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Morìa di pesci a San Pierino

Alessandro Benigni
Pesci morti nel Vincio, in primo piano una bella trota Sotto la deviazione nel torrente
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Pesci morti nel Vincio, in primo piano una bella trota Sotto la deviazione nel torrente

Una vera e propria strage di pesci a San Pierino in Vincio. Nella notte il torrente, all'altezza del ponte di ferro lungo via di Pieve a Celle, si è improvvisamente seccato, provocando la morte per asfissia di centinaia di pesci, soprattutto avannotti, ossia piccole trote

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PISTOIA. Una vera e propria strage di pesci a San Pierino in Vincio. Nella notte il torrente, all'altezza del ponte di ferro lungo via di Pieve a Celle, si è improvvisamente seccato, provocando la morte per asfissia di centinaia di pesci, soprattutto avannotti, ossia piccole trote.
Il mistero della scomparsa dell'acqua dura poco. Tra gli abitanti del posto infatti c'è chi è disposto a giurare che appena lunedì scorso nello stesso "bozzo" dove sono stati trovati tutti quei pesci morti ci fossero almeno 80 centimetri di acqua. È quindi difficile imputare al caldo l'improvvisa scomparsa dell'acqua, tantopiù che il fenomeno sarebbe avvenuto di notte.
Non sono pochi a pensare che questo tratto di torrente si sia seccato a causa di una deviazione.

Abbiamo deciso di fare qualche piccola verifica e risalendo il fiume, più o meno all'altezza del ponte successivo, abbiamo trovato la spiegazione: il corso d'acqua infatti si divide in due rami creando un'isoletta al centro del letto e riunendosi poco più in là. Fin qui tutto normale, se non fosse per il fatto che uno di questi due rami è bloccato da una vera e propria diga, con molte probabilità artificiale, che gli impedisce di riunirsi al flusso principale. L'acqua così deviata passa poi in un canale sotterraneo che attraversa la strada e defluisce in un fosso che si inoltra nei campi a lato del fiume.
In pratica, nel tratto successivo a questo sbarramento arriva al massimo la metà dell'acqua che in realtà il fiume porta; inevitabile così la secca del fiume poco più avanti e la conseguente moria di pesci.
Non sembrerebbe però difficile rimuovere quella diga e fare riprendere il normale flusso dell'acqua. Naturalmente qua la palla passa alle autorità competenti, che dovranno anche far luce sulla vicenda e chiarire se lo sbarramento sia o meno artificiale.
Infine, ma non per ordine di importanza, un appunto sulla manutenzione: visto che tutti i corsi d'acqua della zona sono sotto la tutela del consorzio Ombrone, non si spiega come mai il letto del fiume sia letteralmente invaso dalle piante e dai detriti. Questa noncuranza certo non favorisce il suo normale scorrere, già seriamente compromesso dal clima.

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