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PISTOIA

Minacce e urla, accusato di stalking

Fabio Calamati
Una donna minacciata con messaggi sul cellulare
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Una donna minacciata con messaggi sul cellulare

I carabinieri gli hanno notificato il provvedimento del giudice nei giorni scorsi. A quella donna lui, d'ora in poi, non dovrà avvicinarsi, per nessun motivo

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PISTOIA. I carabinieri gli hanno notificato il provvedimento del giudice nei giorni scorsi. A quella donna lui, d'ora in poi, non dovrà avvicinarsi, per nessun motivo.
L'uomo, 50 anni, pistoiese, artigiano, è accusato di atti persecutori nei confronti dell'ex moglie, una commerciante di 47 anni che vive in una zona periferica di Pistoia. Una persecuzione che - stando alle denunce presentate da lei - dura da anni, ormai, tanto da aver trasformato la sua vita in un vero inferno. Minacce di morte urlate sotto casa o nel negozio di lei, calci alla porta, danni all'auto. In una parola, "stalking", come si chiama il reato previsto dall'articolo 612 bis del codice penale, introdotto dall'apposita legge del febbraio di quest'anno.

Il calvario della donna è cominciato nel 2006, quando il rapporto con quello che era stato anche suo marito si ruppe in modo definitivo. Una rottura che, evidentemente, lui non è riuscito ad accettare. Già stavano insieme quando l'artigiano, alla fine degli anni Settanta, si trovò coinvolto in un terribile fatto di sangue, l'omicidio della donna di un suo amico. Fu condannato per quella morte e per diversi anni rimase in prigione. Ma, una volta uscito, nel 1992, lui e lei tornarono a vivere insieme. Il rapporto proseguì con alti e bassi, fino al 2006, quando ci fu la rottura definitiva. Da allora - afferma la donna - la condotta persecutoria di lui non le ha dato tregua. «Prima o poi ti ammazzo»: minacce, lanciate sotto casa e nel negozio di lei, telefonate, ma anche danneggiamenti all'auto. Non risultano vere e proprie violenze fisiche, anche se la donna, una volta, ha utilizzato uno spray urticante per tenere a bada il suo persecutore. Non ci sono, per la verità, solo le parole di lei: nel marzo dell'anno scorso l'uomo fu arrestato in flagranza. Davanti al giudice decise di patteggiare e gli fu inflitta una pena di un anno e due mesi.

Poi, secondo le denunce della ex moglie, la persecuzione sarebbe ricominciata. I due, in particolare, si sono visti nei primi mesi di quest'anno. Traumatizzata, la donna si è di nuovo rivolta ai carabinieri. Ha preso il via una indagine, coordinata dal pm Ornella Galeotti. Che proprio nei giorni scorsi si è rivolta al giudice per le indagini preliminari chiedendo una misura cautelare nei confronti dell'artigiano, la detenzione in carcere. Il Gip Roberto Tredici ha preferito applicare una misura più lieve, il divieto di avvicinamento a una serie di luoghi frequentati dalla donna.

Un provvedimento contro il quale l'ex artigiano non ha intenzione di ricorrere, come spiega il suo avvocato di fiducia, Alessandro Mencarelli. «In passato - dice - ci sono stati episodi riferiti alla separazione tra i due, ma da tempo il comportamento del mio cliente non è assolutamente configurabile come stalking. Anche l'ultimo incontro, che ha suscitato nell'ex moglie angoscianti ricordi, non è stato particolarmente significativo per il mio cliente. Non vedo come si possa parlare di stalking».

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