Il Tirreno

Pistoia

Una lettera con 185 firme. Don Michele: «Queste persone non le conosco neppure»

A San Pierino nuove accuse al prete«Allontana i giovani dalla parrocchia»

Francesco Albonetti
Il circolo Mcl di San Pierino al centro della contesa
◗
Il circolo Mcl di San Pierino al centro della contesa

Sono tornati alla carica i parrocchiani ribelli di San Pierino Casa al Vescovo. In una lettera firmata da 185 persone, lanciano nuove accuse al parroco don Michele Palchetti

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Sono tornati alla carica i parrocchiani ribelli di San Pierino Casa al Vescovo. In una lettera firmata da 185 persone, lanciano nuove accuse al parroco don Michele Palchetti. Fra le accuse, quella di non aver «tralasciato volutamente» la benedizione di alcune famiglie, di aver fatto scomparire dalla vita parrocchiale i ragazzi fra i 16 e i 22-23 anni, di respingere gli stessi ragazzi dal campino di calcio chiamando le forze dell'ordine, di non aver cancellato la scritta "Vergogna a morte" che compare da oltre due mesi sul muro di cinta dell'abitazione accanto alla chiesa.
«Diversi mesi sono passati dalla comparsa sui quotidiani locali della vicenda di San Pierino Casa al Vescovo ma niente ancora è cambiato - scrivono i firmatari della lettera - Anzi, si sta scivolando sempre più in basso. Una comunità che, giorno dopo giorno, si chiede i motivi di tali comportamenti da parte del parroco, don Michele Palchetti, con l'avallo della curia. Ci è sempre stato detto di tenere i toni bassi e noi lo abbiamo fatto ma nessuno capisce come mai sia stato il parroco e non solo a rialzarli di nuovo, senza alcun motivo».
Nella lettera non si fa il minimo accenno al contenzioso giudiziario che vede schierate, da una parte parrocchia e diocesi e dall'altra il circolo Mcl, per l'uso in comodato gratuito dei locali da parte del circolo. Don Michele non vuole entrare nel merito delle questioni sollevate nella lettera e confessa di non aver neppure visto la lettera. «Non l'ho vista e non so neppure chi sono questi parrocchiani - dice il parroco - Se tornano sulla vicenda del circolo, ne parlo nell'ultimo numero del nostro giornalino e lì ho ricordato che in ogni parrocchia il parroco rappresenta il vescovo, ne fa le veci. nessun atto, tanto meno quelli di straordinaria amministrazione come l'introduzione di una causa di fronte all'autorità giudiziaria, può essere compiuto dal parroco se non con il consenso libero e pieno del vescovo. Ed ho anche scritto che il 2 aprile scorso avevo dato la disponibilità ad ascoltare insieme al vescovo quanto avevano da dire alcuni soci-parrocchiani, dei quali non conosco l'identità. Di fatto, un'ora prima dell'udienza essi hanno fatto sapere che non si sarebbero presentati all'appuntamento».
«Siamo a conoscenza di tutte le attività portate avanti dalla parrocchia in questi ultimi mesi e ne siamo ben felici - concludono i parrocchiani contestatori - ma ci sembrano riguardare una parte veramente ristretta della comunità. Nel paese, in tanti pensano che la parrocchia sia divenuta oramai un circolo chiuso, frequentata da poche persone di San Pierino Casa al Vescovo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web