Il Tirreno

Pistoia

I sindacati lanciano un appello

«Soldi per i cassaintegrati»

Anna Cecchini
«Soldi per i cassaintegrati»

Propongono un fondo di garanzia alimentato da Provincia, Camera di commercio e Fila per anticipare la cassa integrazione in deroga ai lavoratori delle piccole imprese che rimangono senza stipendio. E poi ancora chiedono alle amministrazioni pubbliche che d'ora in poi riservino una parte delle assunzioni nelle loro aziende partecipate a cittadini disoccupati

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PISTOIA. Propongono un fondo di garanzia alimentato da Provincia, Camera di commercio e Fila per anticipare la cassa integrazione in deroga ai lavoratori delle piccole imprese che rimangono senza stipendio. E poi ancora chiedono alle amministrazioni pubbliche che d'ora in poi riservino una parte delle assunzioni nelle loro aziende partecipate a cittadini disoccupati. La crisi ingrassa divorando le aziende pistoiesi e Cgil, Cisl e Uil non ci stanno a restare con le mani in mano.

Chiedono alle istituzioni interventi urgenti e, soprattutto, tangibili. Basta con i discorsi, ora servono i fatti. Capisaldi della proposta dei tre sindacati confederali, che ieri mattina hanno presentato un documento unitario con bozze di idee per contrastare la recessione, sono proprio una serie di iniziative volte a garantire ammortizzatori sociali certi e di maggiore durata, ma anche un accesso al credito più semplice per quelle imprese che, essendo in difficoltà, chiedono finanziamenti per tirare avanti e magari evitare di licenziare i dipendenti.

«Un fondo di garanzia - spiega Daniele Quiriconi, segretario provinciale Cgil -, assicurato da Provincia, Camera di Commercio e Fila, servirebbe ad anticipare la cassa integrazione a persone che, rimaste senza salario, aspettano mesi prima di vedere corrisposta la cassa integrazione straordinaria». Fondamentale, come ricorda Patrizia Pellegatti, segretaria provinciale Cisl, è anche la promozione di nuove politiche del lavoro, per reintegrare i disoccupati. «Soprattutto le donne - chiarisce Pellegatti - che, già prima della crisi a livello occupazionale partivano svantaggiate. La recessione acuisce questa situazione e si stanno verificando casi di donne che perdono l'occupazione e la professionalità acquisita, andando a finire nelle maglie del lavoro nero. Per questo chiediamo alla Provincia un piano straordinario».

«Per dare un aiuto alle piccole e medie imprese - chiarisce Giuseppe Macrì, segretario provinciale Uil - bisogna che i Comuni facciano pagare meno tasse alle imprese in difficoltà o per esempio facilitando il percorso burocratico per l'acquisizione di aree appetibili per chi vole investire. Per non parlare dell'edilizia, settore che si può riprendere se le istituzioni locali evitano di imporre vincoli troppo stretti».

Tra le opportunità di sviluppo individuate da Cgil, Cisl e Uil, che il 29 proporranno il loro documento a Confindustria, poi il primo ottobre faranno un'assemblea generale dei lavoratori delle aziende in crisi al teatro Bolognini, è il riavvio del percorso per la costituzione dell'area metropolitana. «Se la Regione non terrà a freno i tentativi di dimensionare il progetto solo su Firenze e il suo hinterland - concludono i sindacati - Pistoia rischia di rimanere esclusa dal progetto».

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