Il dolore
pistoia cronaca
Stangata sui conti in rosso
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Un’impiegato di banca conta i soldi allo sportelloApplicata commissione del 4% annuo. Donnini: «E' un balzello che non intendiamo far subire alle imprese»
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PISTOIA. Il vecchio "massimo scoperto" uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, ma più caro e sotto un'altra veste. E' quella sorta di penale che le banche applicano a chi va sotto con il conto corrente. In questi giorni molti artigiani si sono visti recapitare a casa una lettera del proprio istituto di credito.
La banca avvisa della decisione di applicare questa nuova commissione a cadenza trimestrale. Il fatto viene prontamente denunciato da Confartigianato, la quale definisce la nuova commissione come un vero e proprio balzello.
«Da una parte bloccano le rate dei mutui per un anno e dall'altra ci succhiano soldi con balzelli illegittimi. E' una vergogna». E' questo il leit motiv che da qualche giorno corre sulla bocca di artigiani e piccoli imprenditori che si vedono recapitare dalle rispettive banche comunicazioni di modifica unilaterale dei contratti, dove si informano i correntisti che, in caso di conto in rosso, non verranno più applicate le consuete "commissioni di massimo scoperto": al loro posto, però, arrivano altri balzelli mascherati con nomi del tipo "scoperto di conto" e simili.
Le tariffe cambiano a seconda dell'istituto di credito, ma in genere sono ben più alte di quelle relative alle vecchie commissioni di massimo scoperto.
Da qualche giorno negli uffici di Confartigianato arrivano associati furibondi perché si sono accorti del giochino attuato dagli istituti di credito: un piccolo fiume di imprenditori destinato ad ingrossarsi non appena anche gli altri si saranno resi conto della cosa. «In questo momento - sottolinea il presidente provinciale di Confartigianato Massimo Donnini - molte imprese hanno problemi di liquidità e vedersi aumentare i costi bancari sui conti in rosso non fa che inasprire gli animi, andando ad aggravare la già difficile situazione delle aziende e appesantendo ulteriormente il rapporto con il mondo bancario».
Tutto nasce da un utilizzo strumentale delle norme dettate dal decreto anti-crisi, che hanno imposto alle banche di comunicare in maniera chiara l'importo delle commissioni previste nel caso di sconfinamento dei fidi: importi che invece, prima, venivano calcolati trimestralmente e comunicati direttamente attraverso l'estratto conto, ad addebito avvenuto. La commissione è generalmente intorno all'1%, che diventa 4% se moltiplicato per quattro trimestri l'anno: il tutto, si somma all'interesse applicato al conto dalla banca. «Ci stiamo muovendo - sottolinea Donnini - insieme ad altre Confartigianato locali e attraverso la Confederazione nazionale è già stato debitamente informato il ministro Tremonti. Non intendiamo far subire questi abusi alle nostre imprese, che già stanno affrontando problemi enormi e soffrono di una forte penalizzazione sui tassi applicati dalle banche italiane rispetto a quanto avviene nel resto d'Europa».
La banca avvisa della decisione di applicare questa nuova commissione a cadenza trimestrale. Il fatto viene prontamente denunciato da Confartigianato, la quale definisce la nuova commissione come un vero e proprio balzello.
«Da una parte bloccano le rate dei mutui per un anno e dall'altra ci succhiano soldi con balzelli illegittimi. E' una vergogna». E' questo il leit motiv che da qualche giorno corre sulla bocca di artigiani e piccoli imprenditori che si vedono recapitare dalle rispettive banche comunicazioni di modifica unilaterale dei contratti, dove si informano i correntisti che, in caso di conto in rosso, non verranno più applicate le consuete "commissioni di massimo scoperto": al loro posto, però, arrivano altri balzelli mascherati con nomi del tipo "scoperto di conto" e simili.
Le tariffe cambiano a seconda dell'istituto di credito, ma in genere sono ben più alte di quelle relative alle vecchie commissioni di massimo scoperto.
Da qualche giorno negli uffici di Confartigianato arrivano associati furibondi perché si sono accorti del giochino attuato dagli istituti di credito: un piccolo fiume di imprenditori destinato ad ingrossarsi non appena anche gli altri si saranno resi conto della cosa. «In questo momento - sottolinea il presidente provinciale di Confartigianato Massimo Donnini - molte imprese hanno problemi di liquidità e vedersi aumentare i costi bancari sui conti in rosso non fa che inasprire gli animi, andando ad aggravare la già difficile situazione delle aziende e appesantendo ulteriormente il rapporto con il mondo bancario».
Tutto nasce da un utilizzo strumentale delle norme dettate dal decreto anti-crisi, che hanno imposto alle banche di comunicare in maniera chiara l'importo delle commissioni previste nel caso di sconfinamento dei fidi: importi che invece, prima, venivano calcolati trimestralmente e comunicati direttamente attraverso l'estratto conto, ad addebito avvenuto. La commissione è generalmente intorno all'1%, che diventa 4% se moltiplicato per quattro trimestri l'anno: il tutto, si somma all'interesse applicato al conto dalla banca. «Ci stiamo muovendo - sottolinea Donnini - insieme ad altre Confartigianato locali e attraverso la Confederazione nazionale è già stato debitamente informato il ministro Tremonti. Non intendiamo far subire questi abusi alle nostre imprese, che già stanno affrontando problemi enormi e soffrono di una forte penalizzazione sui tassi applicati dalle banche italiane rispetto a quanto avviene nel resto d'Europa».
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