, Giorgio Galligani, Sauro Pacini ed Elda Tuci. Quest'ultima, nipote di don Sante Bartolini.

La nascita della banca di Spazzavento avvenne soprattutto per merito di questo sacerdote illuminato, seguace di don Orazio Ceccarelli e cresciuto nella scia di don Flori e don Tesi. La comunità era allora formata da contadini, operai e qualche artigiano. I soci seppero resistere durante gli anni bui del fascismo. Nel 1922 il cassiere della "banchina" fu aggredito, e lo stesso accadde qualche tempo dopo a persone dentro al circolo e nei locali della Cassa Rurale, che furono messi a soqquadro.

«Sono stati più forti della sopraffazione subìta - afferma Amadori - e hanno saputo anticipare il domani. Quando la federazione pistoiese delle Casse Rurali venne messa in liquidazione e fu proposto il loro assorbimento da parte della Cassa di Risparmio, Spazzavento si pronunciò in difesa della "banchina". Nella convinzione che il passivo della federazione potesse essere sanato in pochi anni attraverso un'attività bancaria oculata. In quegli anni, e negli anni immediatamente successivi, la banca di Spazzavento divenne un punto di riferimento imprescindibile per la realtà locale, e seppe difendere il ruolo delle "consorelle" della provincia».

Perché non ricordare, evidenzia Amadori, che proprio da Spazzavento e da Chiazzano, è partita, nel 1995, la costituzione della Banca di Pistoia? Di cui il presidente non rinnega, anzi rivendica, la caratteristica del localismo. «In tempi di crisi, una banca legata al territorio, solida ed efficiente, permette di aiutare quegli imprenditori che magari non troverebbero risposte adeguate da banche di credito troppo piccole o dai "giganti"».

E così, dalle sei del pomeriggio a mezzanotte, Spazzavento ha festeggiato l'anniversario della "banchina". Erano presenti anche autorità locali - tra cui la presidente della Provincia Federica Fratoni - e rappresentanti del mondo imprenditoriale e associazionistico.

Il tratto di via Provinciale Lucchese nel centro della frazione, sulla strada che porta a Montecatini, è stato chiuso al traffico dalle sei del pomeriggio a mezzanotte. In strada la gente del paese ha allestito i tavoli e preparato il cibo per il buffet che ha fatto seguito alla messa e alla cerimonia per l'anniversario della fondazione.

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