La protesta
Dopo la morìa di pesci
La Provincia corre ai ripari, sui torrenti venticinque guardie per il controllo
Tiziana Gori
◗
Pesci morti nell’alveo del torrente Vincio di MontagnanaVenticinque guardie ambientali volontarie affiancheranno la polizia provinciale nel controllo dei corsi d'acqua. Proprio stamani le gav e gli agenti della provinciale saranno sul torrente Vincio, in via Pieve a Celle
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Venticinque guardie ambientali volontarie affiancheranno la polizia provinciale nel controllo dei corsi d'acqua. Proprio stamani le gav e gli agenti della provinciale saranno sul torrente Vincio, in via Pieve a Celle, dove, all'altezza del ponte di ferro, due notti fa il corso si è improvvisamente seccato, provocando la morte per asfissia di centinaia di piccole trote.
«Abbiamo attivato il corpo di polizia provinciale - spiega l'ingegner Delfo Valori, dirigente responsabile del Dipartimento ambiente della Provincia - che domani (stamani, ndr) si recherà sul posto per un controllo».
L'area pistoiese è caratterizzata da corsi d'acqua con una grossa portata d'inverno e molto asciutti nella stagione estiva. Con la calura di questi giorni il livello di secca, spiega Valori, è ancora più evidente. Nel caso di San Pierino in Vincio il dirigente preferisce però non sbilanciarsi.
Certo, ammette il comandante della polizia provinciale, Franco Monfardini, negli ultimi anni le verifiche delle forze dell'ordine hanno fatto scattare diverse decine di denunce penali per attingementi abusivi.
«Dal 1994 - ricorda Valori - con l'introduzione della legge Galli, tutte le acque sono pubbliche, quindi soggette ad atto amministrativo per i prelievi e al pagamento di un canone. La concessione viene rilasciata nel rispetto di certe condizioni, le più importanti delle quali sono il mantenimento del deflusso minimo vitale (non si può prelevare tutta l'acqua da un corso) e il rispetto degli orari e dei giorni stabiliti dal regolamento provinciale in materia».
Nella provincia di Pistoia sono ben 20mila le concessioni rilasciate, anche se "vox poluli" (naturalmente da prendere con beneficio d'inventario) fa ritenere che i prelievi sulle acque superficiali siano molto più numerosi di quelli autorizzati.
La violazione di un attingimento comporta il pagamento di una sanzione amministrativa. Se viene realizzata un'opera permanente sul corso d'acqua (esempio, un casottino in un alveo, o delle opere che intaccano gli argini) alle sanzioni amministrative si aggiungono anche quelle penali. Che negli ultimi anni hanno registrato un notevole incremento.
Proprio ieri la Provincia ha diramato un comunicato in cui annuncia che, visto il periodo di scarse precipitazioni che mettono a rischio la portata d'acqua dei torrenti e dei canali nel caso in cui vengano effettuati attingimenti non autorizzati, la polizia provinciale intensificherà i controlli, e sarà coudiavata nel suo lavoro dalle guardie ambientali volontarie.
«Abbiamo attivato il corpo di polizia provinciale - spiega l'ingegner Delfo Valori, dirigente responsabile del Dipartimento ambiente della Provincia - che domani (stamani, ndr) si recherà sul posto per un controllo».
L'area pistoiese è caratterizzata da corsi d'acqua con una grossa portata d'inverno e molto asciutti nella stagione estiva. Con la calura di questi giorni il livello di secca, spiega Valori, è ancora più evidente. Nel caso di San Pierino in Vincio il dirigente preferisce però non sbilanciarsi.
Certo, ammette il comandante della polizia provinciale, Franco Monfardini, negli ultimi anni le verifiche delle forze dell'ordine hanno fatto scattare diverse decine di denunce penali per attingementi abusivi.
«Dal 1994 - ricorda Valori - con l'introduzione della legge Galli, tutte le acque sono pubbliche, quindi soggette ad atto amministrativo per i prelievi e al pagamento di un canone. La concessione viene rilasciata nel rispetto di certe condizioni, le più importanti delle quali sono il mantenimento del deflusso minimo vitale (non si può prelevare tutta l'acqua da un corso) e il rispetto degli orari e dei giorni stabiliti dal regolamento provinciale in materia».
Nella provincia di Pistoia sono ben 20mila le concessioni rilasciate, anche se "vox poluli" (naturalmente da prendere con beneficio d'inventario) fa ritenere che i prelievi sulle acque superficiali siano molto più numerosi di quelli autorizzati.
La violazione di un attingimento comporta il pagamento di una sanzione amministrativa. Se viene realizzata un'opera permanente sul corso d'acqua (esempio, un casottino in un alveo, o delle opere che intaccano gli argini) alle sanzioni amministrative si aggiungono anche quelle penali. Che negli ultimi anni hanno registrato un notevole incremento.
Proprio ieri la Provincia ha diramato un comunicato in cui annuncia che, visto il periodo di scarse precipitazioni che mettono a rischio la portata d'acqua dei torrenti e dei canali nel caso in cui vengano effettuati attingimenti non autorizzati, la polizia provinciale intensificherà i controlli, e sarà coudiavata nel suo lavoro dalle guardie ambientali volontarie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
