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Pistoia

Rifiuti

La raccolta separata sale all'85%

Francesco Albonetti
La raccolta separata sale all'85%

Ed è vicina al 95% la percentuale delle famiglie che rispettano il porta a porta. Percentuali elevatissime che, qualora estese a tutto il comune, ne farebbero una delle realtà più virtuose a livello nazionale sotto questo profilo.

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PISTOIA.Ed è Grazie al sistema "porta a porta", almeno nel centro di Pistoia la raccolta differenziata dei rifiuti è arrivata vicino all'85%. Ed è vicina al 95% la percentuale delle famiglie che rispettano il porta a porta. Percentuali elevatissime che, qualora estese a tutto il comune, ne farebbero una delle realtà più virtuose a livello nazionale sotto questo profilo. Basti pensare che, attualmente, l'intera provincia si attesta intorno al 35% dei rifiuti differenziati rispetto a quelli raccolti, comunque ben al di sopra della media nazionale.
C'è però una curiosità che riguarda proprio quel residuo cinque per cento di rifiuti non separati. Si tratta di un manipolo di irriducibili, una trentina fra famiglie ed esercizi commerciali, come fanno notare l'assessore all'ambiente Mario Tuci e il direttore di Publiambiente, Enrico Innocenti, che proprio non ne vogliono sapere di separare gli organici dalla carta e così via né di rispettare certi orari per lasciare il sacchetto fuori dalla porta di casa.
«In questi mesi polizia municipale e guardie volontarie del Gav hanno effettuato controlli serrati - dice l'assessore Tuci - andando a rovistare nei sacchetti per risalire ai proprietari, magari attraverso l'indirizzo di qualche busta di lettera, e sono state elevate anche parecchie sanzioni. Ci siamo resi conto che le persone erano sempre le stesse e che il conferimento di sacchetti irregolari avviene sempre negli stessi punti della città. Vorrei però ringraziare le famiglie e i commercianti per come, dall'8 dicembre dell'anno e fra molte difficoltà iniziali, hanno poi contribuito a rendere la città molto più pulita e decorosa, sobbarcandosi anche un lavoro di non facile attuazione per chi non era per niente abituato».
Il servizio l'anno partì, infatti, con molte difficoltà e qualche polemica ed è stato concesso anche qualche ritocco al servizio rispetto a problemi sorti nel concreto. Il bacino del porta a porta nel centro storico è di circa 3.500 utenze, fra famiglie e attività economiche (ma anche tutti gli uffici del centro storico).
«In agosto i controlli sono stati interrotti perché è molto diminuita anche l'utenza - dice Enrico Innocenti - ma riprenderanno subito la prossima settimana. Sì, ci siamo resi conto che gli irriducibili sono sempre gli stessi, 30-40 famiglie e la spazzatura la troviamo sempre negli stessi punti: piazza dello Spirito Santo accanto alla fontana, poi via della Nave, vicolo Buio, vicolo Moncetti ed altri. Sappiamo che sono residenti in città, ma non è detto che abitano vicino ai punti dove mettono questi sacchetti».
L'adesione quasi totale al porta a porta, incoraggia Comune e Publiambiente ad estendere la sperimentazione dal centro ad altre zone della città. L'obiettivo ottimale, come dice Tuci, è quello di riuscire ad arrivare a coprire quasi l'intero territorio entro il 2011. «Adesso si entra nella seconda fase - prosegue l'assessore all'ambiente - quella della graduale estensione del servizio, sempre attraverso sperimentazioni, ad altre zone della città. Nel 2010 dovrebbe toccare ad alcune frazioni, parte collinari e parte di pianura. Ancora non sono state individuate, contiamo di avere il piano da Publiambiente entro la fine di settembre».
«Presenteremo il progetto a settembre-ottobre - conferma Innocenti - stiamo vagliando due ipotesi: quella di estendere il servizio in alcune frazioni, oppure di ampliare la fascia di porta a porta in un'area più vasta della città di Pistoia. In entrambi i casi, potremmo optare per un porta a porta classico, cioé consegnando dei bidoni ai cittadini per ciascun tipo di materiale raccolto, come avviene per esempio a Montespertoli. Nel centro storico ci abbiamo rinunciato perché molte abitazioni non superano i 40-50 metri quadrati, sono senza giardino e sarebbe un disagio riempire di bidoni chi le abita».
Francesco Albonetti

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