Il Tirreno

Pistoia

Maturità, i più bravi al "Pacini"

Alessandro Benigni
Maturità, i più bravi al "Pacini"

Per molti studenti pistoiesi gli esami di maturità sono finiti, altre dovranno attendere ancora alcuni giorni prima di "staccare" e pesare al futuro. Per qualcuno inizia il percorso ad ostacoli alla ricerca di un posto di lavoro, altri proseguiranno gli studi all'università. Al Classico "Niccolò Forteguerri" sono stati tra i primi ad affiggere i tabelloni dei responsi.

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PISTOIA. Per molti studenti pistoiesi gli esami di maturità sono finiti, altre dovranno attendere ancora alcuni giorni prima di "staccare" e pesare al futuro. Per qualcuno inizia il percorso ad ostacoli alla ricerca di un posto di lavoro, altri proseguiranno gli studi all'università. Al Classico "Niccolò Forteguerri" sono stati tra i primi ad affiggere i tabelloni dei responsi.
In generale è andata bene: si registra infatti solo un "esito negativo" tra tutte le classi, mentre non mancano i voti di eccellenza, come il cento e lode di Francesca Pagliai e i cento di Francesca Antonelli, Giada Barbera, Lisa Bardelli, Gaia Diamanti, Erika Merci, Chiara Monaco, Alessandro Panerai e Cecilia Pistolesi.
Davanti alla bacheca gli sguardi sono tutti sollevati e si respira aria di "liberazione", ma non mancano coloro che si commuovono perché dovranno abbandonare quei compagni con i quali hanno condiviso ben cinque anni di vita.
I sorrisi comunque abbondano, e uno dei più raggianti è quello di Sara Cappellini, che ha appena saputo di essere diventata matura con l'ottimo punteggio di ottantotto centesimi; un risultato che - confessa - si aspettava, «Anche perchè - spiega - facendo la somma del voto degli scritti, dei crediti e dell'andamento dell'orale, riesci sempre ad avere un idea più o meno esatta della valutazione finale».
Anche ai suoi compagni è andata bene, visto che sono stati tutti promossi, seppur con risultati molto diversi tra loro. «Ci sono stati alcuni sessanta, ma anche ben tre cento», dice.
Naturalmente qualche incongruenza tra il suo voto e quello degli altri ragazzi rispetto all'andamento generale nei cinque anni c'è stata, come spesso succede in tutte le classi, ma ritiene che sia «normale e sicuramente non c'è invidia né da parte né verso qualcuno».
E adesso è arrivato il tempo delle vacanze. Infatti, dice ancora Sara, presto verrà organizzata una cena tra studenti e professori è poi via verso il sole, la spiaggia e il mare».
Più severe invece le commissioni dell'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "Antonio Pacinotti".
Infatti, a fronte di cinque classi quinte per un totale di sessanta alunni, si registrano sessanta promossi ma nessuno di loro con il massimo del punteggio. La valutazione più alta è così il novantotto di Lorenzo Bindi, seguito a ruota dai novantasei di Daniele Giovanelli e Matteo Breschi.
Crediamo con convinzione però che l'assenza di cento non impedisca anche a tutti loro di festeggiare e godersi le meritate vacanze.
Dal Liceo classico e "Pacinotti" allo Scientifico.
Al "Duca d'Aosta" è andato tutto bene, visto che nessuno dei centocinquantadue alunni delle otto classi quinte è stato bocciato: un ulteriore motivo di vanto per la scuola, oltre al cento e lode di Giacomo Spinelli e ai cento di Filippo Borselli, Chiara Buganini, Egidio Colombo, Maria Flora D'andria, Luisa Impagnatiello, Cristina Matani e Daniele Simoni.
Impossibile trovare un volto triste tra tutti quelli che si affacciano a guardare i quadri appena esposti, anzi, addirittura in molti esultano come si vede fare negli stadi quando viene segnato un gol; è il caso di Tommaso Dami, neo-diplomato con sessantadue centesimi, nonostante si aspettasse «almeno un sessantaquattro».
Non si piange certo addosso però, bensì è soddisfatto per se stesso e per la sua classe, che «ha la media più alta della scuola - osserva orgoglioso - anche se io non ho certo contribuito ad alzarla».
Marco Pellegrini invece non pensava di ricevere più del settantasette che ha avuto: «È il voto che mi aspettavo - dice - e sono contentissimo così».
Un sentimento che si contrappone al dispiacere di lasciare amici, compagni di classe e un po' a sorpresa, anche i professori, con i quali - rivela - «ho sempre avuto ottimi rapporti».
Non la pensa cosi invece Giulia Bartolini, che "accusa" i professori interni della commissione di essere stati troppo cattivi, mentre elogia gli esterni, che «ci hanno messo a nostro agio e ci sono venuti incontro».
Al contrario sentirà la mancanza dei bidelli, elementi importanti dell'apparato scolastico ma lasciati spesso nell'ombra: «Sempre disponibili ad aiutare e supportare noi studenti».
Grandi feste anche all'istituto tecnico "Filippo Pacini", dove sono appena due gli esiti negativi su un totale di ben centosettantasette ammessi alla maturità. Abbondanti invece i più meritevoli: sono due i cento e lode (Chiara Petreti e Sara Venturelli), e ben dodici i cento, ovvero Giulia Peli, Alessandra Baldi, Tesitti Francesca, Claudia Giusti, Chiara Bellini, Andrea Marioncini, Mattia Morra, Margherita Succi, Lorenzo Ferrari, Dario Berra, Caterina Parenti e Ilaria La Porta.
Non è tra questi ma è ugualmente soddisfatto Alessio Bresci, che porta a casa un ottimo novantuno: «E' più di quello che mi aspettavo - dice - e per questo ringrazio tutti i professori».
Per lui si prospetta un futuro scolastico ancora ambientato nella nostra città: «Penso proprio - confessa Alessio - di rimanere a Pistoia e iscrivermi alla facoltà di Scienze del Turismo».
Sorridente e pieno di allegria il trio di ragazze composto da Chiara Ferrari, Claudia Gherardini e Sara El Atfa, che si presta volentieri ai nostri taccuini per raccontare la propria esperienza.
«Ci dispiace lasciare alcuni professori - dicono -, e ci sentiamo soprattutto di citare la mitica professoressa Grazzini, ma di qualcun'altro non sentiremo per niente la mancanza». Ma non si lasciano solo le persone, anche le cose hanno un loro particolare valore.
«Non so come farò senza la nostra macchinetta», sospira Claudia; «Già mi mancano i Kinder Bueno freschi al punto giusto» conferma Sara.
C'è da scommettere che forse nonostante tutto un altro anno di scuola lo farebbero volentieri.

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