Sicurezza
PISTOIA
A Palazzo comunaleboom di assenze è un luglio da primato
Fabio Calamati
I dipendenti pubblici più vagabondi d'Italia? Quelli di Palazzo di Giano, almeno a luglio. Cifre choc, che si possono leggere da alcuni giorni sul sito interner del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione
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PISTOIA. I dipendenti pubblici più vagabondi d'Italia? Quelli di Palazzo di Giano, almeno a luglio. Cifre choc, che si possono leggere da alcuni giorni sul sito interner del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Al Comune di Pistoia in luglio ci sono state quasi il doppio di assenze per malattia rispetto allo stesso mese del 2008: un aumento del 91,8%, il più alto d'Italia.
I dipendenti di Palazzo di Giano, per la verità, sono in buona compagnia: subito dietro, nella classifica, c'è il Comune di Sondrio, con il 90,4%, e più giù ancora si trovano amministrazioni comunali come quelle di Belluno, Reggio Emilia, Alessandria, Treviso, Parma: insomma, non i nomi che verrebbero di getto in mente parlando di uffici inefficienti.
E allora? Un'occhiata alle cifre rese pubbliche da pochi giorni sul sito internet del Comune non chiariscono gran che le cose. A luglio infatti i dipendenti del Comune hanno fatto segnare 397 giorni di assenza complessivi, meno di giugno (403) e di maggio (483). Niente fuga dalle scrivanie, insomma. A luglio è come se fossero mancate 15 persone su un totale di 840, una percentuale del 2%.
E allora? Una spiegazione la offrono all'ufficio personale, prendendo in mano le cifre delle presenze del luglio 2008. «Quello - spiegano - è stato davvero un mese eccezionale: solo 207 giorni di assenze complessive. Un dato veramente insolito».
E dal raffronto con un mese così "virtuoso", quindi, che nasce la pessima performance registrata dal ministero di Brunetta. Per motivi da chiarire (quelli erano i primi mesi della campagna del ministro Brunetta: forse il timore di incappare in controlli a tappeto aveva spinto anche i malati a lavorare?) luglio 2008 è stato un mese particolarmente povero di assenze. Al confronto, un luglio 2009 solo normale ha finito con il far registrare un boom di assenze che in realtà non c'è.
«Come tutte le statistiche - sostiene comunque Alessio Bartolomei, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale - anche questa va vagliata con attenzione. Ma quel primo posto nazionale deve far riflettere sui reali livelli di produttività dei dipendenti del Comune».
I dipendenti di Palazzo di Giano, per la verità, sono in buona compagnia: subito dietro, nella classifica, c'è il Comune di Sondrio, con il 90,4%, e più giù ancora si trovano amministrazioni comunali come quelle di Belluno, Reggio Emilia, Alessandria, Treviso, Parma: insomma, non i nomi che verrebbero di getto in mente parlando di uffici inefficienti.
E allora? Un'occhiata alle cifre rese pubbliche da pochi giorni sul sito internet del Comune non chiariscono gran che le cose. A luglio infatti i dipendenti del Comune hanno fatto segnare 397 giorni di assenza complessivi, meno di giugno (403) e di maggio (483). Niente fuga dalle scrivanie, insomma. A luglio è come se fossero mancate 15 persone su un totale di 840, una percentuale del 2%.
E allora? Una spiegazione la offrono all'ufficio personale, prendendo in mano le cifre delle presenze del luglio 2008. «Quello - spiegano - è stato davvero un mese eccezionale: solo 207 giorni di assenze complessive. Un dato veramente insolito».
E dal raffronto con un mese così "virtuoso", quindi, che nasce la pessima performance registrata dal ministero di Brunetta. Per motivi da chiarire (quelli erano i primi mesi della campagna del ministro Brunetta: forse il timore di incappare in controlli a tappeto aveva spinto anche i malati a lavorare?) luglio 2008 è stato un mese particolarmente povero di assenze. Al confronto, un luglio 2009 solo normale ha finito con il far registrare un boom di assenze che in realtà non c'è.
«Come tutte le statistiche - sostiene comunque Alessio Bartolomei, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale - anche questa va vagliata con attenzione. Ma quel primo posto nazionale deve far riflettere sui reali livelli di produttività dei dipendenti del Comune».
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