Sicurezza
PISTOIA
Tutti in classe, coi prof cambiati
Elisa Pacini
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Primo giorno in classe per gli alunni di una scuola elementareRiparte la scuola nel giorno del ritorno della pioggia. Per gli studenti è un altro segnale che ormai le vacanze sono un ricordo. Il primo giorno in tutte le scuole superiori della città è a orario ridotto
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PISTOIA. Riparte la scuola nel giorno del ritorno della pioggia. Per gli studenti è un altro segnale che ormai le vacanze sono un ricordo. Il primo giorno in tutte le scuole superiori della città è a orario ridotto e così da mezzogiorno sul corso Gramsci si sono cominciati a riversare gruppi di ragazze e ragazze reduci dalle prime ore di lezione, stretti in ombrelli o coi coi cappucci tirati su.
Non tutti sono rientrati, visto che alcune scuole (come il professionale Pacinotti) hanno preferito far entrare solo le classi prime per ambientarsi, altri invece (come gli studenti dell'Itis Fedi) sono entrati un'ora dopo rispetto ai "primini". Tutti però sono usciti in anticipo e così da mezzogiorno in poi, da piazza Mazzini sono ripartiti gli autobus strapieni di giovani diretti verso ogni angolo della provincia, da Casalguidi a San Marcello, da Agliana a Masotti.
Il piacere di rivedere gli amici e la preoccupazione per un anno di studio sono le sensazioni del primo giorno. I ragazzi non sono immuni alle "ripercussioni" della riforma Gelmini che, sommate a qualche brutta pratica della scuola italiana già da anni, mettono molti studenti davanti a continue rivoluzioni nel corpo docente. «I professori sono tutti cambiati - dice Simone Arcangioli della V al Professionale Einaudi - e non solo nella mia classe che è stata accorpata ad un'altra quinta. Nell'istituto è stata tolta una sezione e le classi sono più numerose. Noi siamo 27, ma io non mi lamento perchè si fanno nuove amicizie».
Per gli studenti dell'ultimo anno, dal primo giorno si inizia a parlare di maturità. Un esame che non ha ancora trovato dopo dieci anni la sua stabilità. La novità quest'anno è che chi non avrà sei in tutte le materie, non sarà ammesso all'esame. «La trovo una cosa giusta - dice Simone - la preoccupazione c'è anche se io ho sempre avuto un buon rapporto con lo studio e sto pensando di andare all'università».
«Rientrare è dura - fanno eco Elisa e Maria Antonietta della V cs dell'Istituto per Geometri - e poi quest'anno c'è la maturità. Siamo in pensiero soprattutto per la seconda prova perché potrebbe uscire una materia che non esce da vent'anni». Dopo le agitazioni dello scorso anno, i ragazzi seguono da vicino le vicissitudini del mondo della scuola. «Tra i professori ci sono molti cambiamenti - dicono le future geometre - perché in pochi erano di ruolo e si respira un po' di confusione».
«Tornare a scuola alla fine è piacevole - dice Marco Nannini della I liceo classico - perché si ritrovano gli amici. Davanti mi aspetta un anno difficile perché dal ginnasio al liceo, cambia molto».
Inizio a mille all'Itis Fedi. «Abbiamo cominciato subito a fare lezione - dice Davide Sant'Anni della IV indirizzo meccanica - gli insegnanti sono quasi tutti gli stessi. La voglia dopo l'estate non è al massimo ma si rivedono gli amici e la scuola mi piace, soprattutto le ore di laboratorio».
Nelle voci dei professori, invece, c'è rabbia e preoccupazione per il futuro. Sui portoni di molte scuole ci sono articoli di giornali e cartelli dubbiosi sulla Riforma Gelmini. Loro, i prof, ognuno con la sua storia, vanno tutti nella stessa direzione: quella di un'incentivazione maggiore di chi lavora nella scuola.
Non tutti sono rientrati, visto che alcune scuole (come il professionale Pacinotti) hanno preferito far entrare solo le classi prime per ambientarsi, altri invece (come gli studenti dell'Itis Fedi) sono entrati un'ora dopo rispetto ai "primini". Tutti però sono usciti in anticipo e così da mezzogiorno in poi, da piazza Mazzini sono ripartiti gli autobus strapieni di giovani diretti verso ogni angolo della provincia, da Casalguidi a San Marcello, da Agliana a Masotti.
Il piacere di rivedere gli amici e la preoccupazione per un anno di studio sono le sensazioni del primo giorno. I ragazzi non sono immuni alle "ripercussioni" della riforma Gelmini che, sommate a qualche brutta pratica della scuola italiana già da anni, mettono molti studenti davanti a continue rivoluzioni nel corpo docente. «I professori sono tutti cambiati - dice Simone Arcangioli della V al Professionale Einaudi - e non solo nella mia classe che è stata accorpata ad un'altra quinta. Nell'istituto è stata tolta una sezione e le classi sono più numerose. Noi siamo 27, ma io non mi lamento perchè si fanno nuove amicizie».
Per gli studenti dell'ultimo anno, dal primo giorno si inizia a parlare di maturità. Un esame che non ha ancora trovato dopo dieci anni la sua stabilità. La novità quest'anno è che chi non avrà sei in tutte le materie, non sarà ammesso all'esame. «La trovo una cosa giusta - dice Simone - la preoccupazione c'è anche se io ho sempre avuto un buon rapporto con lo studio e sto pensando di andare all'università».
«Rientrare è dura - fanno eco Elisa e Maria Antonietta della V cs dell'Istituto per Geometri - e poi quest'anno c'è la maturità. Siamo in pensiero soprattutto per la seconda prova perché potrebbe uscire una materia che non esce da vent'anni». Dopo le agitazioni dello scorso anno, i ragazzi seguono da vicino le vicissitudini del mondo della scuola. «Tra i professori ci sono molti cambiamenti - dicono le future geometre - perché in pochi erano di ruolo e si respira un po' di confusione».
«Tornare a scuola alla fine è piacevole - dice Marco Nannini della I liceo classico - perché si ritrovano gli amici. Davanti mi aspetta un anno difficile perché dal ginnasio al liceo, cambia molto».
Inizio a mille all'Itis Fedi. «Abbiamo cominciato subito a fare lezione - dice Davide Sant'Anni della IV indirizzo meccanica - gli insegnanti sono quasi tutti gli stessi. La voglia dopo l'estate non è al massimo ma si rivedono gli amici e la scuola mi piace, soprattutto le ore di laboratorio».
Nelle voci dei professori, invece, c'è rabbia e preoccupazione per il futuro. Sui portoni di molte scuole ci sono articoli di giornali e cartelli dubbiosi sulla Riforma Gelmini. Loro, i prof, ognuno con la sua storia, vanno tutti nella stessa direzione: quella di un'incentivazione maggiore di chi lavora nella scuola.
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