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Pistoia

Protesta

«Troppi silenzi sulla diossina»

Francesco Albonetti
Frutta e verdura coltivate nella zona dell’inceneritore (a sinistra)
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Frutta e verdura coltivate nella zona dell’inceneritore (a sinistra)

Con lo slogan "rifiuti zero subito", alza la voce la componente pistoiese della variegata protesta contro gli inceneritori. Sono quelli dell'assemblea presidio Giulio Maccararo, che ieri mattina, in concidenza del mercato, si sono riuniti sulla Sala per manifestare e distribuire volantini.

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PISTOIA. Con lo slogan "rifiuti zero subito", alza la voce la componente pistoiese della variegata protesta contro gli inceneritori. Sono quelli dell'assemblea presidio Giulio Maccararo, che ieri mattina, in concidenza del mercato, si sono riuniti sulla Sala per manifestare e distribuire volantini. L'occasione era fornita dall'ottava giornata mondiale contro l'incenerimento, ricorrenza poco conosciuta che cadeva giusto ieri.
Il presidio ha portato in piazza striscioni, ma anche i prodotti coltivati negli orti intorno all'inceneritore di Montale, da mostrare e offrire provocatoriamente ai passanti. «Nella nostra protesta di oggi c'è una parte globale e generale ed un'altra locale, di stretta attualità e riferita anche alle recenti vicende e dichiarazioni sull'inceneritore di Montale - spiegano gli esponenti del presidio Maccararo - Quella globale è a sostegno dell'unica forma di smaltimento per noi possibile, quella dei rifiuti zero, cioé contro ogni forma di combustione dei rifiuti, che produce inquinamento. Per noi non serve l'alternativa del ciclo integrato, che prevede un graduale passaggio alla raccolta differenzia, passando però per altri decenni di incenerimento: siamo convinti che si possa fare subito».
Dal tema globale a quello particolare. Il comitato pistoiese non è per niente incantato dalle rassicurazioni giunte di recente da amministrazione provinciale, Asl e Arpat, accusati di «scarsa trasparenza».
Restano invece convinti, anzi è il punto cruciale della loro protesta da 30 anni, che l'impianto di Montale debba essere semplicemente chiuso e l'aria bonificata totalmente.
«La Provincia ha annunciato con grande enfasi la vittoria nei ricorsi al Tar dei comitati, ma ha taciuto sul fatto che tutte le analisi hanno evidenziato una presenza di diossine e altre sostanze inquinanti comunque superiore nella zona vicina all'inceneritore che non altrove. Poi sappiamo bene che la diossina c'è dappertutto e deriva anche da altre forme di inquinamento. Questo tanto nelle analisi dei terreni quanto in quelle delle matrici biologiche, cioè i polli. La cosa grave è che, allo stato, della seconda analisi non esiste nessun documento ufficiale, a parte uno dell'Istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio. I risultati non sono stati pubblicati neppure sul sito della Provincia».
L'altro aspetto, è il sostegno alla proposta del nuovo sindaco di Montale di realizzare un impianto sperimentale di incenerimento a freddo, come il centro riciclo di Vedelago, in provincia di Treviso. «Ci sono possibilità di trattare rifiuti senza bruciarli, perché il problema nasce tutto lì: dai residui di combusione. Non dimentichiamo che nell'impianto di Montale finiscono anche rifiuti assimilati a quelli industriali, come gli ospedalieri, che sono ancora più pericolosi di quelli domestici. Ed è una spesa continua per procedure di filtraggio, che poi si scarica sui cittadini in forma di bollette. Impianti come quello di Vedelago non produce diossine, si risparmia notevolmente e consentono maggiore occupazione».
Francesco Albonetti

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