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Sedere nudo per protesta al G8

Sedere nudo per protesta al G8

Mostrarono il fondoschiena durante il Tg1: erano pistoiesi

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PISTOIA. «Contro un’informazione parziale e una televisione, quella sì, indecente, abbiamo messo in atto una protesta pacifica e che non ha danneggiato nessuno». Parla Antonio, uno dei due pistoiesi che, insieme a un pratese, lo scorso 10 luglio, durante la manifestazione contro il G8 dell’Aquila, hanno messo in atto una provocatoria, quanto riuscita, forma di protesta che ha già spopolato su YouTube.

Al momento del concentramento del corteo, durante un servizio in diretta del Tg1 dall’Aquila dell’inviata Emma D’Aquino, i tre toscani si sono posizionati a un paio di metri dalla giornalista, hanno voltato la schiena, si sono calati i pantaloni e hanno mostrato il sedere nudo alla telecamera. Il tutto è andato in diretta per almeno 4 o 5 secondi senza che dallo studio di Roma si rendessero conto di ciò che stava accadendo alle spalle della cronista, poi hanno tolto la linea video e le immagini sono tornate quelle dello studio.

Antonio, di cui non riportiamo il cognome accettando la sua richiesta di rimanere, almeno parzialmente, anonimo è stato riconosciuto dai carabinieri di Pistoia e denunciato per “atti contrari alla pubblica decenza e interruzione di servizio pubblico”. «È quanto meno contraddittorio - commenta Antonio - che io sia stato denunciato per oltraggio alla pubblica decenza, quando tutti i giorni si vedono alla televisione donne svestite con seni e fondoschiena in primo piano, anche in prima serata, o negli orari in cui alla televisione ci sono i bambini».

Il racconto. Antonio e i suoi amici erano andati in Abruzzo per manifestare contro la riunione dei grandi della terra, come un po’ pomposamente è stato definito l’incontro dei G8. Erano passate da poco le 13 e davanti alla stazione di Paganica, punto di concentramento del corteo, i manifestanti erano pronti a partire. «A un certo punto - racconta Antonio - abbiamo sentito dei fischi: erano rivolti contro i giornalisti del Tg1, leggermente appartati rispetto al corteo. In un primo momento gli abbiamo ignorati, ma i fischi continuavano, così siamo andati a vedere cosa stava succedendo. In quel momento ci è venuta in mente l’idea di mettere in atto questo tipo di protesta». Un’azione spontanea, dunque, nata sul momento, ma che ha già fatto parlare di sé tutta Italia, soprattutto grazie a YouTube in cui abbondano i commenti, quasi tutti solidali al gesto. «L’obbiettivo - spiega - era quello di contestare un certo tipo di informazione che passa soltanto un certo tipo di notizie, mentre ne cela altre.

Ad esempio tutti sanno ormai della tragedia di quella ragazzina uccisa in Iran, ma nessun mezzo di informazione ha mai parlato di un altro ragazzino, di 16 anni, ucciso in Honduras durante una manifestazione contro il colpo di stato che sta accadendo in quel paese. Alla televisione ci sono servizi e programmi indecenti, molto più dei nostri fondoschiena».

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