Attenzione
PISTOIA
Nuovo fermo per l'inceneritore
Tiziana Gori
◗
Manifestazione di protesta davanti all’inceneritore di MontaleMentre il caldo sta iniziando a scemare, una nuova accusa da parte del Coordinamento dei comitati della Piana e dal Forum ambientalista rischia di accendere nuove, roventi, polemiche attorno all'inceneritore di Montale
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PISTOIA. Mentre il caldo sta iniziando a scemare, una nuova accusa da parte del Coordinamento dei comitati della Piana e dal Forum ambientalista rischia di accendere nuove, roventi, polemiche attorno all'inceneritore di Montale.
A passare sotto le forche caudine del Coordinamento è la giunta provinciale presieduta da Federica Fratoni, tacciata di essere «addirittura peggiore delle precedente». Durante il Tavolo istituzionale che si è svolto il 27 agosto la rappresentante dei movimenti presente all'incontro avrebbe appreso di «recenti, importanti documenti che non sono stati resi pubblici sul sito internet della Provincia».
Di cosa si tratta? «Di un rapporto relativo ad un'ispezione Arpat che avrebbe accertato un nuovo incidente accaduto nel giugno di quest'anno, provocando l'emissione oltre i limiti di legge di ossido di carbonio. Il fatto è stato anche denunciato all'autorità giudiziaria».
Gravissimo, dicono Coordinamento e Forum, «che questo nuovo incidente sia stato nascosto ai cittadini». Soprattutto dopo l'impegno a pubblicare tutta la documentazione tecnica e amministrativa relativa all'inceneritore di Montale presa dal precedente assessore all'ambiente Giovanni Romiti dopo l'incidente di due anni fa.
«Il rapporto a cui i movimenti si riferiscono - replica la presidente della Provincia Federica Fratoni - è una lettera del dottor Michelangelo Bolognini che ha suscitato una dura presa di posizione da parte di Asl e Arpat. L'episodio di cui si parla è un lievissimo sforamento avvenuto il 17 giugno durante la messa a collaudo dell'impianto dopo il termine dei lavori di potenziamento. L'inceneritore è stato immediatamente fermato e, dopo i controlli di Asl e Arpat e il ripristino attuato seguendo tutte le procedure previste, ha ripreso a funzionare normalmente. Non è stato ritenuto necessario, infatti, procedere alla sua chiusura. La Procura, come richiede la legge, è stata semplicemente informata».
Le "colpe" dell'ente, secondo i movimenti, non si limiterebbero a questo episodio. «Ci sembra grave il silenzio sulle analisi fatte recentemente su animali giovani e che sembrano riconfermare la presenza delle diossine, quindi la contaminazione da diossine in alimenti. Perché la Provincia si limita ad accettare una semplice risposta che scagiona l'impianto senza pretendere una verifica seria sulle matrici biologiche umane per vedere lo stato di salute della popolazione?».
«La tutela della salute - risponde Fratoni - è il nostro primo interesse. Ma non possiamo fornire dati completi che ancora non ci sono. Appena saranno disponibili verranno inseriti sul nostro sito internet. La polemica dei movimenti mi pare strumentale».
Coordinamento e Forum chiudono il loro comunicato chiedendo alla Provincia il rispetto degli impegni presi e riservandosi «ogni altra iniziativa legittima a tutela della salute degli abitanti della Piana».
A passare sotto le forche caudine del Coordinamento è la giunta provinciale presieduta da Federica Fratoni, tacciata di essere «addirittura peggiore delle precedente». Durante il Tavolo istituzionale che si è svolto il 27 agosto la rappresentante dei movimenti presente all'incontro avrebbe appreso di «recenti, importanti documenti che non sono stati resi pubblici sul sito internet della Provincia».
Di cosa si tratta? «Di un rapporto relativo ad un'ispezione Arpat che avrebbe accertato un nuovo incidente accaduto nel giugno di quest'anno, provocando l'emissione oltre i limiti di legge di ossido di carbonio. Il fatto è stato anche denunciato all'autorità giudiziaria».
Gravissimo, dicono Coordinamento e Forum, «che questo nuovo incidente sia stato nascosto ai cittadini». Soprattutto dopo l'impegno a pubblicare tutta la documentazione tecnica e amministrativa relativa all'inceneritore di Montale presa dal precedente assessore all'ambiente Giovanni Romiti dopo l'incidente di due anni fa.
«Il rapporto a cui i movimenti si riferiscono - replica la presidente della Provincia Federica Fratoni - è una lettera del dottor Michelangelo Bolognini che ha suscitato una dura presa di posizione da parte di Asl e Arpat. L'episodio di cui si parla è un lievissimo sforamento avvenuto il 17 giugno durante la messa a collaudo dell'impianto dopo il termine dei lavori di potenziamento. L'inceneritore è stato immediatamente fermato e, dopo i controlli di Asl e Arpat e il ripristino attuato seguendo tutte le procedure previste, ha ripreso a funzionare normalmente. Non è stato ritenuto necessario, infatti, procedere alla sua chiusura. La Procura, come richiede la legge, è stata semplicemente informata».
Le "colpe" dell'ente, secondo i movimenti, non si limiterebbero a questo episodio. «Ci sembra grave il silenzio sulle analisi fatte recentemente su animali giovani e che sembrano riconfermare la presenza delle diossine, quindi la contaminazione da diossine in alimenti. Perché la Provincia si limita ad accettare una semplice risposta che scagiona l'impianto senza pretendere una verifica seria sulle matrici biologiche umane per vedere lo stato di salute della popolazione?».
«La tutela della salute - risponde Fratoni - è il nostro primo interesse. Ma non possiamo fornire dati completi che ancora non ci sono. Appena saranno disponibili verranno inseriti sul nostro sito internet. La polemica dei movimenti mi pare strumentale».
Coordinamento e Forum chiudono il loro comunicato chiedendo alla Provincia il rispetto degli impegni presi e riservandosi «ogni altra iniziativa legittima a tutela della salute degli abitanti della Piana».
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