Sicurezza
Insorgono gli esercenti pubblici di una zona dove da alcuni mesi la vigilanza è più stringente
«I controlli hanno cancellato la movida»
Elisa Pacini
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Un concerto in piazza san Francesco quando l’area poteva ospitare iniziativeNon si placano le polemiche sulla movida pistoiese. Il livello «caldo» del dibattito toccato a giugno, fa prospettare un luglio «rovente» con una componente in più. Le polemiche tra una zona e l'altra della «Pistoia by night».
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PISTOIA. Non si placano le polemiche sulla movida pistoiese. Il livello «caldo» del dibattito toccato a giugno, fa prospettare un luglio «rovente» con una componente in più. Le polemiche tra una zona e l'altra della «Pistoia by night».
Ricapitoliamo la questione.Dal primo giugno è scattato il permesso dell'apertura fino alle due di notte dei locali del comparto Sala, già vigente in altre zone. Poche settimane dopo, ad alzare la voce sono stati residenti e commercianti contro la confusione e il degrado lasciato dai fruitori della movida sorretti dalla mozione di Andrea Betti di Rifondazione Comunista che chiede una stretta di controlli sul centro. Una stretta che da tre settimane però è stata applicata in un'altra zona della notte pistoiese, ovvero Piazza San Francesco oggetto da anni di proteste da parte dei rispettivi residenti. La presenza fissa della Polizia Municipale dal giovedì alla domenica per combattere il parcheggio selvaggio, ha fatto arrabbiare gli esercenti della Piazza che lamentano un danno agli affari ed evidenziano la non risoluzione dei problemi. «Il colpo d'occhio non fa certo impazzire- dice Pablo Biagioli, proprietario di «Frisco»- siamo passati dal caos di macchine al deserto dei tartari. A noi ha portato un danno economico e non risolve il problema che è la mancanza di parcheggi in centro. Capisco i residenti arrabbiati perchè trovano il posto occupato ma togliendo le auto da qui, il bacino di posti anche per il centro, si congestionano altre zone come via Desideri o Porta al Borgo. Abbiamo avuto un impatto veemente dopo anni di immobilismo mentre manca la volontà di educare le persone. La polizia potrebbe invece regolare le soste in modo più corretto». Biagioli insieme a Tony Tramonte, proprietario del «San Francesco», hanno già esposto le loro lamentele al capo dei vigili e al sindaco. Perchè hanno delle proposte, finora passate nel silenzio. «Si è passati dalla giungla- dice Tramonte- a una piazza militarizzata e nessuno ci aveva avvertito. Siamo tutti d'accordo della necessità dei parcheggi per i residenti e del bisogno di una corsia sgombra per le emergenze, ma noi esercenti abbiamo detto alle autorità che ci sono aree dove la notte le macchine non danno noia a nessuno. Così facendo invece, sembra che qualcuno voglia affossare questa zona».
Per gli esercenti, potrebbero essere consentiti i parcheggi nello spiazzo tra la fermata dell'autobus e l'inizio del giardino e la prima parte di corso Gramsci. Nella polemica aleggia anche la sensazione di essere penalizzati rispetto alla Sala. «Io dico solo che i problemi a Pistoia si affrontano a zone - dice Biagioli - non voglio parlare di discriminazione, mi limito a dire che questo giardino non viene mai usato per nessun evento quando altrove ogni giorno c'è un mercatino o un concerto». «Siamo molto danneggiati rispetto alle altre zone- continua Tramonte- perchè la gente vede la polizia, pensa che sia successo qualcosa e non si ferma. Ai residenti che hanno descritto Piazza Mazzini come il Bronx consiglio di farsi un giro per l'Italia. E comunque al parterre nell'angolo più buio, la polizia non va mai». A lamentarsi sono anche i giovani. «In queste sere c'è meno gente- dicono Silvia e Alice, due diciassettenni- i parcheggi sono tutti lontani, in zone morte e buie così tutti preferiscono andare da altre parti. Già a Pistoia non ci sono molti divertimenti e così la Piazza muore».
Ricapitoliamo la questione.Dal primo giugno è scattato il permesso dell'apertura fino alle due di notte dei locali del comparto Sala, già vigente in altre zone. Poche settimane dopo, ad alzare la voce sono stati residenti e commercianti contro la confusione e il degrado lasciato dai fruitori della movida sorretti dalla mozione di Andrea Betti di Rifondazione Comunista che chiede una stretta di controlli sul centro. Una stretta che da tre settimane però è stata applicata in un'altra zona della notte pistoiese, ovvero Piazza San Francesco oggetto da anni di proteste da parte dei rispettivi residenti. La presenza fissa della Polizia Municipale dal giovedì alla domenica per combattere il parcheggio selvaggio, ha fatto arrabbiare gli esercenti della Piazza che lamentano un danno agli affari ed evidenziano la non risoluzione dei problemi. «Il colpo d'occhio non fa certo impazzire- dice Pablo Biagioli, proprietario di «Frisco»- siamo passati dal caos di macchine al deserto dei tartari. A noi ha portato un danno economico e non risolve il problema che è la mancanza di parcheggi in centro. Capisco i residenti arrabbiati perchè trovano il posto occupato ma togliendo le auto da qui, il bacino di posti anche per il centro, si congestionano altre zone come via Desideri o Porta al Borgo. Abbiamo avuto un impatto veemente dopo anni di immobilismo mentre manca la volontà di educare le persone. La polizia potrebbe invece regolare le soste in modo più corretto». Biagioli insieme a Tony Tramonte, proprietario del «San Francesco», hanno già esposto le loro lamentele al capo dei vigili e al sindaco. Perchè hanno delle proposte, finora passate nel silenzio. «Si è passati dalla giungla- dice Tramonte- a una piazza militarizzata e nessuno ci aveva avvertito. Siamo tutti d'accordo della necessità dei parcheggi per i residenti e del bisogno di una corsia sgombra per le emergenze, ma noi esercenti abbiamo detto alle autorità che ci sono aree dove la notte le macchine non danno noia a nessuno. Così facendo invece, sembra che qualcuno voglia affossare questa zona».
Per gli esercenti, potrebbero essere consentiti i parcheggi nello spiazzo tra la fermata dell'autobus e l'inizio del giardino e la prima parte di corso Gramsci. Nella polemica aleggia anche la sensazione di essere penalizzati rispetto alla Sala. «Io dico solo che i problemi a Pistoia si affrontano a zone - dice Biagioli - non voglio parlare di discriminazione, mi limito a dire che questo giardino non viene mai usato per nessun evento quando altrove ogni giorno c'è un mercatino o un concerto». «Siamo molto danneggiati rispetto alle altre zone- continua Tramonte- perchè la gente vede la polizia, pensa che sia successo qualcosa e non si ferma. Ai residenti che hanno descritto Piazza Mazzini come il Bronx consiglio di farsi un giro per l'Italia. E comunque al parterre nell'angolo più buio, la polizia non va mai». A lamentarsi sono anche i giovani. «In queste sere c'è meno gente- dicono Silvia e Alice, due diciassettenni- i parcheggi sono tutti lontani, in zone morte e buie così tutti preferiscono andare da altre parti. Già a Pistoia non ci sono molti divertimenti e così la Piazza muore».
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