Il Tirreno

Pistoia

Pistoia

Ex officine Cantini, niente recupero

Anna Cecchini
Una veduta dall’alto dell’area che opsita le ex officine Cantini dismesse da vent’anni
◗
Una veduta dall’alto dell’area che opsita le ex officine Cantini dismesse da vent’anni

Niente di fatto per i maxi edifici da costruire nell'ex zona industriale Dopo due anni stop al progetto

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Officine ex Cantini, punto e a capo. Nel senso che il piano di recupero dell'area industriale lungo via Cammelli non si farà. O almeno non si farà secondo il progetto presentato nell'autunno del 2007 dai proprietari della zona (Cammelli snc, Garibaldo sas, Alessandra, Anna e Paola Francesca Ricciarelli).
Ieri il consiglio comunale si è definitivamente espresso su una vicenda che va avanti da quasi due anni, decidendo con voto unanime di rigettare un percorso di ristrutturazione che prevedeva la realizzazione di 5 edifici a scopo residenziale, per un totale di 65 unità abitative.
La bocciatura del progetto non è però un fulmine a ciel sereno, visto che già il mese scorso, durante la riunione della commissione consiliare sull'urbanistica, la giunta aveva paventato l'ipotesi di un parere negativo. Ipotesi che è stata evidentemente condivisa da tutti i consiglieri comunali, compatti nel criticare la scelta di realizzare su via Cammelli soltanto unità abitative con poco verde e nessun servizio.
Il fatto è che il Comune, nonostante la netta bocciatura del progetto, considera prioritario il recupero dell'ex officina Cantini e invita quindi la proprietà a rivedere il piano sulla base delle nuove indicazini. «Spero che la proprietà - dice l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - dopo questa delibera sia disponibile a discutere e a modificare la previsione, dando così modo al consiglio comunale di esaminare una proposta che sia condivisa dagli uffici e che porti ad una trasformazione sostenibile e corretta».
La disponibilità delle società titolari dell'area ex Cantini a discutere una variante del progetto che appaia più compatibile con il circostante tessuto urbano in quanto a dotazione di servizi e aree a verde, non è cosa certa. Già nell'ottobre scorso infatti, stanchi del continuo temporeggiare del Comune, i proprietari avevano diffidato l'amministrazione ad approvare in tempi rapidi il progetto. Adesso a prendere tempo, per valutare anche la possibilità di un eventuale ricorso al Tar, sono i titolari dell'ex area industriale su via Cammelli. «Analizzeremo con attenzione - si limita a commentare Filippo Talini, amministratore di una delle società proprietarie dell'area - le possibili evoluzioni, il Comune ha fornito le cifre da rispettare (metri cubi di cemento, aree a verde e spazi per i servizi) e noi valuteremo se variare il progetto».
Intanto però i proprietari devono incassare il netto diniego del consiglio comunale al progetto.
«Si era dato vita ad una lottizzazione - osserva Alessandro Capecchi, capogruppo An - non parametrata con il piano regolatore». Anche Fabrizio Geri, consigliere dei Verdi, ricorda che il suo gruppo aveva già, e in tempi non sospetti, criticato il progetto. «Tutta la commissione - ricorda Lido Berti, dei Comunisti italiani -, pose subito il problema dell'impatto ambientale della proposta di trasformazione urbanistica». Luciano Mazzieri, capogruppo Pd, ricorda che «fin dall'inizio la proposta fu guardata con un certo sospetto, non fu accolta a braccia aperte e non vi fu su di essa la benedizione della maggioranza. È comunque una grossa partita che ci giochiamo con il regolamento urbanistico. Dobbiamo ripristinare un criterio di certezza per il calcolo degli standard urbanistici. L'attività urbanistica non deve intrecciarsi con il bilancio e finanziare capitoli impropri».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa