Italia
Pericolo rate. Aumenta del 20 per cento l’indebitamento medio, che supera i 59mila euro pro capite
Fondo anti-usura, tante richieste
Anna Cecchini
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La sede della Misericordia al parco della VergineIl polso della crisi che attanaglia il territorio si misura anche valutando l'impennata delle richieste di accesso al fondo anti-usura gestito in Toscana dalla Misericordia. A Pistoia, nei primi sei mesi del 2009, l'associazione ha già fornito garanzie di pagamento per una somma intorno a 900mila euro.
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PISTOIA. Il polso della crisi che attanaglia il territorio si misura anche valutando l'impennata delle richieste di accesso al fondo anti-usura gestito in Toscana dalla Misericordia. A Pistoia, nei primi sei mesi del 2009, l'associazione ha già fornito garanzie di pagamento per una somma intorno a 900mila euro.
Una cifra che è destinata a lievitare, secondo le stime della Misericordia, arrivando a toccare alla fine dell'anno almeno il tetto di 1 milione e 600mila euro. Un incremento significativo, considerando che per l'intero arco del 2008 la cifra erogata dall'associazione di volontari per il settore anti usura è stata di 1 milione e 200mila euro.
Ma il dato più allarmante, soprattuto in un momento di recessione, è quello relativo all'ammontare dell'indebitamento medio di quelle persone che si rivolgono all'associazione per evitare di finire in mano degli strozzini. «Se nel 2007 l'indebitamento medio - spiega Roberto Fratoni, segretario genrale della Misericordia di Pistoia - di chi chiedeva il nostro aiuto era di 44mila 600 euro, adesso siamo a 59mila 530. In due anni c'è stato un aumento pro capite di quasi il 19 per cento».
Ma perchè in tempi bui, quando la crisi dovrebbe tenere a bada le velleità consumistiche dei cittadini, le persone si indebitano fino a dover ricorrere al fondo anti usura? Il presidente della Misericordia spiega che le famiglie tendono a sovraindebitarsi e poi si trovano con l'acqua alla gola. «In questi primi sei mesi dell'anno abbiamo avviato 40 pratiche per diventare garanti di altrettanti debiti contratti dalle famiglie - dice Fratoni -, ma le persone che si rivolgono a noi sono molte di più, quindi possiamo analizzare le caratteristiche di un percorso che porta i cittadini a non gestire gli impegni di pagamento stipulati».
Il fondo anti usura gestito dalla Misericordia è destinato a famiglie con lavoro dipendente o a pensionati, e sono proprio queste categorie, che sembrerebbero avere una solidità maggiore perchè possono contare su entrate fisse, a risentire di un eccessivo indebitamento. «Il problema è che le persone - conclude Fratoni - non sono state attente in passato. Due anni fa c'erano le avvisaglie della crisi e si prospettavano situazioni di lavoro non certo, ma il futuro non si prospettava certo negativo come poi è risultato. Così la gente si è comunque indebita, e adesso deve pagare le rate. E' lo stesso meccanismo della rateizzazione di qualunque bene che induce a eccedere nell'indebitamento».
I settori per cui le famiglie pistoiesi ricorrono maggiormente al fondo anti-usura, grazie al quale la Misericordia può garantire agli istituti di credito dal 50 al 75 per cento di copertura del debito contratto, sono principalmente legati a spese abitative - rate per il mutuo casa, ma anche a finanziamenti per l'acquisto di automobili o beni non primari, come telefoni cellulari e strumentazioni elettroniche.
Una cifra che è destinata a lievitare, secondo le stime della Misericordia, arrivando a toccare alla fine dell'anno almeno il tetto di 1 milione e 600mila euro. Un incremento significativo, considerando che per l'intero arco del 2008 la cifra erogata dall'associazione di volontari per il settore anti usura è stata di 1 milione e 200mila euro.
Ma il dato più allarmante, soprattuto in un momento di recessione, è quello relativo all'ammontare dell'indebitamento medio di quelle persone che si rivolgono all'associazione per evitare di finire in mano degli strozzini. «Se nel 2007 l'indebitamento medio - spiega Roberto Fratoni, segretario genrale della Misericordia di Pistoia - di chi chiedeva il nostro aiuto era di 44mila 600 euro, adesso siamo a 59mila 530. In due anni c'è stato un aumento pro capite di quasi il 19 per cento».
Ma perchè in tempi bui, quando la crisi dovrebbe tenere a bada le velleità consumistiche dei cittadini, le persone si indebitano fino a dover ricorrere al fondo anti usura? Il presidente della Misericordia spiega che le famiglie tendono a sovraindebitarsi e poi si trovano con l'acqua alla gola. «In questi primi sei mesi dell'anno abbiamo avviato 40 pratiche per diventare garanti di altrettanti debiti contratti dalle famiglie - dice Fratoni -, ma le persone che si rivolgono a noi sono molte di più, quindi possiamo analizzare le caratteristiche di un percorso che porta i cittadini a non gestire gli impegni di pagamento stipulati».
Il fondo anti usura gestito dalla Misericordia è destinato a famiglie con lavoro dipendente o a pensionati, e sono proprio queste categorie, che sembrerebbero avere una solidità maggiore perchè possono contare su entrate fisse, a risentire di un eccessivo indebitamento. «Il problema è che le persone - conclude Fratoni - non sono state attente in passato. Due anni fa c'erano le avvisaglie della crisi e si prospettavano situazioni di lavoro non certo, ma il futuro non si prospettava certo negativo come poi è risultato. Così la gente si è comunque indebita, e adesso deve pagare le rate. E' lo stesso meccanismo della rateizzazione di qualunque bene che induce a eccedere nell'indebitamento».
I settori per cui le famiglie pistoiesi ricorrono maggiormente al fondo anti-usura, grazie al quale la Misericordia può garantire agli istituti di credito dal 50 al 75 per cento di copertura del debito contratto, sono principalmente legati a spese abitative - rate per il mutuo casa, ma anche a finanziamenti per l'acquisto di automobili o beni non primari, come telefoni cellulari e strumentazioni elettroniche.
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