Il Tirreno

Pistoia

CRISI IDRICA

Trenta famiglie senza un filo d'acqua

Francesca Garra
Trenta famiglie senza un filo d'acqua

Nella zona collinare di San Felice, tra via della Gaccesa e via San Felice e Secciarelle, dove vivono una trentina di famiglie, quasi ogni estate si ripresenta lo stesso problema di carenza o mancanza totale di acqua

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PISTOIA. Nella zona collinare di San Felice, tra via della Gaccesa e via San Felice e Secciarelle, dove vivono una trentina di famiglie, quasi ogni estate si ripresenta lo stesso problema di carenza o mancanza totale di acqua. Molti nella zona si sono attrezzati con serbatoi d'emergenza ma coloro che ne sono sprovvisti, anche quest'anno, sono stati costretti a dover chiamare il call center di Publiacqua.
È stato il caso della famiglia Scillieri o di Susanna Zinzocchi e suo marito Lido Berti, abitanti di via della Gaccesa, che dalla mattina di martedì si sono ritrovati con i rubinetti a secco. «Il call center si è limitato a registrare le nostre chiamate - racconta Susanna - ma nessuno, nelle ultime 24 ore, ci ha dato una risposta precisa».

Due anni fa, gli stessi abitanti della via hanno anche firmato un esposto alla Procura della repubblica per denunciare il problema.
Alcune risposte ai cittadini le ha fornite Renzo Fagioli, il vice presidente di Publiacqua. Fagioli si è presentato ieri pomeriggio a Le capanne per parlare con le famiglie colpite dal problema.
«Quello della collina è un vecchio acquedotto - ha spiegato Fagioli -, in estate, l'escursione termica tra il giorno e le notte causa la rottura delle vecchie tubature. Sono danni che si presentano in questo periodo anche in città. In pianura, però, è più semplice recuperare l'acqua, mentre in collina se avviene una perdita, l'acqua se ne va e le case rimangono immediatamente all'asciutto ed è anche più complesso per i tecnici trovare il punto preciso danneggiato».
Per individuare le perdite nelle tubature sotterranee i tecnici hanno a disposizione sofisticati strumenti che sondano il terreno captando livelli diversi di risonanza. Un lavoro che, soprattutto nella campagna, richiede un tempo piuttosto indefinito.

La risposta di Fagioli non ha soddisfatto gli abitanti di via della Gaccesa. «Se Publiacqua conosce già la precarietà delle tubature e quindi del servizio idrico complessivo di questa zona - ha risposto Susanna Zinzocchi -, dovrebbero prendere delle precauzioni, mettendo dei serbatoi d'emergenza a cui tutti possono attingere, quando si verificano questi danni estivi».
Ma per i lavori di prevenzione le risorse economiche della società non bastano. «Le cifre - ha spiegato Fagioli -, dicono che Publiacqua dispone di meno della metà delle risorse economiche necessarie per effettuare sia i necessari lavori di prevenzione che di depurazione degli acquedotti. Publiacqua infatti, si finanzia solo con le entrate provenienti dalle utenze dei cittadini. In Italia l'acqua viene ancora fatta pagare molto poco rispetto agli altri paesi europei e purtroppo, non abbiamo alcun altro sostegno pubblico».
Solo a metà pomeriggio i tecnici sono riusciti a trovare una soluzione provvisoria per le famiglie di via della Gaccesa.

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