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Pistoia

PISTOIA

Violenze e molestie in ufficio

Tiziana Gori
Un intervento dei carabinieri
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Un intervento dei carabinieri

Per mesi le tre ragazze hanno subìto gli apprezzamenti non richiesti del loro datore di lavoro. Le parole oscene e i palpeggiamenti. Poi hanno detto basta, sporgendo denuncia.

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PISTOIA. Per mesi le tre ragazze hanno subìto gli apprezzamenti non richiesti del loro datore di lavoro. Le parole oscene e i palpeggiamenti. Poi hanno detto basta, sporgendo denuncia. L'imprenditore, 63 anni, è accusato di violenza sessuale e violenza privata.
Assunte, con diversi tipi di incarichi, nell'azienda di spedizioni di cui l'uomo è titolare, le tre ragazze - di 21, 24 e 27 anni, residenti nella provincia di Pistoia - hanno sopportato per mesi, dal marzo al settembre del 2008, frasi volgari e allusive, toccamenti più o meno insistenti. Tutto per non perdere il posto di lavoro.

L'azienda è situata nel centro di Pistoia e dà lavoro ad una decina di dipendenti. Al momento, gli investigatori e i sindacati, consapevoli del delicato processo che potrebbe seguire a queste denunce, preferiscono non rilasciare altre informazioni.
Le molestie sarebbero andate avanti per mesi, fino a quando una delle dipendenti non ha subìto un vero e proprio tentativo di aggressione sessuale. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e le ha convinte ad uscire allo scoperto.
Due delle ragazze si sono rivolte alla Cgil, una direttamente ad un avvocato. E poi hanno deciso di sporgere denuncia per violenza sessuale e violenza privata ai carabinieri. Il caso è finito sul tavolo del pubblico ministero Ornella Galeotti, che ha condotto le indagini, portate avanti dal Nucleo investigativo dei carabinieri e dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pistoia.

La posizione dell'imprenditore è aggravata dal fatto che avrebbe abusato della sua posizione di datore di lavoro: accompagnava infatti spesso le sue avances con promesse di grossi guadagni e avanzamenti di carriera. O, viceversa, con implicite minacce di licenziamento.
Singolare, ma fino ad un certo punto, la decisione del giudice per le indagini preliminari Roberto Tredici, che nei giorni scorsi ha esaminato il fascicolo. Il Gip ha infatti disposto per l'imprenditore la misura cautelare dell'obbligo di dimora (notificata dai carabinieri questo fine settimana), ma solo durante la notte.
Di giorno sarà libero di lasciare la propria abitazione. Il Gip ha voluto tutelare l'attività dell'azienda, e i lavoratori, che sono alle dipendenze dell'imprenditore, in attesa della conclusione dell'inchiesta.

Le tre ragazze (due fidanzate, nessuna sposata o con figli) non lavorano più nella ditta. «Delle due che si sono rivolte a noi - spiega Luana Del Bino, dell'ufficio vertenze Cgil - una si era licenziata e una era stata licenziata prima della denuncia».

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