Il Tirreno

Pistoia

Oriana rilancia il "Progetto per Pistoia"

Fabio Calamati
Industriali e autorità ascoltano la relazione del presidente Oriana alla assemblea della Associazione
◗
Industriali e autorità ascoltano la relazione del presidente Oriana alla assemblea della Associazione

Nella relazione spazio anche a infrastrutture e problemi del credito

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Rilanciare il "Progetto per Pistoia", in modo da rendere la provincia attrattiva di nuovi capitali e nuovi imprenditori; realizzare finalmente le reti internet veloci e le infrastrutture attese da anni (A11, ferrovia); migliorare il deludente rapporto con le banche.
Questa, in sintesi, la ricetta proposta dal presidente dell'Associazione industriali Giuseppe Oriana per "Tornare a crescere", come recitava il tema dell'assemblea annuale andata in scena ieri al convento di San Domenico.
In primis, quindi, un tema tutto suo come quello del "Progetto per Pistoia" (l'accordo con i sindacati per rilanciare la competitività del territorio; «ad oggi - ha ammesso Oriana - ci dispiace dirlo, il nostro stimolo è stato ignorato, salvo alcune dichiarazioni di principio»). Ma il presidente ha pigiato anche tasti cari ai suoi predeCESSORi, come il gap infrastrutture e i cattivi rapporti con le banche, colpevoli di concedere credito guardando solo alla struttura patrimoniale dei propri clienti.
Non solo: il presidente ha anche rilanciato l'idea della creazione di un polo di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, applicabili ai settori tipici del territorio, sottolineando che non si tratta solo di un'idea ma di un qualcosa di già concreto.
Echi delle proposte di Oriana si sono ritrovate anche nella relazione dell'ospite d'onore dell'assemblea, l'economista Giacomo Vaciago, che non ha peraltro concesso molto spazio ad interventi efficaci di politica economica per avvicinare la fine della crisi (al massimo - ha detto - si possono porre le condizioni per una ripresa più brillante, sull'attuale congiuntura può incidere solo un'azione congiunta del G20).
Per il resto, Oriana ha seminato in diversi passaggi della sua relazione - letta davanti alle massime autorità cittadine e a diversi ospiti, industriali e non - repliche alle critiche piovutegli addosso negli ultimi mesi. L'associazione poco impegnata nel risolvere le crisi locali? «Non ci siamo mai alzati da un tavolo di trattative». Conduzione personalistica dell'associazione? «Ringrazio i tantissimi associati che mi hanno ampiamente confermato il loro mandato per il prossimo biennio».
Una conferma - per la cronaca - arrivata nella prima parte dell'assemblea, che ha preceduto quella pubblica e che ha visto il presidente uscente confermato alla guida dell'associazione di piazza Garibaldi con 1.249 voti su 1.525, vale a dire l'82% dei consensi. Uno schieramento di gran lunga maggioritario. Che però non ha evitato ad Oriana gli interventi molto critici del dimissionario tesoriere Piero Becciani, di Umberto Flori (che ha dato lettura di un documento firmato da Andrea Gualtierotti, presidente del collegio costruttori edili) e di Alberto Melani, presidente del comitato piccola industria, che ha parlato di sistema di voto non democratico, in riferimento all'attribuzione dei voti alle aziende presenti in ragione dell'entità delle loro contribuzioni (attribuzione peraltro avallata dalla presidente dei revisori dei conti).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini