Sicurezza
LO SGUARDO SULLA CITTÀ
E' guerra ai condizionatori
Francesco Albonetti
◗
Un particolare della condensa di acqua sotto la finestra dell’ufficio alla cultura del Comune in via Sant’Andrea Queste perdite imbrattano i muri e rendono indecorosi palazzi antichi che invece dovrebbero essere mantenuti con la massima attenzioneCondizionari tenuti a palla che sputano aria calda all'esterno e acque di scarico che danneggiato le pareti dei palazzi antichi. La protesta, nei confronti delle amministrazioni pubbliche, arriva da due cittadini e si rivolge a vari uffici pistoiesi, da quelli comunali a quelli del tribunale
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Condizionari tenuti a palla che sputano aria calda all'esterno e acque di scarico che danneggiato le pareti dei palazzi antichi. La protesta, nei confronti delle amministrazioni pubbliche, arriva da due cittadini e si rivolge a vari uffici pistoiesi, da quelli comunali a quelli del tribunale. Non mancano foto a corredo della mail arrivata al giornale, che si riferiscono ai locali dell'anagrafe e a quelli dell'ufficio cultura in via S.Andrea.
«I nostri amministratori - scrive Andrea Sabatini - devono avere delle informazioni tecnico-scientifiche tali da indurli a pensare che, tenere gli impianti di condizionamento (peraltro orrende dal punto di vista estetico per come sono collocati), 24 ore su 24, sabato, domenica e anche le feste comandate comprese e con relative finestre semi-aperte, sia più conveniente che spengerli di volta in volta, durante le pause-pranzo e la sera alla chiusura degli uffici. Fatto salvo l'apparente spreco, l'intonaco dove scorrono sopra le acque di scarico dei condizionatori sarà, se non lo è già, danneggiato in modo da creare altro dispendio di denaro per la sistemazione, se mai un domani qualche buon'anima si degnasse di pensare al ripristino. Forse - conclude la lettera - ne hanno fatto parola coi responsabili degli uffici della Procura della Repubblica, in quale attuano lo stesso metodo per i locali posti in via XXVII Aprile».
Dello stesso tenore la lettera di Giuliano Ciampolini, il quale fa notare che «chiunque entra in uffici pubblici può testimoniare come nel periodo estivo ci sia l'aria condizionata tenuta a temperature troppo basse e in quello invernale c'è un caldo eccessivo». Ciampolini propone "piani per l'ottimizzazione energetica" e la regolazione di termostati con criteri rigidi e obbligatori.
Proprio su quest'ultimo fronte, il capoufficio tecnico del Comune di Pistoia, Marcello Evangelisti, fa presente che «il condizionamento è regolarizzato in inverno, ma non durante l'estate, dove conta più l'umidità della temperatura e si valuta male. C'è però la regola che l'uscere accende i condizionatori la mattina alle 8,30 quando inizia il lavoro e li chiude a lavoro finito. Il Comune ha molti uffici e non in tutti c'è un condizionamento centralizzato, quindi molto è affidato al buon senso degli impiegati che ci lavorano. Esiste un progetto di condizionamento generale, che va nel senso del massimo risparmio ma, tanto per dire, solo per il palazzo comunale ha il costo di un milione di euro». Situazione simile anche negli uffici dell'Asl 3, dove alcuni ambienti (ospedale, sede di via Pisano) hanno impianti centralizzati e le sedi minori si affidano ai condizionati a split (i famosi pinguini).
«I nostri amministratori - scrive Andrea Sabatini - devono avere delle informazioni tecnico-scientifiche tali da indurli a pensare che, tenere gli impianti di condizionamento (peraltro orrende dal punto di vista estetico per come sono collocati), 24 ore su 24, sabato, domenica e anche le feste comandate comprese e con relative finestre semi-aperte, sia più conveniente che spengerli di volta in volta, durante le pause-pranzo e la sera alla chiusura degli uffici. Fatto salvo l'apparente spreco, l'intonaco dove scorrono sopra le acque di scarico dei condizionatori sarà, se non lo è già, danneggiato in modo da creare altro dispendio di denaro per la sistemazione, se mai un domani qualche buon'anima si degnasse di pensare al ripristino. Forse - conclude la lettera - ne hanno fatto parola coi responsabili degli uffici della Procura della Repubblica, in quale attuano lo stesso metodo per i locali posti in via XXVII Aprile».
Dello stesso tenore la lettera di Giuliano Ciampolini, il quale fa notare che «chiunque entra in uffici pubblici può testimoniare come nel periodo estivo ci sia l'aria condizionata tenuta a temperature troppo basse e in quello invernale c'è un caldo eccessivo». Ciampolini propone "piani per l'ottimizzazione energetica" e la regolazione di termostati con criteri rigidi e obbligatori.
Proprio su quest'ultimo fronte, il capoufficio tecnico del Comune di Pistoia, Marcello Evangelisti, fa presente che «il condizionamento è regolarizzato in inverno, ma non durante l'estate, dove conta più l'umidità della temperatura e si valuta male. C'è però la regola che l'uscere accende i condizionatori la mattina alle 8,30 quando inizia il lavoro e li chiude a lavoro finito. Il Comune ha molti uffici e non in tutti c'è un condizionamento centralizzato, quindi molto è affidato al buon senso degli impiegati che ci lavorano. Esiste un progetto di condizionamento generale, che va nel senso del massimo risparmio ma, tanto per dire, solo per il palazzo comunale ha il costo di un milione di euro». Situazione simile anche negli uffici dell'Asl 3, dove alcuni ambienti (ospedale, sede di via Pisano) hanno impianti centralizzati e le sedi minori si affidano ai condizionati a split (i famosi pinguini).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
