Sicurezza
Nuove tendenze
Ma quali souvenir e statuetteil turista vuole Chianti e brigidini
Anna Cecchini
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Turisti in piazza Duomo consultano una cartinaAddio buon vecchio souvenir d'Italie, è l'era del turista in cerca di bottiglie di vino, bistecche e dolciumi. Almeno a Pistoia le tradizionali rivendite di chincaglierie da acquistare per avere un ricordo tangibile, e spesso un po' kitch, di un'indimenticabile gita in Toscana sono scomparse
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PISTOIA. Addio buon vecchio souvenir d'Italie, è l'era del turista in cerca di bottiglie di vino, bistecche e dolciumi. Almeno a Pistoia le tradizionali rivendite di chincaglierie da acquistare per avere un ricordo tangibile, e spesso un po' kitch, di un'indimenticabile gita in Toscana sono scomparse.
Niente riproduzioni in gesso di piazza del Duomo che cambiano colore con il variare della temperatura, né borsette o cappellini colorati con impressa l'effige del Battistero: dalla città sono sparite le tradizionali rivendite di oggettistica varia. I turisti adesso si accontentano di cartoline e segnalibri con gli scorci più suggestivi del centro storico. Oppure, e lo fanno soprattutto stranieri, fanno incetta di souvenir più sostanziosi: bottiglie di Chianti, tranci di carne fresca, confezioni dei tradizionali confetti pistoiesi e anche sacchettoni degli intramontabili brigidini.
«Il fatto - spiega Paolo Bresci dell'Apt in piazza Duomo - è che nessun imprenditore investe nella produzione dei piccoli oggetti ricordo, perché poi non c'è ritorno di vendite. A noi i turisti chiedono le mappe di Pistoia e del circondario e al limite vogliono sapere quali sono i negozi di prodotti caratteristici. L'unica vendita che va bene è quella di cappelli, bandane e bandiere per la Giostra dell'Orso, fatta direttamente dal Comitato della manifestazione». Stesso discorso alla sede di Pistoia Informa, sempre nella piazza centrale della città, mentre nella piccola rivendita all'interno del Battistero, il Pistoia book shop, i visitatori sono ancora molto attratti dalle cartoline. «Soprattutto - dice Francesca Turi, che lavora nel piccolo esercizio - scelgono cartoline della facciata dell'ospedale con i fregi robbiani e gli stranieri continuano a comprare le guide turistiche».
Che il fregio del Ceppo vada per la maggiore fra i turisti che vogliono portare a casa un ricordo di Pistoia lo conferma Nevio di Marco, lo scultore che riproduce i bassorilievi robbiani e ha un negozio su via Pacini. «Nessuno dei visitatori - dice - compra più portaceneri o altri oggetti che vent'anni fa erano i tipici souvenir. Questa estate sono venuti russi e rumeni a comprare i fregi robbiani, mentre i giapponesi sono appassionati delle statuette di Pinocchio».
Insomma, le vendite degli oggetti-ricordo standard, quelli che poi tutti lasciano a prendere la polvere nell'ultimo ripiano di una libreria, proprio non vanno, lo confermano anche all'edicola Mugnai, su piazza Mazzini, che è il punto di sosta degli autobus colmi di turisti: «quest'anno ho provato a ordinare portachiavi, magneti e la classica palla di vetro con la neve, tutti con la riproduzione di piazza Duomo, ma non le compra nessuno. Vanno molto i confetti della storica ditta Corsini, che è qui su piazza Mazzini». Insomma i visitatori si sono fatti pragmatici e puntano ai bisogni primari: i generi alimentari.
Allora, soprattutto i turisti stranieri, vanno nei grandi magazzini della città e fanno la scorta di prodotti enogastronomici. Al primo posto, secondo la sede centrale di Conad, c'è il vino: dal Chianti al Brunello passando per il rosso di Montalcino, scandinavi e belgi si caricano di bottiglie da degustare durante le fredde serate in patria. «Vanno molto anche i dolciumi - dice Michele Giraldi, addetto box della Coop su viale Adua -, cantuccini, cialde di Montecatini e Brigidini, oltre che i formaggi tipici».
Niente riproduzioni in gesso di piazza del Duomo che cambiano colore con il variare della temperatura, né borsette o cappellini colorati con impressa l'effige del Battistero: dalla città sono sparite le tradizionali rivendite di oggettistica varia. I turisti adesso si accontentano di cartoline e segnalibri con gli scorci più suggestivi del centro storico. Oppure, e lo fanno soprattutto stranieri, fanno incetta di souvenir più sostanziosi: bottiglie di Chianti, tranci di carne fresca, confezioni dei tradizionali confetti pistoiesi e anche sacchettoni degli intramontabili brigidini.
«Il fatto - spiega Paolo Bresci dell'Apt in piazza Duomo - è che nessun imprenditore investe nella produzione dei piccoli oggetti ricordo, perché poi non c'è ritorno di vendite. A noi i turisti chiedono le mappe di Pistoia e del circondario e al limite vogliono sapere quali sono i negozi di prodotti caratteristici. L'unica vendita che va bene è quella di cappelli, bandane e bandiere per la Giostra dell'Orso, fatta direttamente dal Comitato della manifestazione». Stesso discorso alla sede di Pistoia Informa, sempre nella piazza centrale della città, mentre nella piccola rivendita all'interno del Battistero, il Pistoia book shop, i visitatori sono ancora molto attratti dalle cartoline. «Soprattutto - dice Francesca Turi, che lavora nel piccolo esercizio - scelgono cartoline della facciata dell'ospedale con i fregi robbiani e gli stranieri continuano a comprare le guide turistiche».
Che il fregio del Ceppo vada per la maggiore fra i turisti che vogliono portare a casa un ricordo di Pistoia lo conferma Nevio di Marco, lo scultore che riproduce i bassorilievi robbiani e ha un negozio su via Pacini. «Nessuno dei visitatori - dice - compra più portaceneri o altri oggetti che vent'anni fa erano i tipici souvenir. Questa estate sono venuti russi e rumeni a comprare i fregi robbiani, mentre i giapponesi sono appassionati delle statuette di Pinocchio».
Insomma, le vendite degli oggetti-ricordo standard, quelli che poi tutti lasciano a prendere la polvere nell'ultimo ripiano di una libreria, proprio non vanno, lo confermano anche all'edicola Mugnai, su piazza Mazzini, che è il punto di sosta degli autobus colmi di turisti: «quest'anno ho provato a ordinare portachiavi, magneti e la classica palla di vetro con la neve, tutti con la riproduzione di piazza Duomo, ma non le compra nessuno. Vanno molto i confetti della storica ditta Corsini, che è qui su piazza Mazzini». Insomma i visitatori si sono fatti pragmatici e puntano ai bisogni primari: i generi alimentari.
Allora, soprattutto i turisti stranieri, vanno nei grandi magazzini della città e fanno la scorta di prodotti enogastronomici. Al primo posto, secondo la sede centrale di Conad, c'è il vino: dal Chianti al Brunello passando per il rosso di Montalcino, scandinavi e belgi si caricano di bottiglie da degustare durante le fredde serate in patria. «Vanno molto anche i dolciumi - dice Michele Giraldi, addetto box della Coop su viale Adua -, cantuccini, cialde di Montecatini e Brigidini, oltre che i formaggi tipici».
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