Attenzione
Tavolo di lavoro. I gestori dei locali si autotassano per pagare il servizio delle guardie private
Movida: ecco i vigilantes sulla Sala
Anna Cecchini
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Giovani seduti ai tavoli su piazza della Sala fino a tarda notteIl provvedimento di sorveglianza partirà come servizio sperimentale attivo per il momento soltanto da giovedì a domenica
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PISTOIA. Due vigilantes per tenere d'occhio gli eccessi della movida in piazza della Sala. Alla fine la stretta sulla vita notturna del centro storico ci sarà e, particolare non trascurabile, non sarà gestita direttamente dal Comune ma invece da quegli stessi titolari dei locali dove i ragazzi si accalcano fino a notte fonda. Gestori di bar e pub, infatti, hanno deciso di autotassarsi per pagare due vigilantes che sorveglino il popolo del divertimento.
La proposta, fatta proprio dai rappresentanti dei locali notturni, è arrivata ieri durante la prima assemlea del tavolo di lavoro sui problemi del centro storico, nato a seguito delle pressioni di residenti e commercianti sull'amministrazione. E pare che già dalla prossima settimana, non appena i titolari dei locali si saranno organizzati per gestire l'avvio del nuovo servizio di pattugliamento, sulla Sala e nelle strade limitrofe, da mezzanotte alle tre, cominceranno a girare due vigilantes.
L'assessore Mario Tuci, che da pochi giorni ha ottenuto la delega al centro storico, mette le mani avanti e dice che questa dei vigilantes, che per il momento dovrebbero essere "sperimentati" dal giovedì alla domenica sera, è un'idea da non confondere con le ronde. «L'opera dei vigilantes - spiega - ha scopo educativo e preventivo, assolutamente non vuole essere un servizio di repressione. Queste due persone gireranno a piedi nei vicoli del centro e sorveglieranno i comportamenti delle persone per evitare che si arrivi ad azioni di vandalismo e degrado. A loro non sarà affidato però alcun serviizo di ordine pubblico, certo in caso si trovassero davanti gravi situazioni potranno contattare le forze dell'ordine».
Tra i provvedimenti per tenere a freno gli effetti più deleteri della movida notturna il tavolo di lavoro ha pensato anche a raggiungere con le associazioni di categoria dei gestori dei locali un protocollo d'intesa perchè proprio i bar, a fine serata, si impegnino a pulire gli spazi all'aperto di loro competenza e anche le aree limitrofe.
Nei prossimi giorni è in programma anche un incontro con i vigili urbani, «par organizzare controlli, magari con l'ausilio dell'Asl - dice Tuci -, sul rispetto dei decibel consentiti e per verificare gli orari di chiusura dei locali e il rispetto deggli spazi nell'occupazione del suolo pubblico». Ancora non è tutto, dato che da settembre sarà avviata anche una campagna di sensibilizzazione nelle scuole del territorio, in modo da educare i giovani, i fruitori più assidui della Sala, a un maggiore senso civico.
Soddisfazione per l'avvio del tavolo di lavoro da parte degli assessori coinvolti nel progetto. Se Tuci sottolinea come «questo gruppo di lavoro sarà permanente e noto la volontà da parte di tutti di mettere insieme le diverse esigenze per non disperdere un patrimonio conquistato, che è quello della presenza di persone che vivono il centro, che però va gestito e reso compatibile con la vita dei residenti». Anche Barbara Lucchesi, assesore allo sviluppo economico, spiega che «i vari soggetti seduti al tavolo, aperto anche ad altri che in futuro vogliano dare il loro contributo, hanno condiviso uno stesso interesse».
La proposta, fatta proprio dai rappresentanti dei locali notturni, è arrivata ieri durante la prima assemlea del tavolo di lavoro sui problemi del centro storico, nato a seguito delle pressioni di residenti e commercianti sull'amministrazione. E pare che già dalla prossima settimana, non appena i titolari dei locali si saranno organizzati per gestire l'avvio del nuovo servizio di pattugliamento, sulla Sala e nelle strade limitrofe, da mezzanotte alle tre, cominceranno a girare due vigilantes.
L'assessore Mario Tuci, che da pochi giorni ha ottenuto la delega al centro storico, mette le mani avanti e dice che questa dei vigilantes, che per il momento dovrebbero essere "sperimentati" dal giovedì alla domenica sera, è un'idea da non confondere con le ronde. «L'opera dei vigilantes - spiega - ha scopo educativo e preventivo, assolutamente non vuole essere un servizio di repressione. Queste due persone gireranno a piedi nei vicoli del centro e sorveglieranno i comportamenti delle persone per evitare che si arrivi ad azioni di vandalismo e degrado. A loro non sarà affidato però alcun serviizo di ordine pubblico, certo in caso si trovassero davanti gravi situazioni potranno contattare le forze dell'ordine».
Tra i provvedimenti per tenere a freno gli effetti più deleteri della movida notturna il tavolo di lavoro ha pensato anche a raggiungere con le associazioni di categoria dei gestori dei locali un protocollo d'intesa perchè proprio i bar, a fine serata, si impegnino a pulire gli spazi all'aperto di loro competenza e anche le aree limitrofe.
Nei prossimi giorni è in programma anche un incontro con i vigili urbani, «par organizzare controlli, magari con l'ausilio dell'Asl - dice Tuci -, sul rispetto dei decibel consentiti e per verificare gli orari di chiusura dei locali e il rispetto deggli spazi nell'occupazione del suolo pubblico». Ancora non è tutto, dato che da settembre sarà avviata anche una campagna di sensibilizzazione nelle scuole del territorio, in modo da educare i giovani, i fruitori più assidui della Sala, a un maggiore senso civico.
Soddisfazione per l'avvio del tavolo di lavoro da parte degli assessori coinvolti nel progetto. Se Tuci sottolinea come «questo gruppo di lavoro sarà permanente e noto la volontà da parte di tutti di mettere insieme le diverse esigenze per non disperdere un patrimonio conquistato, che è quello della presenza di persone che vivono il centro, che però va gestito e reso compatibile con la vita dei residenti». Anche Barbara Lucchesi, assesore allo sviluppo economico, spiega che «i vari soggetti seduti al tavolo, aperto anche ad altri che in futuro vogliano dare il loro contributo, hanno condiviso uno stesso interesse».
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