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Ecco i ristoratori figli di un dio minore

I lavori di Toscana Gas davanti al ristorante Perlage in via De Rossi
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I lavori di Toscana Gas davanti al ristorante Perlage in via De Rossi

«Voglio tirare un sasso nello stagno ma senza nascondere la mano, la mano è la mia». Chi parla è Luigi Ugolini, 62 anni, chef tra i più titolati di Pistoia e dintorni, da ottobre titolare del ristorante Perlage di via de Rossi.

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PISTOIA. «Voglio tirare un sasso nello stagno ma senza nascondere la mano, la mano è la mia». Chi parla è Luigi Ugolini, 62 anni, chef tra i più titolati di Pistoia e dintorni, da ottobre titolare del ristorante Perlage di via de Rossi.
Più che un sasso, è una grandinata, la sua, mirata contro l'amministrazione comunale. Colpevole di non fare abbastanza per rendere la città più attraente per i turisti. O meglio, colpevole di non dare seguito pratico alle idee buone che pure, sulla carta, ci sarebbero.
Ugolini parla nella sala del suo ristorante. Gli operai di Toscana Gas stanno scavando una trincea proprio davanti all'ingresso del locale, che per un pedone normale è impossibile da raggiungere. «So benissimo - attacca Ugolini - che questi lavori vanno fatti, che sono necessari. Ma perché non ci hanno avvisato prima? Magari si poteva chiudere per qualche giorno, magari mandavo in ferie i dipendenti. Così di certo non si lavora».
«Ma questa - continua Ugolini - è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il vero problema è un altro. È la mancanza di visibilità di attività come questa. Ci vorrebbe la possibilità di metter fuori dei tavolini e sono stato contento quando il Comune ha fatto la delibera di intenti per consentire questa cosa a tutti, dentro e fuori del centro storico».
Però? «Un conto sono i discorsi dei politici, un conto le decisioni dei dirigenti - replica Ugolini - la precedente gestione aveva già fatto questa richiesta del giugno 2008, io l'ho ripetuta a gennaio e a marzo-aprile. Tra l'altro ho speso anche diverse centinaia di euro per pagare il tecnico per il progetto. Le risposte? Sempre negative. Una volta per questioni di viabilità. Un'altra per la presenza di un parcheggio per disabili: un politico mi aveva detto che si poteva spostare, che non c'erano problemi, ma i loro uffici mi hanno risposto di no».
Conclusione? «Me lo dicano loro cosa vogliono che facciamo. Se devo gestire questo locale senza avere la visibilità di cui ha bisogno, chiudo tutto, giro la chiave e la restituisco ai proprietari dell'edificio».
Ugolini è ormai un fiume in piena. «Bisognerebbe anche che mi spiegassero - continua - perché c'è tanta disparità nei trattamenti. Qui i tavoli fuori non si possono mettere. In piazza della Sala, e lo dico col massimo rispetto dei colleghi che lavorano lì, si può fare di tutto, invadere con sedie e tavoli tutta la piazza, fino a costringere la gente a fare le gimkane per attraversarla. Lì si può far tutto? E come mai accanto a piazza Duomo succede tutto questo mentre in piazza San Francesco, da qualche giorno, ci sono cinque pattuglie di vigili urbani a controllare? Il bello è che a me, da quando sono qui, hanno già fatto una ventina di multe per divieto di sosta. E poi, quando passa uno di questi tre-quattro personaggi che sulla Sala fanno quello che gli pare da anni, nessuno fa nulla».

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