La manifestazione
PISTOIA
Litiga con i parrocchiani, prete in scioperoniente messe e campane
Anna Cecchini
Campane mute e niente messa nei giorni feriali. Sciopero delle funzioni religiose nella chiesa di San Pierino Casa al Vescovo, dopo che il parroco don Michele Palchetti, nei giorni scorsi, ha trovato il sagrato della chiesa cosparso di escrementi. È guerra aperta fra il curato e la comunità dei fedeli, che punta il dito contro la decisione di sospendere le celebrazioni religiose.
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PISTOIA. Campane mute e niente messa nei giorni feriali. Sciopero delle funzioni religiose nella chiesa di San Pierino Casa al Vescovo, dopo che il parroco don Michele Palchetti, nei giorni scorsi, ha trovato il sagrato della chiesa cosparso di escrementi. È guerra aperta fra il curato e la comunità dei fedeli, che punta il dito contro la decisione di sospendere le celebrazioni religiose.
Sono più di 60 anni che vivo qui - dice Rosanna Cianchi - e ho sempre frequentato questa chiesa. Mai ho visto una cosa del genere, almeno la messa deve essere garantita». Come lei la pensano tanti degli abitanti di San Pierino Casa al Vescovo, che in buona parte hanno deciso di abbandonare la parrocchia guidata da don Michele per sentir messa a quella di Sant'Angelo o alla Vergine. La colpa di questo allontanamento? Secondo molti cittadini è da ricercare negli atteggiamenti di don Michele. Da circa due anni tra il parroco e il cirolo ricreativo Mcl - che, costruito dalla gente di San Pierino su terreno della curia, sorge a poco più di cento metri dalla parrocchia - non corre buon sangue. Il fatto è che al circolo, per una briscolata o per un digestivo, ci vanno quasi tutti i parrocchiani. Che don Michele pare abbia messo davanti a una scelta, o in chiesa o al circolo. «Lo scorso anno - spiega Lucia Vivoli - ha cominciato a tirare fuori i contratti e a dire che, se non gli avessimo dato le chiavi, avrebbe chiuso il circolo».
Insomma il rapporto tra don Michele e le anime che dovrebbe amministrare non è dei più quieti. Anzi, sta degenerando. Tanto che il parroco ha deciso di sospendere le funzioni e alcuni residenti giurano di non aver sentito, almeno per ieri, neppure il tradizionale rintocco delle campane di mezzogiorno. «Quella di lasciare ecrementi alla cheisa è un atto grave - dice Giacomo Giusti - da condannare, certo l'atteggiamneto del parroco è inaccettabile. Ha chiuso il campetto e vorrei che spiegasse ai bambini piccoli come mio figlio perchè non può entrare. Il problema è che la curia è assente, non fa nulla per cambiare la situazione».
Tanti parrocchiani, stanchi dei comportamenti di don Michele hanno deciso di abbandonare la chiesa di San Pierino. «Da una anno andiamo altrove - chiarisce Mariella Landini -, lui non ha mai cercato un dialogo. Abbiamo provato ad avere incontri di gruppo, ma non ci riceve». Mentre la comunità dei fedeli polemizza contro la decisione di sospendere la messa nei giorni feriali, il vescovo - come spiega l'ufficio stampa della Curia - «non era a conoscenza di questa decisione, ma sa che sabato e domenica la messa si terrà regolarmente. Per qualche altro giorno inoltre preferisce non rilasciare dichiarazioni».
Sono più di 60 anni che vivo qui - dice Rosanna Cianchi - e ho sempre frequentato questa chiesa. Mai ho visto una cosa del genere, almeno la messa deve essere garantita». Come lei la pensano tanti degli abitanti di San Pierino Casa al Vescovo, che in buona parte hanno deciso di abbandonare la parrocchia guidata da don Michele per sentir messa a quella di Sant'Angelo o alla Vergine. La colpa di questo allontanamento? Secondo molti cittadini è da ricercare negli atteggiamenti di don Michele. Da circa due anni tra il parroco e il cirolo ricreativo Mcl - che, costruito dalla gente di San Pierino su terreno della curia, sorge a poco più di cento metri dalla parrocchia - non corre buon sangue. Il fatto è che al circolo, per una briscolata o per un digestivo, ci vanno quasi tutti i parrocchiani. Che don Michele pare abbia messo davanti a una scelta, o in chiesa o al circolo. «Lo scorso anno - spiega Lucia Vivoli - ha cominciato a tirare fuori i contratti e a dire che, se non gli avessimo dato le chiavi, avrebbe chiuso il circolo».
Insomma il rapporto tra don Michele e le anime che dovrebbe amministrare non è dei più quieti. Anzi, sta degenerando. Tanto che il parroco ha deciso di sospendere le funzioni e alcuni residenti giurano di non aver sentito, almeno per ieri, neppure il tradizionale rintocco delle campane di mezzogiorno. «Quella di lasciare ecrementi alla cheisa è un atto grave - dice Giacomo Giusti - da condannare, certo l'atteggiamneto del parroco è inaccettabile. Ha chiuso il campetto e vorrei che spiegasse ai bambini piccoli come mio figlio perchè non può entrare. Il problema è che la curia è assente, non fa nulla per cambiare la situazione».
Tanti parrocchiani, stanchi dei comportamenti di don Michele hanno deciso di abbandonare la chiesa di San Pierino. «Da una anno andiamo altrove - chiarisce Mariella Landini -, lui non ha mai cercato un dialogo. Abbiamo provato ad avere incontri di gruppo, ma non ci riceve». Mentre la comunità dei fedeli polemizza contro la decisione di sospendere la messa nei giorni feriali, il vescovo - come spiega l'ufficio stampa della Curia - «non era a conoscenza di questa decisione, ma sa che sabato e domenica la messa si terrà regolarmente. Per qualche altro giorno inoltre preferisce non rilasciare dichiarazioni».
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