Proteste
PISTOIA
Scatta il maxi-sequestro
Tiziana Gori
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Materiale sequestrato il giorno degli arrestiTre case a Prato, quattro auto di lusso, decine di migliaia di euro su 11 conti correnti. Gli accertamenti patrimoniali sugli imputati dell'inchiesta per i falsi permessi ai cinesi, hanno portato alla luce beni per 4 milioni di euro che per la procura derivano dall'attività illecita
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PISTOIA. Tre case a Prato, quattro auto di lusso, decine di migliaia di euro su 11 conti correnti. Gli accertamenti patrimoniali sugli imputati dell'inchiesta per i falsi permessi ai cinesi, hanno portato alla luce beni per 4 milioni di euro che per la procura derivano dall'attività illecita.
Secondo gli inquirenti, la cascata di euro era alimentata dalle somme (oltre 10.000 euro a testa) che gli immigrati cinesi dovevano sborsare per entrare in possesso dei documenti fasulli - di lavoro e di residenza - che gli undici imputati erano in grado di procurare attraverso la loro attività.
Sono stati il vice questore Luigi La Rotonda, a capo della Digos, e il vice questore vicario Mauro Ciavardini, ad illustrare ieri durante una conferenza stampa in questura gli esiti di questa "tranche" dell'inchiesta.
Intanto, gli accertamenti patrimoniali compiuti sui beni degli arrestati hanno portato al provvedimento di sequestro conservativo, da parte del gip del tribunale di Pistoia Roberto Tredici, di beni mobili, immobili e conti correnti bancari per 4 milioni di euro. Gli accertamenti, compiuti dalla Digos, hanno toccato le città di Prato, Firenze e Pistoia.
Una parte rilevante del patrimonio della cinese Gu Lijun, la donna che abita a Prato e che sarebbe a capo dell'organizzazione, è considerato dagli inquirenti frutto dell'attività illecita. 47 anni, figlia di un ex sindaco di Shangai, Gu Lijun si trova attualmente agli arresti domiciliari a causa delle sue precarie condizioni di salute.
Sono stati posti complessivamente sotto sequestro 4 auto, 3 appartamenti e - al momento - 11 conti correnti bancari. Le auto sono: una Bmw intestata alla Lijun, una Mini Cooper intestata alla nuora, una Porsche Cayenne appartenente al figlio della Lijun, una Mercedes C220 Cdi intestata a Vittorio Rotondo, pensionato di Prato.
Gli appartamenti - due situati in via Goito, uno in via Vespucci, a Prato - sono tutti e tre intestati a Gu Lijun e hanno un valore di mercato di 1 milione di euro.
«I conti correnti sequestrati - spiega il vice questore La Rotonda - si trovano per la maggior parte in banche italiane, ma sono in corso accertamenti anche su conti esteri».
I beni sequestrati saranno confiscati e venduti, e i proventi finiranno nelle casse dello stato.
A breve entrerà nel vivo anche la "fase 3" dell'inchiesta, quella che andrà a mettere in luce l'attività dei locatari.
Secondo gli inquirenti, la cascata di euro era alimentata dalle somme (oltre 10.000 euro a testa) che gli immigrati cinesi dovevano sborsare per entrare in possesso dei documenti fasulli - di lavoro e di residenza - che gli undici imputati erano in grado di procurare attraverso la loro attività.
Sono stati il vice questore Luigi La Rotonda, a capo della Digos, e il vice questore vicario Mauro Ciavardini, ad illustrare ieri durante una conferenza stampa in questura gli esiti di questa "tranche" dell'inchiesta.
Intanto, gli accertamenti patrimoniali compiuti sui beni degli arrestati hanno portato al provvedimento di sequestro conservativo, da parte del gip del tribunale di Pistoia Roberto Tredici, di beni mobili, immobili e conti correnti bancari per 4 milioni di euro. Gli accertamenti, compiuti dalla Digos, hanno toccato le città di Prato, Firenze e Pistoia.
Una parte rilevante del patrimonio della cinese Gu Lijun, la donna che abita a Prato e che sarebbe a capo dell'organizzazione, è considerato dagli inquirenti frutto dell'attività illecita. 47 anni, figlia di un ex sindaco di Shangai, Gu Lijun si trova attualmente agli arresti domiciliari a causa delle sue precarie condizioni di salute.
Sono stati posti complessivamente sotto sequestro 4 auto, 3 appartamenti e - al momento - 11 conti correnti bancari. Le auto sono: una Bmw intestata alla Lijun, una Mini Cooper intestata alla nuora, una Porsche Cayenne appartenente al figlio della Lijun, una Mercedes C220 Cdi intestata a Vittorio Rotondo, pensionato di Prato.
Gli appartamenti - due situati in via Goito, uno in via Vespucci, a Prato - sono tutti e tre intestati a Gu Lijun e hanno un valore di mercato di 1 milione di euro.
«I conti correnti sequestrati - spiega il vice questore La Rotonda - si trovano per la maggior parte in banche italiane, ma sono in corso accertamenti anche su conti esteri».
I beni sequestrati saranno confiscati e venduti, e i proventi finiranno nelle casse dello stato.
A breve entrerà nel vivo anche la "fase 3" dell'inchiesta, quella che andrà a mettere in luce l'attività dei locatari.
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