La protesta
di Marta Quilici
Claudio non ce l'ha fattaIl metronotte è mortodopo due giorni di agonia
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Claudio Gigli, la guardia giurata che ha perso la vita dopo lo scontro fra un tir e il furgone blindatoIl miracolo non c'è stato. Lo sforzo dei medici e le preghiere dei familiari non sono servite a salvare la vita a Claudio Gigli, 54 anni, metronotte quarratino della "Città di Pistoia", finito in coma dopo lo schianto alle 9 di giovedì alle Macchie di San Piero (Pescia) tra il blindato guidato da un collega e un Tir condotto da Silvio Brasovenu, romeno di 22 anni, dipendente di un'azienda di Arezzo.
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QUARRATA. Il miracolo non c'è stato. Lo sforzo dei medici e le preghiere dei familiari non sono servite a salvare la vita a Claudio Gigli, 54 anni, metronotte quarratino della "Città di Pistoia", finito in coma dopo lo schianto alle 9 di giovedì alle Macchie di San Piero (Pescia) tra il blindato guidato da un collega e un Tir condotto da Silvio Brasovenu, romeno di 22 anni, dipendente di un'azienda di Arezzo.
L'aggravamento dei danni cerebrali provocati dall'impatto tra il furgone e il bilico hanno imposto la resa all'équipe medica che a Careggi era impegnata per la salvezza di Claudio. Ieri mattina alle 10 è partita la procedura per l'accertamento di morte cerebrale che, dopo 6 ore di esami, ha dato il peggior esito possibile.
La notizia getta nello sconforto la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro. Claudio Gigli aveva 54 anni. Quello della guardia giurata, non era stato il suo primo lavoro: aveva trovato un'occupazione in quel settore presso l'azienda di vigilanza Città di Pistoia, con sede in viale Macallè, sette-otto anni fa. Ma la passione per questo lavoro l'aveva subito coinvolto, tanto da trasmetterla anche alla figlia maggiore, anche lei dipendente di un'agenzia fiorentina di vigilanza, per cui lavora come impiegata. Oltre alla figlia maggiore, Giusy, di 27 anni, Claudio Gigli aveva anche un figlio, Luca, di 19 anni, che quest'estate a giugno aveva dato l'esame di maturità.
Al momento dell'incidente Luca era in vacanza con gli amici per godersi l'estate dopo l'esame di Stato; vacanza che ha dovuto interrompere bruscamente per raggiungere l'ospedale di Careggi. Qui ad assisterlo quasi ininterrottamente c'erano la moglie Franca e la sorella. A casa hanno aspettato notizie dall'ospedale i genitori di Claudio, molto anziani che vivono in un appartamento sotto a quello del figlio, in via Ricasoli 89.
La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità di Barba dove Claudio viveva con la sua famiglia e dov'erano molto conosciuti: la sua scomparsa è come un fulmine a ciel sereno che ha gettato nello sconforto tutta la comunità. Anche i colleghi di Pistoia lo ricordano: «Era un lavoratore - afferma un suo compagno di lavoro - e un attento padre di famiglia».
L'aggravamento dei danni cerebrali provocati dall'impatto tra il furgone e il bilico hanno imposto la resa all'équipe medica che a Careggi era impegnata per la salvezza di Claudio. Ieri mattina alle 10 è partita la procedura per l'accertamento di morte cerebrale che, dopo 6 ore di esami, ha dato il peggior esito possibile.
La notizia getta nello sconforto la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro. Claudio Gigli aveva 54 anni. Quello della guardia giurata, non era stato il suo primo lavoro: aveva trovato un'occupazione in quel settore presso l'azienda di vigilanza Città di Pistoia, con sede in viale Macallè, sette-otto anni fa. Ma la passione per questo lavoro l'aveva subito coinvolto, tanto da trasmetterla anche alla figlia maggiore, anche lei dipendente di un'agenzia fiorentina di vigilanza, per cui lavora come impiegata. Oltre alla figlia maggiore, Giusy, di 27 anni, Claudio Gigli aveva anche un figlio, Luca, di 19 anni, che quest'estate a giugno aveva dato l'esame di maturità.
Al momento dell'incidente Luca era in vacanza con gli amici per godersi l'estate dopo l'esame di Stato; vacanza che ha dovuto interrompere bruscamente per raggiungere l'ospedale di Careggi. Qui ad assisterlo quasi ininterrottamente c'erano la moglie Franca e la sorella. A casa hanno aspettato notizie dall'ospedale i genitori di Claudio, molto anziani che vivono in un appartamento sotto a quello del figlio, in via Ricasoli 89.
La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità di Barba dove Claudio viveva con la sua famiglia e dov'erano molto conosciuti: la sua scomparsa è come un fulmine a ciel sereno che ha gettato nello sconforto tutta la comunità. Anche i colleghi di Pistoia lo ricordano: «Era un lavoratore - afferma un suo compagno di lavoro - e un attento padre di famiglia».
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