Gioco
Quattordici casi di influenza suina
Anna Cecchini
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Scarafuggi e Paolini ieri alla riunione dell’unità di crisiQuattordici casi di influenza suina riscontrati in una scolaresca della scuola media Marconi composta da 63 persone, tornate venerdì da una vacanza studio in un college vicino a Londra.
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PISTOIA. Quattordici casi di influenza suina riscontrati in una scolaresca della scuola media Marconi composta da 63 persone, tornate venerdì da una vacanza studio in un college vicino a Londra. Tredici alunni, di seconda e terza media, e una insegnante hanno manifestato, già in Inghilterra, i sintomi dell'influenza. Così, una volta arrivati a Pistoia, sono stati visitati al Ceppo, dove i medici hanno effettuato il tampone faringeo e nasale, come da prassi, e anche un prelievo ematico. Il risultato è arrivato per nove di loro: tutti positivi al virus H1n1.
L'esito delle altre analisi è atteso per oggi, al massimo domani, e potrebbe confermare che anche gli altri cinque soggetti hanno contratto l'influenza suina.
Questo il bollettino medico che l'unità di crisi formata nell'aprile scorso dall'azienda sanitaria pistoiese ha stilato ieri mattina, prima di riunirsi in seduta speciale per decidere i comportamenti da tenere nel caso in cui l'epidemia si dovesse scatenare sul territorio.
Il gruppo, composto da Piero Paolini, vicedirettore sanitario dell'Asl 3 e referente dell'unità di crisi, Francesco Esperti, del reparto di malattie infettive del Ceppo, Wanda Wanderlingh e Roberto Biagini, delle unità di igiene e sanità pubblica, si è espresso in modo rassicurante sull'evolversi del virus. Come del resto il direttore generale Alessandro Scafuggi, presente alla riunione dell'unità di crisi per «raccomandare ai cittadini la massima tranquillità».
«La situazione è tranquilla - ha detto Paolini - se un cittadino ha dubbi sulla possibilità di aver preso il virus basta che vada dal suo medico di base o alla guardia medica, preparati ad affrontare la malattia. Fondamentale è non affollare il pronto soccorso».
Un altro suggerimento importante è stato del dottor Esperti: «Anziani, cardiopatici e persone con sistema immunitario compromesso sono i soggetti con più rischio, quindi è bene evitare che entrino in contatto con chi ha contratto il virus. Inoltre le persone che già si sono ammalate sarebbe meglio che rimanessero in isolamento respiratorio».
«Le famiglie dei ragazzi che hanno contratto il virus sono state informate sui comportamenti da adottare - ha detto ancora Paolini - fra cui quello di evitare azioni che possano favorire la diffusione». Ma l'allarme per l'arrivo dell'influenza suina a Pistoia non è ancora finito. Oggi è previsto il ritorno in città di altre scolaresche in vacanza-studio in Inghilterra. I sanitari hanno sottolineato che il fatto di far rientro dall'Inghilterra non significa affatto aver contratto la malattia. «Nel caso si manifestino sintomi, o sospetti tali - ha dichiarato Paolini - occorre rivolgersi al proprio medico di medicina generale o al pediatra o in loro assenza alla guardia medica. Saranno loro a mettersi in contatto con gli specialisti di malattie infettive dell'ospedale del Ceppo, disponibili, 24 ore su 24 per intervenire». Paolini ha spiegato che da due mesi - da quando la malattia si è manifestata a livello internazionale - l'unità di crisi dell'Asl pistoiese sta lavorando per essere pronta a far fronte a eventuali emergenze.
«Riuniamo questo gruppo - ha concluso - anche allo scopo di programmare eventuali piani di emergenza di tipo a, b o c, che implicano un numero sempre maggiore di posti letto disponibili in caso il virus si manifesti in modo massiccio».
L'esito delle altre analisi è atteso per oggi, al massimo domani, e potrebbe confermare che anche gli altri cinque soggetti hanno contratto l'influenza suina.
Questo il bollettino medico che l'unità di crisi formata nell'aprile scorso dall'azienda sanitaria pistoiese ha stilato ieri mattina, prima di riunirsi in seduta speciale per decidere i comportamenti da tenere nel caso in cui l'epidemia si dovesse scatenare sul territorio.
Il gruppo, composto da Piero Paolini, vicedirettore sanitario dell'Asl 3 e referente dell'unità di crisi, Francesco Esperti, del reparto di malattie infettive del Ceppo, Wanda Wanderlingh e Roberto Biagini, delle unità di igiene e sanità pubblica, si è espresso in modo rassicurante sull'evolversi del virus. Come del resto il direttore generale Alessandro Scafuggi, presente alla riunione dell'unità di crisi per «raccomandare ai cittadini la massima tranquillità».
«La situazione è tranquilla - ha detto Paolini - se un cittadino ha dubbi sulla possibilità di aver preso il virus basta che vada dal suo medico di base o alla guardia medica, preparati ad affrontare la malattia. Fondamentale è non affollare il pronto soccorso».
Un altro suggerimento importante è stato del dottor Esperti: «Anziani, cardiopatici e persone con sistema immunitario compromesso sono i soggetti con più rischio, quindi è bene evitare che entrino in contatto con chi ha contratto il virus. Inoltre le persone che già si sono ammalate sarebbe meglio che rimanessero in isolamento respiratorio».
«Le famiglie dei ragazzi che hanno contratto il virus sono state informate sui comportamenti da adottare - ha detto ancora Paolini - fra cui quello di evitare azioni che possano favorire la diffusione». Ma l'allarme per l'arrivo dell'influenza suina a Pistoia non è ancora finito. Oggi è previsto il ritorno in città di altre scolaresche in vacanza-studio in Inghilterra. I sanitari hanno sottolineato che il fatto di far rientro dall'Inghilterra non significa affatto aver contratto la malattia. «Nel caso si manifestino sintomi, o sospetti tali - ha dichiarato Paolini - occorre rivolgersi al proprio medico di medicina generale o al pediatra o in loro assenza alla guardia medica. Saranno loro a mettersi in contatto con gli specialisti di malattie infettive dell'ospedale del Ceppo, disponibili, 24 ore su 24 per intervenire». Paolini ha spiegato che da due mesi - da quando la malattia si è manifestata a livello internazionale - l'unità di crisi dell'Asl pistoiese sta lavorando per essere pronta a far fronte a eventuali emergenze.
«Riuniamo questo gruppo - ha concluso - anche allo scopo di programmare eventuali piani di emergenza di tipo a, b o c, che implicano un numero sempre maggiore di posti letto disponibili in caso il virus si manifesti in modo massiccio».
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