Il Tirreno

Pistoia

Massimiliano Randino era alla Marini da gennaio

Dolore e sconcerto tra i parà

Tiziana Gori
Il tenente colonnello Zanchi riceve la delegazione della Provincia
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Il tenente colonnello Zanchi riceve la delegazione della Provincia

Due volte in Kosovo, una in Iraq, alla terza missione in Afghanistan. Era un esperto di missioni all'estero, il caporal maggiore scelto Massimiliano Randino, di stanza alla caserma Marini, uno dei sei militari italiani morti ieri mattina a Kabul

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PISTOIA. Due volte in Kosovo, una in Iraq, alla terza missione in Afghanistan. Era un esperto di missioni all'estero, il caporal maggiore scelto Massimiliano Randino, di stanza alla caserma Marini, uno dei sei militari italiani morti ieri mattina a Kabul.

Un'auto carica di esplosivo si è scagliata contro due blindati Lince del convoglio italiano che percorrevano la Massoud Circle ed è scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti, un militare sul secondo Lince e ferendo gli altri quattro.

Randino, 32 anni, originario di Pagani (in provincia di Salerno), era appena tornato da una licenza in Italia. «Lo stavano trasportando dall'aeroporto alla base di Kabul, in cui prestava servizio come driver, conduttore di mezzi», spiega il tenente colonnello Maurizio Zanchi, al comando della caserma dopo la partenza del colonnello Tuzzolino per l'Afghanistan con un contingente di paracadutisti del 183º battaglione Nembo (una delle componenti di "Arma base" della brigata Folgore) a marzo.

Randino era a Pistoia da gennaio. Nonostante il breve periodo di permanenza alla caserma Marini, la notizia della sua morte ha provocato sconcerto e dolore tra i commilitoni. Il tradizionale riserbo militare ha dovuto, per una volta, cedere il passo all'attualità della cronaca, e più volte ieri pomeriggio il portone della Marini si è aperto per far entrare cronisti in cerca di notizie sul giovane caporal maggiore e politici cittadini venuti a portare il cordoglio delle istituzioni.

Massimiliano Randino era un professionista con più di dieci anni di carriera militare alle spalle. Viveva a Sesto Fiorentino con la moglie Pasqualina. La coppia non aveva figli.

Un professionista, dicevamo, con anni di missioni all'estero sulle spalle. Iniziate nel febbraio del 2001 con la "Kosovo force" della Nato. In Jugoslavia, la prima volta, è rimasto quattro mesi, fino al giugno del 2001. La seconda missione, sempre nell'ambito di "Kosovo force" dal maggio al luglio del 2002. Poi la prima missione in Afghanistan, con "Enduring Freedom", dal maggio al settembre del 2003.

Nel 2004, da settembre a dicembre, Randino è in Iraq, all'interno del contingente che partecipa alla missione "Antica Babilonia". Da giugno a dicembre del 2007 la seconda missione in Afghanistan (operazione Isaf 9).

Driver, o più semplicemente conduttore di mezzi, in tutte le missioni a cui ha preso parte, era partito per la terza missione in Afghanistan a novembre del 2008, e sarebbe dovuto rientrare in Italia dopo un anno.

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