Il Tirreno

Pistoia

La squadra del presidente Gori si allena a Candeglia nel maneggio di Mario Menici

Il Cervo bianco punta sui giovani

Saverio Melegari
Da sinistra Mario Menici e Ubaldo Gori
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Da sinistra Mario Menici e Ubaldo Gori

Dalla Verginina a Candeglia. Da Luciano Niccoli a Mario Menici. Cambiano gli scenari del Cervo Bianco che si è trasferito ancora più in collina per cercare di togliersi di dosso l'appellativo di "nonna" della Giostra, visto che il palio non è più andato dalle parti di Porta Lucchese dal lontano 2002

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PISTOIA. Dalla Verginina a Candeglia. Da Luciano Niccoli a Mario Menici. Cambiano gli scenari del Cervo Bianco che si è trasferito ancora più in collina per cercare di togliersi di dosso l'appellativo di "nonna" della Giostra, visto che il palio non è più andato dalle parti di Porta Lucchese dal lontano 2002.
Dietro alla preparazione della gara di sabato, però, si cela un bel gruppo unito e desideroso di dimostrare il proprio valore nonostante i biancoverdi non siano - anche quest'anno - tra i favoriti.
Dopo un primo ringiovanimento di due edizioni fa, il rione del presidente Ubaldo Gori ha varato un ulteriore abbassamento dell'età media che rappresenta uno degli esperimenti più coraggiosi di questa Giostra: tutti si rinforzano con cavalieri esperti, mentre il Cervo va completamente nella direzione opposta. Una strada che ha allontanato temporaneamente porta Lucchese dalla sua guida storica.
«Non c'è stata nessuna divergenza con Niccoli - dice Gori - e i rapporti sono sempre gli stessi. Il risultato del 2008, inoltre, non ha minimamente influito sulla scelta di passare al maneggio di Mario Menici, abbiamo soltanto deciso di cambiare. L'impegno è costante, da gennaio tutti i cavalieri stanno lavorando sodo per preparare al meglio questa Giostra e la nostra squadra sarà senz'altro competitiva. Certo, con tanti giovani, almeno inizialmente qualche squilibrio con gli altri rioni ci sarà, ma dopo aver superato l'emozione iniziale speriamo davvero di rendere al meglio. Visti gli ultimi risultati, c'è davvero una grossa necessità di portare a casa qualcosa, per ridare un po' di entusiasmo a tutto l'ambiente».
Un rammarico, però, c'è: «Purtroppo il seguito dei rionali è sempre più scarso ed escludendo gli addetti ai lavori più stretti non si vede quasi nessuno».
Il presidente del Cervo è contento anche di come è stato preparato quest'anno il Palio dei Comuni visto che nella prima edizione.
«Adesso - continua il presidente Gori - c'è stato maggiore impegno e il rafforzamento della consapevolezza che bisogna dare a tutti la possibilità di scendere in piazza, perché c'è urgenza di lanciare i giovani per gli anni a venire».
Per rianimare la Giostra, si può individuare qualche cambiamento in termini di regolamento? «Per quest'anno non si può più fare niente - conclude Ubaldo Gori - però penso che sia necessario tornare ai vecchi punteggi per premiare maggiormente la velocità di cavalli e cavalieri per avere un livello di competizione più alto».
Dopo dieci anni dal suo esordio come organizzatore di un rione, torna a respirare il clima da Giostra anche Mario Menici che, grazie al suo maneggio di Candeglia, ha dato la possibilità al Cervo bianco di potersi allenare in vista di sabato sera. «L'unico precedente è del 1998 - dice Menici - con il Leon d'Oro che vinse il palio con il contributo di un cavaliere francese. Speriamo che sia di buon auspicio. Su questo trasferimento c'è un pizzico di amarezza: tanti rionali e amici non si sono visti e non ne ho capito il motivo. Abbiamo azzardato una squadra giovane con diversi che non hanno mai corso in piazza: ma se non si inizia mai non si possono fare progetti futuri».

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