La manifestazione
PISTOIA
La crisi è nera, appello alle banche
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L’assessore Magnanensi (a sin.) con dei lavoratoriIl vento gelido della crisi spazza senza tregua Pistoia e provincia, senza che finora le istituzioni siano riuscite ad intervenire in modo efficace. C'è bisogno di un "Piano Pistoia" che consenta di superare l'emergenza e di approdare almeno alla prossima primavera
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PISTOIA. Il vento gelido della crisi spazza senza tregua Pistoia e provincia, senza che finora le istituzioni siano riuscite ad intervenire in modo efficace. C'è bisogno di un "Piano Pistoia" che consenta di superare l'emergenza e di approdare almeno alla prossima primavera. Questo l'esito dell'ultima riunione dell'unità di crisi in Provincia, alla quale ha preso parte anche il sindaco Berti.
Già, ma cosa fare in concreto? Accanto a iniziative già in cantiere, come un consiglio provinciale aperto, nuovi incontri con sindacati e imprese, la riproposizione di una "vertenza Pistoia" a livello regionale e nazionale, è spuntata una nuova proposta: coinvolgere anche il mondo del credito nelle riunioni dell'unità di crisi.
Alle banche, a cominciare da quelle locali, verrà chiesto «un apporto fattivo che consista in maggiori investimenti sul territorio e una maggiore fiducia nella sua forza imprenditoriale».
«La prossima settimana abbiamo in programma un incontro con le banche locali - ha detto il presidente della Provincia Fratoni - per studiare insieme forme di appoggio all'impresa che, non solo aiutino a superare il momento di crisi, ma la sostengano per rilanciare il territorio provinciale nell'area metropolitana. Al contempo continueremo il confronto con sindacati e associazioni di categoria, integrando le proposte e le esigenze di questi tre gruppi. Pensiamo poi a un consiglio provinciale aperto sulla crisi dove un ordine del giorno nato da questi lavori sarà girato a Regione e Governo, il tutto nell'arco di un mese».
Lungo l'elenco degli interventi che sarebbero necessari. L'assessore provinciale Paolo Magnanensi ha provato a metterli in fila: «strumenti ulteriori di sostegno al reddito di natura fiscale, in grado di aiutare le famiglie e di rilanciare i consumi; ogni iniziativa possibile capace di attrarre investimenti, oggi già impoverito dal processo di deindustrializzazione in atto; rilancio di una grande "vertenza Pistoia" a livello regionale e nazionale che evidenzi anche la grave condizione occupazionale femminile».
Il sindaco Berti intervenendo si è detto assai preoccupato per una situazione particolarmente difficile e che probabilmente andrà aggravandosi nei prossimi mesi. Soffermandosi poi sulla questione delle gare per i treni regionali e dell'alta velocità, ha criticato l'assenza di una seria politica industriale da parte del governo.
Il sindaco ha poi sottolineato le peculiarità della condizione del territorio di Pistoia, caratterizzato da elementi positivi, ma anche da deficit strutturali, tecnologici «ed anche e soprattutto - ha aggiunto - di tipo culturale, con una scarsa propensione all'innovazione e agli investimenti che viene da molto lontano».
Già, ma cosa fare in concreto? Accanto a iniziative già in cantiere, come un consiglio provinciale aperto, nuovi incontri con sindacati e imprese, la riproposizione di una "vertenza Pistoia" a livello regionale e nazionale, è spuntata una nuova proposta: coinvolgere anche il mondo del credito nelle riunioni dell'unità di crisi.
Alle banche, a cominciare da quelle locali, verrà chiesto «un apporto fattivo che consista in maggiori investimenti sul territorio e una maggiore fiducia nella sua forza imprenditoriale».
«La prossima settimana abbiamo in programma un incontro con le banche locali - ha detto il presidente della Provincia Fratoni - per studiare insieme forme di appoggio all'impresa che, non solo aiutino a superare il momento di crisi, ma la sostengano per rilanciare il territorio provinciale nell'area metropolitana. Al contempo continueremo il confronto con sindacati e associazioni di categoria, integrando le proposte e le esigenze di questi tre gruppi. Pensiamo poi a un consiglio provinciale aperto sulla crisi dove un ordine del giorno nato da questi lavori sarà girato a Regione e Governo, il tutto nell'arco di un mese».
Lungo l'elenco degli interventi che sarebbero necessari. L'assessore provinciale Paolo Magnanensi ha provato a metterli in fila: «strumenti ulteriori di sostegno al reddito di natura fiscale, in grado di aiutare le famiglie e di rilanciare i consumi; ogni iniziativa possibile capace di attrarre investimenti, oggi già impoverito dal processo di deindustrializzazione in atto; rilancio di una grande "vertenza Pistoia" a livello regionale e nazionale che evidenzi anche la grave condizione occupazionale femminile».
Il sindaco Berti intervenendo si è detto assai preoccupato per una situazione particolarmente difficile e che probabilmente andrà aggravandosi nei prossimi mesi. Soffermandosi poi sulla questione delle gare per i treni regionali e dell'alta velocità, ha criticato l'assenza di una seria politica industriale da parte del governo.
Il sindaco ha poi sottolineato le peculiarità della condizione del territorio di Pistoia, caratterizzato da elementi positivi, ma anche da deficit strutturali, tecnologici «ed anche e soprattutto - ha aggiunto - di tipo culturale, con una scarsa propensione all'innovazione e agli investimenti che viene da molto lontano».
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