Il dolore
TRAGEDIA A CASALGUIDI
Operaio muore sepolto dalla terra
Ieri doveva essere il suo primo giorno di ferie. E a quell'ora avrebbe dovuto essere già in viaggio per il mare della Calabria, la sua terra d'origine. Francesco Lanciano però, insieme al nipote Antonio Cosentino, aveva deciso di lavorare ancora una mattina
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CASALGUIDI. Ieri doveva essere il suo primo giorno di ferie. E a quell'ora avrebbe dovuto essere già in viaggio per il mare della Calabria, la sua terra d'origine. Francesco Lanciano però, insieme al nipote Antonio Cosentino, aveva deciso di lavorare ancora una mattina: c'era da disarmare il muro in cemento armato che avevano innalzato nel cantiere di via Catavoli, dove stavano costruendo una nuova palazzina. Ma quel muro grigio è diventato la sua bara: l'operaio è rimasto schiacciato dal crollo improvviso del terreno alle sue spalle che l'ha travolto, seppellito e ammazzato sul colpo.
Non erano ancora le nove. Per Lanciano, calabrese di Catanzaro e residente a Firenze, 45 anni, padre di tre figli, non c'è stato niente da fare. Il nipote invece, 22enne e socio della ditta edile Fiedil srl di Firenze che ha l'appalto dei lavori in via Catavoli, si è salvato, nonostante la terra abbia travolto in parte anche lui. È rimasto ricoperto fino all'altezza del bacino. Quando i vigili del fuoco insieme al personale della Misericordia l'hanno estratto era sotto choc, ma cosciente. E aveva solo qualche escoriazione agli arti inferiori. Il materiale crollato aveva formato una sorta di pertugio in cui il giovane era rimasto prigioniero ma senza essere schiacciato. Lo zio invece è stato colpito in pieno dalla frana, improvvisa, violenta, che non solo l'ha sepolto, ma prima l'ha pure sbattuto contro il muro e contro i paletti che stava disarmando. Per estrarlo da quell'ammasso di terra e pietre i pompieri di Pistoia, con una squadra speciale proveniente da Prato, hanno impiegato un'ora. Ma prima ci sono volute tre ore abbondanti di lavoro per mettere in sicurezza il cantiere per il pericolo che il terreno franasse di nuovo. A quel punto il procuratore capo Dell'Anno, arrivato sul posto pochi minuti dopo l'incidente, ha dato il consenso a rimuovere la salma e metterla a disposizione dei familiari. Nessun indagato, per il momento. E niente autopsia, ha deciso il magistrato. La dinamica della tragedia d'altra parte è decisamente chiara, anche se sui motivi che hanno provocato la frana del terreno per adesso c'è un punto interrogativo. È l'elemento decisivo delle indagini di cui si stanno occupando gli ispettori di medicina del lavoro dell'Asl, col supporto dei carabinieri e dei vigili urbani di Serravalle. I due muratori stavano lavorando alle fondamenta di una nuova palazzina, che si affaccerà sulla splendida vallata dietro Casalguidi, tra ulivi e pini marittimi. Si trovavano all'interno di un fossato di oltre tre metri di profondità e di un metro e mezzo di larghezza: da una parte avevano il muro in cemento armato da cui stavano togliendo l'armatura, dall'altro il terreno puntellato da una serie di tavole che hanno ceduto d'improvviso. Una trappola infernale.
«Ho sentito un botto, mi sono visto arrivare addosso una montagna di terra», ha raccontato Cosentino ai volontari della Misericordia che gli hanno prestato i primi soccorsi e l'hanno accompagnato in ospedale da cui è stato subito dimesso. «Sono rimasto intrappolato con le gambe, ma stavo bene. Francesco invece è stato travolto». Il cantiere è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Pistoia.
Non erano ancora le nove. Per Lanciano, calabrese di Catanzaro e residente a Firenze, 45 anni, padre di tre figli, non c'è stato niente da fare. Il nipote invece, 22enne e socio della ditta edile Fiedil srl di Firenze che ha l'appalto dei lavori in via Catavoli, si è salvato, nonostante la terra abbia travolto in parte anche lui. È rimasto ricoperto fino all'altezza del bacino. Quando i vigili del fuoco insieme al personale della Misericordia l'hanno estratto era sotto choc, ma cosciente. E aveva solo qualche escoriazione agli arti inferiori. Il materiale crollato aveva formato una sorta di pertugio in cui il giovane era rimasto prigioniero ma senza essere schiacciato. Lo zio invece è stato colpito in pieno dalla frana, improvvisa, violenta, che non solo l'ha sepolto, ma prima l'ha pure sbattuto contro il muro e contro i paletti che stava disarmando. Per estrarlo da quell'ammasso di terra e pietre i pompieri di Pistoia, con una squadra speciale proveniente da Prato, hanno impiegato un'ora. Ma prima ci sono volute tre ore abbondanti di lavoro per mettere in sicurezza il cantiere per il pericolo che il terreno franasse di nuovo. A quel punto il procuratore capo Dell'Anno, arrivato sul posto pochi minuti dopo l'incidente, ha dato il consenso a rimuovere la salma e metterla a disposizione dei familiari. Nessun indagato, per il momento. E niente autopsia, ha deciso il magistrato. La dinamica della tragedia d'altra parte è decisamente chiara, anche se sui motivi che hanno provocato la frana del terreno per adesso c'è un punto interrogativo. È l'elemento decisivo delle indagini di cui si stanno occupando gli ispettori di medicina del lavoro dell'Asl, col supporto dei carabinieri e dei vigili urbani di Serravalle. I due muratori stavano lavorando alle fondamenta di una nuova palazzina, che si affaccerà sulla splendida vallata dietro Casalguidi, tra ulivi e pini marittimi. Si trovavano all'interno di un fossato di oltre tre metri di profondità e di un metro e mezzo di larghezza: da una parte avevano il muro in cemento armato da cui stavano togliendo l'armatura, dall'altro il terreno puntellato da una serie di tavole che hanno ceduto d'improvviso. Una trappola infernale.
«Ho sentito un botto, mi sono visto arrivare addosso una montagna di terra», ha raccontato Cosentino ai volontari della Misericordia che gli hanno prestato i primi soccorsi e l'hanno accompagnato in ospedale da cui è stato subito dimesso. «Sono rimasto intrappolato con le gambe, ma stavo bene. Francesco invece è stato travolto». Il cantiere è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Pistoia.
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