Il Tirreno

Pistoia

La Regione recupera le classi a rischio

Materne, c'è posto per 173 alunni

Francesco Albonetti
Insegnanti di sostegno in attesa di una chiamata
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Insegnanti di sostegno in attesa di una chiamata

Due buone notizie sul fronte della scuola. La prima arriva dalla Regione e riguarda la disponibilità, annunciata dall'assessore all'istruzione e lavoro Gianfranco Simoncini, a coprire una parte consistente del finanziamento per riuscire ad assegnare le sezioni di scuola materna richieste dalle Province. Per Pistoia, sono 173 i bambini in lista che verrebbero sistemati

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PISTOIA. Due buone notizie sul fronte della scuola. La prima arriva dalla Regione e riguarda la disponibilità, annunciata dall'assessore all'istruzione e lavoro Gianfranco Simoncini, a coprire una parte consistente del finanziamento per riuscire ad assegnare le sezioni di scuola materna richieste dalle Province. Per Pistoia, sono 173 i bambini in lista che verrebbero sistemati.

Le sezioni di scuola d'infanzia che rischiavano di non aprire quest'anno, lasciando a casa i bambini, sono quella delle Casermette a Pistoia e poi altre ad Agliana, Monsummano, Borgo a Buggiano e Chiesina Uzzanese. L'altra novità è l'accordo raggiunto fra il ministro Gelmini e i sindacati per assegnare posti di supplenza a quegli insegnanti iscritti nella graduatoria provinciale che l'anno scorso avevano insegnato fino al 30 giugno e quest'anno non hanno riavuto il posto. Ma andiamo con ordine.

Intervento salva-scuole materne.
L'intervento, definito "salvascuole" dalla stessa Regione, riguarda la copertura da parte della Regione di 2 milioni e 200mila euro per consentire di abbattere le liste di attesa delle materne in alcune province (in tutto si tratta di 750 bambini). In realtà, ancora non è scontato che tutte le sezioni richieste riescano ad aprire, quanto meno il 14 settembre. «La certezza assoluta ancora non c'è e qualcuno potrebbe restare fuori - commenta Cristina Zini della Cisl-scuola - Infatti, la Regione ha dato la sua disponibilità, ma ancora manca la parola della Direzione regionale, in sostanza dello Stato. Siamo comunque soddisfatti, perché si riescono ad accontentare quelle famiglie i cui figli erano rimasti in lista d'attesa».

Accordo nazionale per i precari.
L'accordo raggiunto fra ministro e sindacati, tradotto in un decreto, è una boccata di ossigeno, ma non è ancora la panacea per abbatere il precariato. «Si offre un salvagente a quegli insegnanti iscritti nella graduatoria provinciale che l'anno scorso avevano lavorato con una supplenza annuale e quest'anno non hanno potuto riottenerla - spiega Zini - Con questa decreto potranno ottenere una supplenza parziale, di pochi giorni. Ma la vera novità è che nel periodo in cui non insegneranno, avranno diritto ad un'indennità di disoccupazione. Per di più a questi insegnanti viene salvaguardato il punteggio che hanno, senza quella ingiustizia di vedersi superati dagli insegnanti delle code». La Cisl si dice soddisfatta di questo accordo, pur giudicandolo parziale, quasi un contentino. «Purtroppo non vengono tutelati gli insegnanti - conclude la sindacalista della Cisl - che l'anno scorso hanno avuto la supllenza dai presidi, cioè inseriti nelle graduatorie di istituto. L'altro aspetto negativo è la provvisorietà, perché comunque questo provvedimento è solo un primo passaggio: sistema alcune cose per quest'anno, ma sappiamo bene che la riforma, piano triennale, prevede altri tagli nei prossimi due anni scolastici»

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