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La crisi morde anche sagre e feste

Elisa Pacini
La crisi morde anche sagre e feste

Balere affollate e tavolate con piatti fumanti. Affacciandosi nelle tante sagre, feste paesane o di partito non sembra questa l'estate della grande crisi. Ma gli organizzatori dicono che anche nelle feste in piazza, da sempre prese d'assalto da chi vuol mangiar bene facendo attenzione alla spesa, la crisi si sente eccome

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PISTOIA. Balere affollate e tavolate con piatti fumanti. Affacciandosi nelle tante sagre, feste paesane o di partito non sembra questa l'estate della grande crisi. Ma gli organizzatori dicono che anche nelle feste in piazza, da sempre prese d'assalto da chi vuol mangiar bene facendo attenzione alla spesa, la crisi si sente eccome.
Non tanto in termini di presenze. La richiesta più frequente è un piatto vuoto per dividere le porzioni, così si assaggia tutto ma si spende meno.
«Qui sinceramente - dicono dal circolo Arci di Ramini dove la festa finisce domani sera - si è sempre fatto il pienone ma la gente sta più attenta alla spesa. Se arriva una famiglia, un primo lo mangiano in due e i bambini scelgono una pizza e via».
Ramini o Sarripoli, nelle feste dotate di pizzeria sono proprio le margherite e i cofaccini a fare la parte del leone. Costano meno e piacciono soprattutto ai più giovani. «La gente esce e partecipa - dice Giulio Luzzi dal circolo Arci di Sarripoli - a cena i coperti sono più o meno quelli degli scorsi anni, ma l'incasso è minore perché la spesa media pro capite si abbassa. In una famiglia di quattro persone il babbo prende il primo, la mamma il secondo e i bambini prendono la pizza. Così stanno sotto i 10 euro a testa».
Se alle penne alla boscaiola o ai maccheroni sulla pecora non si vuol rinunciare, altre portate diventano un lusso come spiegano da Barile dove si è appena chiusa la festa dell'Unità, del Circolo e della Pace. «Teniamo i prezzi molto bassi - dice Michele Galigani - ma i nostri clienti sono la fascia più colpita dalla crisi. In nove giorni di festa, abbiamo avuto una flessione di un centinaio di coperti dall'anno scorso. La gente poi risparmia sul quartino di vino o sul contorno».
All'estate dell'austerity non fa eccezione nemmeno la festa più grossa, quella del Pd di Santomato che si è appena chiusa con grandi numeri di presenze a tutti gli eventi. Ma l'alta partecipazione, come spiega Marco Giacomelli, non vuol dire incassi in crescita.
«Dai numeri del ristorante - dice il responsabile del circolo di Santomato- abbiamo avuto molta più gente dell'anno scorso ma l'incasso non presenta un grosso incremento. Parlando con i camerieri, quasi tutti i clienti chiedono un piatto vuoto perché, sapendo che in queste feste le porzioni sono abbondanti, un primo o un cacciucco si mangia in due. Invece la pizzeria, dove si spende meno, ha aumentato l'incasso rispetto all'anno scorso». Un'eccezione c'è per cui val bene spendere qualche euro in più. «Dopo ragù e patatine fritte - continua Giacomelli - il piatto più gradito è la bistecca di vitello che da noi costa 9 euro».
Se alla bistecca ruota intorno una cena completa, è vero e proprio boom come sanno bene a Castellina di Serravalle dove è in corso la festa medievale organizzata dal Comitato paesano e dalla Misericordia. «E' una festa molto sentita a livello locale - spiega Mario Bartoletti - noi non abbiamo avuto cali di presenze soprattutto nelle serate della sagra della bistecca, dove con 15 euro si mangia un antipasto toscano, una bistecca da 500 grammi, patatine, acqua e vino a 15 euro».

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