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Un anno e otto mesila richiesta dell'accusaper la morte di Artan

Francesco Albonetti
I rilievi dei carabinieri sul luogo dell’incidente al giovane albanese
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I rilievi dei carabinieri sul luogo dell’incidente al giovane albanese

Il procuratore capo Renzo Dell'Anno ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi di carcere e 600mila euro di ammenda per Massimo Coveri e Patrizia Consorti, i titolari della sfilacciatura Rinnova di Catena di Agliana.

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PISTOIA. Il procuratore capo Renzo Dell'Anno ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi di carcere e 600mila euro di ammenda per Massimo Coveri e Patrizia Consorti, i titolari della sfilacciatura Rinnova di Catena di Agliana. L'accusa principale: omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla disciplina per la prevenzione negli infortuni sul lavoro. Si andrà con rito abbreviato il prossimo 6 ottobre alla sentenza del processo per la tragedia di Artan Plaka, l'albanese diciannovenne che la sera del 31 maggio 2007 morì in fabbrica straziato dal macchinario tessile in cui lavorava a nero e senza misure di sicurezza.
Ieri mattina in tribunale si è svolta l'udienza preliminare. Assenti i genitori di Plaka, bloccati in patria anche dalle recenti elezioni come prescrive la legge albanese, la famiglia era rappresentata dallo zio Myslim e dall'avvocato di parte civile Angelo Soccio. I due titolari della sfilacciatura Rinnova sono difesi da Filippo Cei del foro di Firenze e Massimo Nistri di Borgo a Buggiano. La loro richiesta differisce leggermente, ma non troppo, da quello che poi è stato l'accordo col quale si andrà al processo: pattggiamento di 1 anno e 8 mesi con 6000 euro di ammenda per il solo Coveri, mentre per la moglie contitolare dell'azienda, i difensori avevano chiesto il rito abbreviato condizionato alla produzione di alcuni documenti.
L'udienza si terrà il 6 ottobre e per quella data Myslim Kapla, lo zio di Artan, cercherà in ogni modo di portare in aula quanto meno Enver, il padre del giovane ucciso in fabbrica, che ha 46 anni e fa il poliziotto. Sarà invece difficile che da Vidisht, il piccolo villaggio albanese dove vivono i genitori, venga la madre Lavdie, 44 anni. Come ha spiegato lo stesso Myslim, la donna «ha avuto un contraccolpo psicologico tremendo dalla perdita del figlio, tanto che spesso si sente male e non può essere lasciata sola».
I due zii di Artan, oltre a Myslim c'è anche Ilvy che vive a Quarrata, lavoravano nella stessa azienda tessile di Catena, ma dopo la tragedia del loro giovanissimo congiunto hanno messo su un banco di frutta e verdura a Santonuovo. Hanno sempre sostenuto che la famiglia non è tanto interessata ad ottenere un risarcimento economico, che sicuramente ci sarà, ma di arrivare alla verità dei fatti e che sia fatta giustizia per una perdita che ha scosso un'intera comunità.

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